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Interseals, gemma della rubber valley: dove anche le macchine "imparano" - BergamoNews

Innovare per competere

Matteo vavassori

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Fondata nel 1995 grazie alla partecipazione di Adamkiewicz e Vavassori, con 3 dipendenti e 3 presse, Interseals si specializzata nella produzione di O-rings e di particolari in FKM: oggi vanta un fatturato di 24 milioni in Italia e 3 in Polonia.

Interseals cerca per il proprio stabilimento di Capriolo (Brescia), un responsabile di produzione per reparto stampaggio articoli in gomma. Requisiti minimi richiesti sono: diploma scuola media superiore, preferibilmente tecnico; buone conoscenze di disegno tecnico; predisposizione al lavoro in team; ottimo approccio al problem solving e conoscenza delle tecniche di trasformazione degli elastomeri.

“Stiamo cercando una figura funzionale alla nostra crescita – chiarisce Matteo Vavassori, Kaizen Promotion Officer (KPO) di Interseals -, con ottime conoscenze tecniche, maturate nel settore o in settori affini, che abbia voglia di crescere e di mettersi in gioco”.

La Interseals di Capriolo, azienda di origini bergamasche (da Viadanica) e trasferitasi per spazi e viabilità, è specializzata nella trasformazione di elastomeri in O-rings, e particolari tecnici a disegno. Partendo dall’FKM spazia al silicone, fluorosilicone, mescole organiche, silicone liquido e produce guarnizioni di quasi ogni tipo, in particolare per il settore automotive. Due marchi su tutti: Audi e Volkswagen. Gli altri settori in cui opera sono: meccanico, elettronico, energetico, elettrodomestico, navale, medicale, alimentare.

Il KPO è un ruolo nuovo per la cultura aziendale italiana, proveniente dal mondo giapponese, in particolar modo dalla Lean Production. Si occupa del miglioramento continuo. Il compito è sovrintendere a tutti i progetti di miglioramento attivati in azienda. Tali progetti possono spaziare da una semplice azione 5s ad una revisione di parte del flusso di processo, attivati per diversi motivi come per esempio l’integrazione di nuove tecnologie in azienda.

“Realizzare il cambiamento – spiega Matteo Vavassori – significa saper cogliere le aspettative dell’ambiente che ci circonda. Ogni giorno, e sempre più velocemente, mutano le aspettative del cliente e del mercato, delle istituzioni e dei propri collaboratori. Le nuove tecnologie si sviluppano ad una velocità mai vista prima e richiedono una flessibilità di implementazione altrettanto alta. A questo si aggiunge il saper mettere in campo una struttura organizzativa e le risorse necessarie, umane e finanziarie, senza le quali risulterebbe impossibile pensare al cambiamento”.

La Interseals sta cercando, sempre per il proprio stabilimento di Capriolo, anche un giovane manutentore da inserire nel proprio staff. Non è richiesta particolare esperienza, ma solo il diploma di perito elettromeccanico o equivalente. L’obiettivo in questo caso è quello di garantire un opportuno ricambio generazionale, puntando sulla crescita interna piuttosto che sulla ricerca di una figura già formata. “Si sta delineando sempre più la figura del manutentore 4.0, persona in grado di risolvere sia i guasti meccanici che predire il loro avvenimento attraverso analisi di dati più o meno complesse e l’utilizzo di strumentazioni per il monitoraggio sempre più connesse e integrate”.

“Il nostro laboratorio di analisi -continua il KPO di Interseals- è sicuramente un fiore all’occhiello nel distretto. Durante gli anni sono stati effettuati investimenti strategici e funzionali alle attività dell’azienda in particolare per la parte legata ai trattamenti superficiali”.

Fondata nel 1995 grazie alla partecipazione di Adamkiewicz e Vavassori, con 3 dipendenti e 3 presse, Interseals si specializzata nella produzione di O-rings e di particolari in FKM. Negli anni successivi ha dato inizio ad un importante processo di crescita che la porta nel 2000 a spostarsi nella sede di Adrara e, successivamente, nel 2012 nella sede attuale di Capriolo con più di 5000m2 a disposizione per i reparti produttivi.

“Parte del nostro vantaggio competitivo risiede nella possibilità di offrire al cliente una serie di trattamenti superficiali alle guarnizioni atti a migliorare la scorrevolezza del pezzo sia in fase di montaggio sia in fase di applicazione vera e propria. Tale servizio, proprio per la sua unicità, è offerto anche ad alcuni dei nostri competitor, mantenendo ovviamente gli stessi standard di qualità e professionalità riservati ai nostri clienti diretti”.

La cosiddetta “Rubber valley” del Sebino, il distretto della gomma e della plastica conta 200 aziende, garantisce lavoro a oltre 4.500 persone e fattura 2,5 miliardi, con un export di 430 milioni. “Sul tema della concorrenza -continua Matteo Vavassori- posso dire che nel caso di prodotti dedicati a mercati che richiedono standard qualitativi molto alti, quali automotive e medicale, la concorrenza è più alta tra aziende del distretto che tra imprese italiane e cinesi. L’alta densità di aziende tuttavia non pregiudica la loro crescita in quanto ad oggi la gomma, per certe applicazioni, resta un materiale insostituibile”.

Il distretto vanta diverse eccellenze tra cui proprio l’Interseals di Capriolo, riconosciute a livello internazionale. “Il nostro mercato di riferimento è certamente quello europeo, in particolar modo quello tedesco i cui si concentra la produzione automotive. Nei prossimi anni l’obiettivo sarò quello di rafforzare la strategia commerciale verso i paesi Extra-UE in particolar modo verso il Nord-America”.

