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Madonna, la prima influencer della storia

60 anni della material Girl che ad oggi è stata una delle prime influencer globali ma senza davvero saperlo

Influencer è una delle parole più utilizzate del terzo millennio: Più o meno tutti sanno di cosa si tratta. Stiamo parlando di social, di instragram, di qualcuno che letteralmente influenza, che ha un gran seguito, che muove le masse, a suo modo.

Miss Veronica Ciccone, per gli amici Madonna, a sua insaputa è da considerarsi una delle prime forme di influencer della storia, quando ancora questo termine non esisteva. Ai tempi gloriosi della New York da bere Instagram non era nemmeno un lontano spermatozoo della rete, così come YouTube e Facebook. La giovane ragazza del Michigan, però, aveva già le idee chiare, quasi trasparenti: i suoi 35 dollari in tasca e una gran voglia di arrivare più in alto dell’Empire State Building.
Durante un’intervista nel 1983 dichiarò che “Le persone non sanno ancora quanto io sia brava, ma lo scopriranno presto. Nel giro di qualche anno tutti lo sapranno. Ho progettato di diventare una delle star più grandi di questo secolo”. Chiaroveggenza o una determinazione incredibile?

Forse la seconda, sta di fatto che tutto ha inizio con l’esordio di Mtv che approdò proprio a New York nel 1981, la rotazione dei suoi primi video permetteranno di promuovere l’immagine punk/rock della giovane Madonna. Dall’Alaska alla Florida milioni di ragazzine si immedesimano in lei tra gonne di tulle e rosari rubati alla nonna da mettere al collo (successivamente dichiarerà che da piccola progettava una carriera monastica e quell’uomo nudo sulla croce tenuto al collo era estremamente sexy).
Nel bel paese Mtv approderà solo nel 1997, ci penserà Discoring, storico programma di Rai 1, a farla conoscere al pubblico italiano nell’estate ‘83 con una diretta dalla discoteca Biggest di Cagliari. Solo nel 1985 esplode anche in Italia il vero ciclone Madonna, tutti cercano l’americana fuori dagli schemi, la invocano a gran voce, si vestono come lei dando vita ai "kitsch" madonnari. Al ritmo di Holiday e Lucky Star si muovono migliaia di corpi all’interno delle discoteche di mezza Europa. Nonostante sia palese la mancanza di qualità vocali di certe sue colleghe, tutti ne sono stregati ed è grazie a suoni moderni e testi leggeri, vere e proprie hits da classifica per quegli anni sbarazzini.

I suoi concerti sfiorano lo spettacolo teatrale, ad ogni esibizione indossa un abito dallo stile diverso. È ufficialmente una star. La musica però sembra non bastare, il desiderio di far parlare di sé è impellente e l’ennesima sfida è lanciarsi nel cinema. Cercasi Susan Disperatamente realizza il suo intento, si cala perfettamente nella parte, esuberante, irregolare, con lo sfondo di quella New York in cui rivede il suo debutto. I film successivi saranno meno acclamati dal pubblico, la sua musica invece è in continuo divenire, come la sua immagine. Ha la caratteristica di prendere i simboli più amati dal passato e rilanciarli, le icone Hollywoodiane che ammirava da piccola, le attrici anni ’50.

I benpensanti grideranno allo scandalo quando il video di Like a Prayer viene trasmesso sui teleschermi internazionali, per atteggiamenti blasfemi, ma le chiacchiere durano poco, ancora una volta la sua mancanza di inibizioni ha fatto centro. Il 1992 costituisce la fase più controversa della carriera di Madonna, verrà definita una ben calcolata strategia multimediale, la cosiddetta fase erotica, con il libro fotografico sex, dove vengono racchiuse tutte le fantasie della cantante, l’album erotica e il film “Corpo del Reato”. Successivamente ottiene di nuovo la consacrazione di attrice interpretando il ruolo di Evita Peron, nel film musical del 1996. La maturità della sua immagine e della sua musica fanno sì che da idolo dei giovanissimi diviene identificazione dell’immaginario comune, lasciandosi alle spalle l’aria della ragazza che si è fatta da sola.

Diviene mamma ed è tra i primi personaggi pubblici a battersi per i diritti civili, per l’uguaglianza. Altro successo planetario sarà Frozen, singolo che anticipa l’uscita dell’album, il video vede una Madonna orientaleggiante, quasi mistica, ricoperta di tatuaggi tribali. È il 1998 e sarà l’estate dei tatuaggi all’Henne dentro ogni tipo di rivista per ragazze. Seguono anni meno chiacchierati e di stop dalle scene, nasce il secondo figlio. La cantante ormai ha più di vent’anni di carriera assodata. Con l’album American Life torna a far parlare di sé per un video carico di scene di guerra, in concomitanza con le prime spedizioni per l’Iraq, il tutto definito anti-americano viene boicottato da parte delle radio statunitensi.

Nel 2005 con l’uscita di Confession on a Dance Floor, dalle tonalità retrò sembra un inno agli esordi, il look non è da meno. L’album riceve le migliori recensioni come non succedeva dai tempi di Like a Virgin. Il suo reinventarsi e trasformarsi è da considerarsi una vera e propria arte, quasi impossibile credere che si stia parlando di una sola persona. L’ultimo grande successo Rebel Hearth datato 2015 e soprattutto dal tour mondiale che ne consegue la incoronano nuovamente regina instancabile del pop. È infatti l’artista da più a lungo presente nelle classifiche americane e internazionali.

Il magico mondo dei social e in modo particolare di Instagram ha catturato anche Miss Ciccone, dove conta oltre undici milioni di follower e perché stupirsi. La ragazza che ha inventato lo strike a pose secoli prima del selfie, non passa qui il suo tempo a dettar mode, non ne ha bisogno. Alterna foto dei figli a quelle nostalgiche dei genitori ai selfie con il filtro coniglietta in compagnia di volti noti della musica, come a dirci “ Hei belli, sono influencer da una vita e mo’ basta”.

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