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Vincitore del concorso della UE, la seconda puntata dell’ Interrail di Sergio foto

Vincitore di ''Discover EU'' (che permette ai vincitori di usufruire di un pass Interrail), Sergio ha raccontato il suo viaggio tramite i social

07/08 Budapest (Ungheria)- Bratislava (Slovacchia)

C’è chi si sveglia al canto del gallo, chi con una comune sveglia e chi, come noi, con il buon Hiba che ci scuote perchè deve andare a lavorare.
In realtà il nostro host è stato gentilissimo e la sveglia molesta è stata subito scusata con una buona tazza di fumante caffè ungherese (semplicemente un caffè italiano allungato con 2 litri d’acqua). Dopo esserci congedati da Hiba ci siamo avviati alla scoperta di Buda, la zona di Budapest a destra del Danubio, conosciuta principalmente per le sue grandi aree verdi e le architetture eleganti. Qui abbiamo visitato il centro storico di Buda, dove l’espansione metropolitana ha avuto inizio e ci siamo poi spostati verso il Castello di Buda, da cui si domina con lo sguardo tutta Pest (la zona a sinistra del Danubio).

Sergio Interrail

A questo punto ci dirigiamo verso la Basilica di Santo Stefano, chiesa realizzata in stile neoclassico, da cui parte la nostra camminata trionfale verso viale Andressy (il più grande della città), che conduce a Piazza degli Eroi, costruita dalla dinastia austro-ungarica alla fine dell’800.
Dopo una pausa-riposino nel retrostante parco pubblico Varosliget, diamo una veloce occhiata al palazzo del parlamento, per poo avviarci verso la stazione, dove ci attende un treno per Bratislava.
Arrivati a Bratislava abbiamo la forza sufficiente per prendere possesso della nostra stanza d’ostello, cenare, bere due birre e immediatamente collassare dalla stanchezza, pronti per un’altra giornata.
Prima di tornare all’ostello per mangiare, visitiamo la piazza centrale della città (Hlavné namestie) e il centro storico, molto grazioso.

Sergio Interrail
 

Dopo aver pranzato al supermercato ci dirigiamo verso l’edificio religioso principale della città, la Cattedrale di San Martino, chiesa costruita in uno stile gotico piuttosto spoglio ma imponente.
Usciti dalla chiesa visitiamo il vicino ponte Nuovo, che fu fortemente voluto dal regime comunista per finalità propagandistiche. Pur di dare un volto moderno alla città, non si esitò a snaturarne il centro storico, sacrificando gran parte del quartiere ebraico, completamente distrutto per far spazio alla via d’accesso alla nuova costruzione.
Ció che però lo rende famoso è la costruzione posta sopra al pilone del ponte, una sorta di ufo posta circa 100 metri di altezza, da cui è possibile dominare la città (in condizioni atmosferiche ottimali è possibile scorgere le terre austriache).
Per finire visitiamo la chiesa Blu, una sorta di bomboniera costruita in Art Nouveau dipinta interamente di bianco e di blu, motivo per cui viene scelta per celebrarvi I matrimoni.
A cena consumiamo il piatto locale, dei sorta di spatzle coperti di formaggio di capra e speck (abbastanza pesantini) per poi dirigerci tranquillamente al nostro ostello e dormire come agnellini.

09/08 Bratislava (Slovacchia)- Praga (Repubblica Ceca)

Ci svegliamo alle 7, colazione e ci avviamo subito verso la stazione di Bratislava, dove ci aspetta il treno delle 8.10.
Ci aspettano 4 ore di viaggio, così le sfruttiamo dormendo, leggendo o importunando la signora che è nella nostra carrozza.
Arrivati a Praga, ci rendiamo conto di essere arrivati in un luogo magico, dove arte, architettura, natura e paesaggi sono armoniosamente coesistenti in un unica realtà.
Prima di tutto visitiamo Piazza San Venceslao, famosa più che altro per il valore storico-politico che I cittadini cechi attribuiscono ad essa: qui Jan Palach, studente universitario, si diede fuoco in segno di protesta contro l’invasione dei carrarmati sovietici.

Sergio Interrail

Dopo aver pranzato al tradizionale Burger King, ci dirigiamo verso il fiume Moldava, più precisamente sull’isola di Kampa, dove riposiamo e ci godiamo la lieve brezza fluviale.
Rifocillati e riposati iniziamo un tour in grado di mettere a dura prova I nostri muscoli, sulle colline a destra della Moldava, la parte più naturalistica della città.
Prima visitiamo la torre Petrin, riproduzione in scala 1:5 della torre Eiffel. Dopo 299 gradini arriviamo sulla cima e il paesaggio è veramente mozzafiato, sembra di guardare una scena fiabesca.
Passiamo camminando vicino al monastero di Strahov (uno dei più antichi d’Europa) e alla chiesa della Loreta (famosa per la riproduzione della Santa Casa e per il grande tesoro che conserva al suo interno).
Arriviamo infine alla cattedrale di San Vito, che genera in noi grandi emozioni: è veramente imponente e l’ armonia della facciata non può che stupire qualsiasi turista.
A questo punto, dopo esser saliti sul ponte di San Carlo, molto frequentato dagli artisti di strada e dai musicisti ci dirigiamo verso l’abitazione di Wang, un signore taiwanese che ci ospiterà due notti.
Lui è gentilissimo, ma ciò che ci colpisce maggiormente è la sua giovanilità: sembra avere 23 o 24 anni ed in realtà ne ha 45 (posterò una foto prima o poi).
Dopo aver cenato da KFC torniamo a casa del nostro host orientale, dove ci addormentiamo praticamente subito.