Nel 2014 Interseals ha aperto, in Polonia, Pol-Technology, azienda dedicata alla produzione e al trattamento lubrificante di guarnizioni per il “mercato del bianco”. A Capriolo, l’anno successivo, l’acquisto di una nuova area produttiva di 500 m2 è stata occupata dal reparto di stampaggio per articoli in silicone dedicato al settore medicale.

Matteo Vavassori, prima di entrare in azienda, ha seguito un percorso di studi economico-finanziari. “Dopo essermi diplomato in ragioneria – racconta – mi sono iscritto al corso di laurea in Economia Aziendale dell’Università degli studi di Bergamo e successivamente al percorso specialistico in Management. Ritengo, però, che a far la differenza siano state le due esperienze all’estero, in Germania, durante le quali ho sostenuto parte degli esami del mio curriculum in lingua e ho avuto la possibilità di apprendere la lingua tedesca”.

Dopo l’università ha seguito percorsi Industria 4.0 e Management Building Workshop di Confindustria Bergamo “molto più focalizzati su tematiche aziendali attuali tra cui appunto la quarta rivoluzione/evoluzione industriale e alcuni aspetti legati all’alta gestione come quello della leadership e della gestione del personale”.

“Durante le pause estive delle scuole superiori -ricorda Matteo Vavassori- ho sempre dedicato qualche settimana all’azienda svolgendo diverse mansioni. Questo mi ha dato modo di conoscere sin da subito la realtà produttiva e tutte le persone che ci hanno aiutato ad arrivare dove siamo oggi. Così facendo non mi sono trovato impreparato il giorno in cui sono entrato ufficialmente a far parte della squadra Interseals”.

Interseals

Nel 2017 viene internalizzato il processo di sbavatura all’azoto. Il numero dei dipendenti della Interseals è salito a 140 persone e viene ultimata la sistemazione di una nuova area per accogliere due linee di produzione completamente integrate, tecnologicamente avanzate e studiate secondo la logica lean. “Sembra banale dirlo, ma ‘chi si ferma è perduto’. Nelle nostre realtà è più comune parlare di innovazione di processo che di prodotto e normalmente è un tipo di innovazione veloce e condivisa nel senso che se ha funzionato con l’early adopter tutta la filiera successivamente si comporterà da follower. I clienti restano una leva molto importante in questo senso, perché grazie alla collaborazione che si instaura, possono nascere idee volte al miglioramento della qualità nel senso più ampio del termine: qualità del prodotto, del lavoro e dell’ambiente”.

Per avere qualità costante e certificata, in Interseals hanno installato una macchina per l’ispezione automatica a raggi X con software A.I. La novità vera non è tanto o solo la macchina che indaga dentro e fuori la guarnizione, quanto il fatto che la macchina, in parole semplici, impara mentre lavora: apprende direttamente dalle innumerevoli informazioni presenti nelle immagini, riconosce la normalità del pezzo per andare ad identificare, per differenza, la presenza di difetti. “Ogni volta che si trova ad affrontare una situazione differente dalla normalità -spiega il KPO di Interseals – , il sistema si chiede: ciò che ho rilevato fa parte della normalità o è necessario identificare il pezzo come difettoso o problematico e, quindi, da scartare? Ricevuta la risposta il sistema apprende una nuova nozione e di fronte a problematiche simili saprà esattamente come comportarsi senza porre alcun tipo di quesito”.

Si tratta del machine learning che nel mercato consumer, seppur non percepito, ha preso piede già da qualche anno. “Un esempio comune è quello legato all’interazione tra smartphone e auto: appena entrati in auto, il cellulare propone una meta di navigazione avendo imparato dalle tue abitudini quotidiane. La sfida è appunto quella di applicare in modo razionale questi paradigmi all’interno dell’azienda con risultati futuri difficilmente quantificabili ma sicuramente positivi”.

“La prossima sfida sarà il dopo 4.0. Non è possibile ricondurre l’Industry 4.0 esclusivamente a due anni di agevolazioni fiscali per l’acquisizione di beni strumentali materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Questi due anni sono serviti per gettare i pilastri del cambiamento le cui leve future saranno le competenze umane e l’utilizzo dei dati per una produzione più intelligente. Quello che si dovrà pianificare ora sarà un piano a lungo termine per l’acquisizione di know-how legato alla gestione delle nuove tecnologie, ma soprattutto alla gestione profittevole della mole di dati quotidianamente generata”.

“La persona resta al centro di qualsiasi percorso di innovazione. Spesso la fabbrica intelligente è confusa con una fabbrica completamente automatizzata e guidata da intelligenze artificiali. In realtà la tecnologia è un semplice mezzo per raggiungere dei traguardi qualitativi, economico/finanziari e di benessere aziendale prima impensabili. Le persone dovranno dedicarsi sempre di meno a mansioni ripetitive, demotivanti e a scarso valore aggiunto lasciando spazio invece a compiti molto più interattivi che richiederanno però una preparazione più alta. Il compito dell’azienda sarà quello di guidare questo cambiamento sia dall’interno, attraverso l’organizzazione di corsi ad hoc, sia dall’esterno promuovendo percorsi di studi più tecnici e settorizzati. Solo in questo modo sarà possibile mantenere il distretto e il nostro Paese competitivo a livello mondiale”.

Interseals in assoluto non è un colosso, ma con i 24 milioni di fatturato (l’80% è esportato) di Capriolo e i 3 circa della Polonia, si pone fra i grandi gruppi delle guarnizioni. A gennaio 2018 è stata ufficializzata l’entrata di Ar-Tex Spa, capitanata da Paolo Bellini, nella compagine societaria di Pol-Technology. Insieme ad Ar-Tex si avvierà un importante processo di sviluppo dello stabilimento polacco, con l’obiettivo di far diventare Pol-Technology un punto di riferimento per i grandi clienti già presenti sul territorio ormai da anni.

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