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La battaglia

Piario-Casalmaggiore, pronto l’asse contro la chiusura dei punti nascita

Al momento il ricorso al Tar annunciato a metà luglio non è ancora stato depositato ufficialmente ma la volontà dei 24 sindaci dell'Ambito è rimasta la stessa: in attesa rimane anche il comune cremonese che sosterrebbe l'iniziativa giudiziaria.

L’incarico legale è stato affidato e la procedura va avanti spedita verso il suo obiettivo: a metà luglio l’assemblea dei sindaci dell’Ambito 9 Alta Val Seriana-Val di Scalve aveva deciso di intraprendere un percorso finalizzato all’impugnazione della delibera della Giunta regionale che aveva stabilito la chiusura del punto nascite di Piario e alla ridiscussione della stessa in un’aula del Tar.

A distanza di un mese l’intenzione rimane la stessa, anche se l’atto di ricorso non è ancora stato depositato ufficialmente: parallelamente l’assemblea dei sindaci sta continuando a battere ogni strada potenzialmente in grado di cambiare il futuro del punto nascita, dai colloqui con i comitati nati a supporto della causa a quelli con gli altri territori interessati in passato da situazioni simili e che avevano goduto di deroghe.

Ma a muoversi è stato anche lo stesso comitato “Piario non si tocca” che in circa un mese e mezzo di vita ha visto l’adesione di oltre 2.500 persone e ha iniziato a guardare anche oltre i confini della Valle, trovando solidarietà e sostegno dei comitati che si battono per la tutela del punto nascita dell’ospedale Oglio Po a Casalmaggiore (Cremona) e di quello di Sant’Anna di Castelnuovo ne’ Monti (Reggio Emilia).

E proprio in Casalmaggiore l’Alta Val Seriana-Val di Scalve potrebbe trovare un alleato prezioso qualora si arrivasse davvero alla battaglia legale: il primo cittadino Filippo Bongiovanni, infatti, ha già annunciato, anche al collega Pietro Visini di Piario, la sua volontà di entrare in scena a supporto del ricorso sottoscritto dai 24 sindaci bergamaschi.

I territori penalizzati dalla scelta della chiusura provano a fare fronte comune, anche solo per guadagnare un po’ di tempo: anche una momentanea sospensione della delibera da parte del Tar, in attesa di prendere una decisione in merito all’accettazione o meno del ricorso, rappresenterebbe già un’ancora di speranza.

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