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Spa e negozio cinese? È polemica a Piazza Brembana

A destare preoccupazione e qualche malumore tra gli esercenti sono le possibili ripercussioni per i negozi di vicinato del territorio. Sull’argomento si è acceso il dibattito tra maggioranza e minoranza.

A Piazza Brembana potrebbero aprire una spa e un negozio cinese? Nei giorni scorsi i rumours hanno cominciato a circolare nel paese brembano facendo discutere in modo particolare i commercianti locali.

A destare preoccupazione e qualche malumore tra gli esercenti sono le possibili ripercussioni per i negozi di vicinato del territorio. Il sindaco Geremia Arizzi precisa: “Al momento è solamente una proposta: c’è stato un breve incontro interlocutorio con il proprietario del fabbricato ma non è stato ancora presentato il progetto e ad ora non è stato deciso nulla in merito”.

Il privato, dunque, ha sondato il terreno per capire la fattibilità dell’eventuale insediamento. Il sindaco Arizzi specifica: “Sono diverse le ipotesi emerse dal colloquio con il privato. Rimanendo nel campo delle idee, l’intervento di cui si è parlato riguarderebbe la possibile apertura di una spa con piscina e un negozio. Considerando che non è ancora stato deciso niente, non si conosce ancora quali prodotti verrebbero commercializzati al suo interno: penso che si dovrebbe trattare del tradizionale negozio cinese dove si trova un’ampia e variegata offerta di merci. In ogni caso, valuteremo la proposta nel momento in cui verrà presentato il progetto”.

Intanto, il primo cittadino esprime l’apertura al dialogo con i commercianti da parte dell’amministrazione comunale: “Se hanno dubbi possono venire in Comune e avere chiarimenti: le porte sono aperte a tutti per potersi confrontare”.

Sull’argomento, nel frattempo, si è acceso il dibattito politico tra maggioranza e opposizione. Hans Quarteroni, capogruppo della lista Piazza Brembana Bene Comune, che in consiglio comunale siede tra i banchi della minoranza, afferma: “Abbiamo appreso anche noi le voci della cittadinanza. Il fabbricato di cui si sta parlando è quello dove al piano superiore è stato aperto l’MD, mentre l’altro fino a poco tempo fa era adibito ad attività artigianale. A prescindere da chi apra o meno, bisogna concentrarsi sul cambiamento di destinazione d’uso dei locali e capire se si poteva evitare, perché prima lì c’era una torneria, quindi era artigianale, e se si apre un’attività al dettaglio é stata cambiata la sua destinazione d’uso in commerciale. Non sappiamo quando sia stata cambiata ma a nostro avviso non bisognava modificarla mantenendo l’artigianale. Non essendo sicuri se ci si poteva opporre e in che modo, e quando sia stata effettivamente cambiata la destinazione d’uso di questi locali, non ci esprimiamo in merito finchè non riceveremo risposte scritte dall’amministrazione comunale, alla quale chiederemo delucidazioni in merito oggi stesso (lunedì 20 agosto, ndr)”.

La minoranza conferma le criticità che aveva espresso anche in occasione dell’apertura del supermercato. Quarteroni evidenzia: “Se quell’apertura ha avuto ripercussioni sui negozi di vicinato dell’area food nell’Alta Valle Brembana, considerando che ne sono stati chiusi una dozzina, se venisse realizzato questa nuova attività commerciale, a risentirne sarebbe anche il no-food, ossia merceria, abbigliamento, ferramenta, casalinghi, giocattoli ecc. La superficie del fabbricato è di circa mille mq e, secondo quanto si vocifera vi troverebbero posto una spa e un negozio che come ogni market asiatico venderebbe un po’ di tutto: per noi sarebbe un altro sgambetto al commercio locale. Anche se l’insediamento non si concretizzasse, la questione rimarrebbe aperta per il prossimo futuro: la voltura da artigianale a commerciale in prospettiva rende possibile l’apertura di attività con gli effetti che abbiamo visto per gli esercenti del territorio”.

“In paese – sottolinea un negoziante – la recente apertura dell’MD ha già avuto un impatto sui negozi di vicinato: lo si può notare semplicemente guardandosi attorno. Anch’io ho sentito alcune voci che stanno girando sul possibile insediamento di questo nuovo negozio. In realtà il problema per i commercianti non è tanto rappresentato dall’apertura di nuovi esercizi ma dalla mentalità dei consumatori. In molti casi, infatti, vanno solo alla ricerca della convenienza, cioè di chi offre i prezzi più bassi, mentre dai piccoli commercianti puntando sulla selezione delle materie prime per offrire prodotti di alta qualità, i costi possono essere maggiori. Ultimamente, però, sembra che l’attenzione e la sensibilità della gente stia aumentando. Ad avere una certa preoccupazione – conclude l’esercente – oltre ai commercianti sono gli ambulanti delle bancarelle del mercato”.

Dal canto suo, il presidente della Fiva – Federazione italiana venditori ambulanti, Mauro Dolci dichiara: “Per quanto riguarda la nostra organizzazione, l’apertura di questo nuovo negozio non desta preoccupazione. In un regime di concorrenza come quello attuale, in cui vi è la libertà di iniziativa dei privati, certe logiche risultano anacronistiche. I timori mi sembrano esagerati perché, ragionando in quest’ottica, dovrebbero presentarsi ogniqualvolta si apra un nuovo esercizio. Alla fine sono i consumatori a scegliere e a fare la differenza è la capacità di rimanere sul mercato: per riuscirci è fondamentale saper intercettare le esigenze della clientela e, come sempre, è necessario che vengano garantite pari opportunità e che ci siano regole uguali per tutti”.

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