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Martina Caironi & Oney Tapia: la “strana coppia” bergamasca che conquista l’atletica leggera foto

Le vittorie dei due atleti orobici hanno acceso i riflettori sul mondo paraolimpico e più in generale sull’atletica leggera

Dopo i Campionati Europei di Berlino, l’atletica leggera italiana non può certo sorridere: soltanto quattro bronzi all’attivo (la prima edizione dopo sessant’anni senza un oro) e una serie di certezze della vigilia infrante davanti alla prova del nove delle gare.

Se il movimento azzurro si trova di fronte ad un periodo di riflessione e a una sempre più probabile resa dei conti federale, a trainare l’atletica italiana è il settore paraolimpico, sorridente grazie alle numerose medaglie conquistate nella competizione continentale conclusasi domenica 26 agosto e in particolare alla magica coppia bergamasca Caironi – Tapia: la ventottenne di Alzano Lombardo e il quarantaduenne di Sotto il Monte hanno conquistato quattro titoli in due , riuscendo così a coprire gran parte delle specialità presenti e divenendo un vero e proprio simbolo dei campionati (il salto in lungo di Martina era stato scelto peraltro come immagine della competizione).

Un’accoppiata strana quella Caironi – Tapia che, nonostante le grandi differenze che li distanziano, vengono accomunati da due aspetti, l’uno dei trionfi in pista, l’altro quello dei trionfi nella vita: avvicinatisi al mondo dell’atletica dopo gravi incidenti (Martina ha perso la gamba destra in un incidente in moto nel 2007 e Oney la vista in un incidente sul lavoro nel 2011), i due campioni non si sono persi d’animo e hanno ritrovato il sorriso in pista, facendo gioire anche i propri tifosi a suon di medaglie e record del mondo.

Ciò che ora forse all’atletica potrebbe esser necessario è far conoscere anche ai più giovani il mondo paraolimpico, come ha spiegato Oney Tapia nell’appello rivolto ai genitori di ragazzi a margine della vittoria nel lancio del disco: “Date ai giovani con disabilità un’opportunità attraverso lo sport. Tirateli fuori di casa altrimenti li faccio uscire io. Dovete dare loro una possibilità”.

In conclusione, mentre il settore normodotati cerca una via d’uscita a crisi che con il passare del tempo pare sempre più senza fine, il mondo paraolimpico si prepara a Tokyo 2020 nel migliore dei modi, nel segno della strana coppia bergamasca.

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