10/08 Praga (Repubblica Ceca)

Dopo aver dedicato la prima giornata all’ aspetto ”culturale” della città, riserviamo questa giornata per toglierci qualche sfizio.
Appena svegli, il buon Wang ci offre un buonissimo caffè vietnamita (una sorta di pozione talmente amara che puó svegliare un morto).
Finalmente attivi, facciamo una passeggiata per la città vecchia di Praga cercando di visitare le attrazioni che ancora ci mancano: passiamo velocemente per la torre dell’orologio astronomico, la torre delle polveri, la Casa Danzante e la sinagoga spagnola.

Sergio Interrail
 

12/08 Praga (Repubblica Ceca)-Monaco di Baviera (Germania)

Sveglia alle 8 e colazione con il caffè esplosivo di Wang che, vedendoci un po affamati, ci prepara anche un po di riso e pollo (non molto indicato per colazione ma sicuramente nutriente).
A questo punto ci dirigiamo verso il pullman che ci condurrà a Praga: un efficientissimo mezzo delle ferrovie tedesche, fornito di due piani, servizio ristorazione, bagno e wifi.
I paesaggi si susseguono velocemente: ciò che colpisce maggiormente dei paesi orientali è la totale mancanza di centri abitati al di fuori delle città principali, enormi praterie interrotte solamente da piccole fattorie.
Arrivati a Munich alle 15.00 e dopo aver pranzato in uno dei tanti fast food turchi ci dirigiamo camminando alla casa di Philipp, il ragazzo che ci ospiterà questa notte.
L’approccio col nostro host è diametralmente opposto rispetto ai precedenti: mentre gli altri avvertivano l’esigenza di trascorrere del tempo insieme e poter vivere appieno la cultura del posto, Philipp ci lascia a disposizione una camera in stile Airbnb e pensa alle sue faccende senza ”filarci”troppo, il che è positivo vista la stanchezza accumulata nei giorni scorsi.
Nel pomeriggio visitiamo le principali attrazioni del piccolo centro storico: Marienplatz (in ristrutturazione, sigh), Joseph platz ( realizzata intorno ai primi dell’800 in stile neoclassico), la Residenz (luogo di residenza dei vari duchi bavaresi) e l’annesso bellissimo parco (riservato alle passeggiate dei nobili).
Arrivata ora di cena ci dirigiamo ad un ristorante tradizionale bavarese, dove assaggiamo la buonissima (e pesantissima) Schnitzel Wiener Art, una sorta di cotoletta di maiale dal peso di 1 kg con patatine fritte e insalata a contorno.
Nell’ambito delle bevande tradizionali non potevamo non visitare la Hofbräuhaus, una delle birrerie più antiche della Germania e sede di fondazione del partito Nazionalsocialista (sigh!).
Stanchi ma felici torniamo in metro alla nostra magione, dove ci addormentiamo piuttosto presto, pronti per una nuova giornata.

Sergio Interrail

12-13/08 Munich (Germania)- Milano (Italia) /last day

Ci svegliamo, fortunatamente tardi, colazione, giretto per la periferia cercando (e non trovando) un altro scooter elettrico.
Arriva ora di pranzo e ci rimpinziamo con dei buonissimi spatzle e champignon.
Passiamo il pomeriggio all’ EnglishGarten, un enorme parco di circa 10 km quadri, dove ci immergiamo nel fiume e sfidiamo le rapide dei torrenti.
Arriva l’ora di prendere il treno notturno di 12 ore che ci condurrà a Milano: siamo in 6 in una cuccetta di 4 metri quadri e un odore di pizzetta del giorno prima si diffonde nell’ambiente.
Ci godiamo il tramonto dal treno e ci sembra di rivivere un momento già visto svariate volte.
Una dolce malinconia ci invade: ci rendiamo che l’intera felicità derivata dal viaggiare è dovuta a piccolissime componenti: un tramonto dal treno, una panchina su cui dormire al fresco, un alimentari aperto anche la domenica sera, un libro che descrive perfettamente le sensazioni che provi, un materasso più alto di 10 cm rispetto al precedente.
Tutto ciò che possediamo sta in uno zaino 50 cm x 40cm e forse è proprio questa consapevolezza che ci rende felici, definizione leggermente ampia di un sentimento alla cui ricerca l’uomo dedica la maggior parte della propria vita, ma per la cui realizzazione basta veramente poco: una meta (o spesso nemmeno quella), uno zaino in cui inserire I pochi effetti personali e un’innata curiosità per ciò di cui non si è ancora avuto esperienza, l’ignoto.
Forse non serve una lunga spiegazione ma basta una citazione al libro appena letto di Kerouac: ”Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.”

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