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“Addio Paola, te ne sei andata felicissima”: il marito della Romagnoli, morta nel Pollino

Così Joost Van Meerwjik ha voluto ricordare la moglie Paola Romagnoli, la ricercatrice bergamasca scomparsa lunedì 20 agosto durante un'escursione nel torrente Raganello, all'interno del Parco nazionale del Pollino.

“La vita della mia Paola è stata portata via dalla natura. Ricordate che se ne è andata in un ambiente favoloso e nel momento in cui lei era felicissima”.

Così Joost Van Meerwjik ha voluto ricordare la moglie Paola Romagnoli, la ricercatrice bergamasca scomparsa lunedì 20 agosto durante un’escursione nel torrente Raganello, all’interno del Parco nazionale del Pollino. Il funerale si è svolto nella chiesa del quartiere San Paolo a Bergamo dove la vittima era cresciuta. Le esequie si sono svolte nel pomeriggio di sabato 25 agosto nell’intimità dei parenti, degli amici e dei colleghi del centro nazionale di ricerca di Tolosa.

“Lasciamo partire Paola in pace. Abbiamo scelto di lasciarla a Bergamo perché è il luogo in cui è cresciuta mentre in in Francia ha cresciuto i suoi bambini, formato i suoi studenti – ha affermato il marito -. I suoi colleghi in questi giorni la ricordano per la sua umanità, esempio di bravura, una combinazione di intelligenza e umiltà. Era stata prima ordinatrice di ricerca di Tolosa, direttrice del più grande centro di ricerca della Francia dove ha vissuto una vita ricca, ma il suo cuore batteva per l’Italia. Vi affidiamo Paola”.

Alla cerimonia hanno preso parte i genitori della biologa, Franca e Mario, il marito Joost e i suoi due figli Giorgio e Nora, gli amici e colleghi provenienti sia dall’Inghilterra che dalla Francia, che l’hanno voluta ricordare attraverso le passioni che più la contraddistinguevano.

“Cercate tra i morti colui che è vivo. Paola ci ha riunito tutti qui oggi, a Bergamo, perché per quanto un albero possa diventare alto, le sue foglie cadendo ritorneranno sempre alle radici. Via Broseta, via Carducci erano le strade percorse in bicicletta da Paola per raggiungere il Liceo Classico ‘Paolo Sarpi’ – ha ricordato nell’omelia monsignor Alessandro Locatelli, parrocco della chiesa di San Paolo – Amante della vita e curiosa di tutto, soprattutto della natura e morta in un paradiso naturale, divenuto in pochi minuti un inferno. Questa è metafora della vita, che ci sfugge dalle mani anche quando crediamo che essa sia completamente sotto il nostro dominio. E’ successo così a Paola, che era sempre un passo avanti verso la scienza, la ricerca e verso l’amore per la sua famiglia”.

A ricordare Paola è stata anche la figlia Nora, che ha descritto la madre come “una vera forza della natura” e che l’ha voluta lasciare con “quell’ultima immagine, di quando l’onda arrivando ti ha portato via con quell’aria da bambina”.Gli amici di Montemarciano hanno richiamato alla memoria i momenti felici passati a Senigallia, insieme anche al fratello Marco.

Infine, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Bergamo Maria Carolina Marchesi ha voluto lasciare un proprio ricordo di Paola: ” La sua serenità, la sua energia è nata qui, a Bergamo, da dove è riuscita a intraprendere tante strade e le ha trasmesso la passione per la natura. Per Bergamo è un onore aver potuto percorrere con lei una parte della sua vita”.

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