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Madonna fa 60, ma aspettiamoci altre sorprese anticonformiste dalla lady del pop

Brother Giober confessa: dietro un’anima rock dura e pura come la mia in realtà ha sempre albergato una - mai confessata - smodata passione per la signora Ciccone, non solo musicale….

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Madonna compie sessant’anni e il direttore mi chiede un articolo forse pensando di mettermi in difficoltà: non sospetta che dietro un’anima rock dura e pura come la mia in realtà ha sempre albergato una – mai confessata – smodata passione per la signora Ciccone, non solo musicale….

Il rischio dello scrivere dell’evento è quello di cadere nella banalità assoluta e temo che neanche io sfuggirò al pericolo, salvo almeno fare il tentativo.

Sta di fatto che Madonna, da sempre simbolo di un certo erotismo patinato, della voglia di stupire, di un anticonformismo forse calcolato ma non per questo meno coraggioso, compie 60 anni,  un’età che al netto del botox, delle tette rifatte, del posteriore rialzato dovrebbe ingenerare nei più il desiderio di un sereno tramonto.

Già, nei più, ma al di là di una parentesi che potremmo quantificare in qualche mese durante la quale, trasferitasi in Portogallo, in nome di un sentimento materno sempre evidente nei confronti della prole, darà il proprio contributo per lanciare la carriera di calciatore del figlio, è probabile che l’icona del pop tornerà poi a mescolare il mazzo e a proporci una nuova immagine di sé, diversa da tutte le altre precedenti.

Come ha sempre fatto, con il risultato, nonostante lei così poco avvezza al conformismo, di piacere un po’ a tutti: ai conservatori, alle femministe, ai gay, al potere. A tutti, come forse mai avvenuto prima e neppure anche dopo, perché Lady Gaga, la sua erede designata a me pare che di strada ne debba ancora fare e tanta.

Madonna

Miss  Ciccone inizia la sua carriera nel 1977, partendo dalla città della grande mela con il sogno di fare la ballerina. Qui, grazie a una personalità che dire forte è dire poco, convince produttori e discografici a puntare su di lei che ai tempi ha ancora pochi pregi. Ne è testimonianza, dopo un primo album che inizia a farla conoscere al mondo, il video che la lancia quale icona del pop, ossia Like a Virgin, ai tempi canzone “scandalo”, così come il nome dell’artista senza che si sapesse che altro non era che un omaggio a quello della madre. Sta di fatto che la signora Ciccone e i suoi produttori capiscono che quel brano, così insulso ma capace di mediare le esigenze del pop e del disco allora imperante e quella vocina stridula possono avere successo, e così è. Il brano balza al primo posto della classifica USA e come quasi sempre di quelle di tutto il mondo e l’LP che lo segue vende più di dieci milioni di copie.

Il suo look che accosta senza alcuna logica croci, foulard, guanti di pizzo è quello che molte vorrebbero avere perché anticonformista, coglie nel segno e Madonna da subito diviene un’icona , senza ancora essere un’artista.

Immediatamente si capisce però che quella donnina, peraltro bruttina e all’epoca priva di qualsiasi sex appeal, incarna il mito per milioni di adolescenti che ne imitano modi e costumi che cambiano con la velocità della luce perché lei sa che fermarsi vuol dire essere una delle tante. Perché se non continui a provocare, a porre interrogativi (Who’s that girl?) fai la fine di tante altre, ossia duri lo spazio di un mattino.

Madonna

L’artista inizia a comprendere, già una volta pubblicato il secondo disco, che il giochino, sebbene ancora all’inizio della carriera, può anche stancare e che il pubblico, che sta uscendo dagli anni ’80, vuole qualcosa in più: non più il narratore dei turbamenti adolescenziali o l’alfiere dei ritmi disco, anche se Intoo the Groove ancor oggi è un signor brano dal groove (appunto) irresistibile.
Da qui il rapido cambio di costumi e di riferimenti, da Marlene Dietrich, alla Minnelli a Marylin Monroe.

È in questi anni che Madonna impara velocemente che tutto o quasi le viene concesso, è qui che comprende di avere un dono che pochi altri hanno, quello di precedere le mode, quello di conoscere in anticipo i desideri del pubblico.

Con la pubblicazione di Holiday, la parte disco della sua musica si accentua, il look resta sempre quello della ragazzina rivoltosa, ma qualcosa inizia ad apparire sullo sfondo. Madonna inizia ad affermare una fisicità facilitata da indubbie doti di ballerina e a far intravedere un certo fascino che troverà maggior definizione nel successivo video del 1985, Material Girl, che la consacrerà mito indiscusso del pop mondiale.

E se Like a Virgin era poco più che una confessione di un adolescente, Material Girl diviene l’affermazione di una donna che è già sicura di sé, libera nel dire ciò che nessuno ha il coraggio di affermare. “Lo voglio ora e lo voglio subito e non mi importa se questo ti scandalizza, se non sei della mia stessa idea, se è tutto quello che sino ad oggi è stato considerato il male”.

Musicalmente il brano è poca cosa, un’insulsa cantilena interpretata con la solita voce da adolescente, buona per un pubblico (vasto) che sino ad allora si è cibato dei Village People, di Donna Summer, della febbre del sabato sera nel migliore dei casi e nei peggiori delle produzioni più bieche del disco europea. Il brano fa parte del terzo album della cantante dal quale sono estratti oltre a quello appena citato Live To tell, True Blue, Open Your Heart, la Isla Bonita, brani che rappresentano il tentativo di indirizzare il genere della cantante verso nuovi orizzonti.

Probabilmente il pezzo più significativo, anche grazie al video che viene prodotto, è Papa don’t Preach che presenta l’artista con un look più sofisticato, la pettinatura e il colore biondo le donano un’eleganza sino ad allora sconosciuta. Musicalmente Papa don’t Preach è un brano banale, ma meno di quelli che lo hanno preceduto, la voce dell’artista è più intonata di prima, il tema della gravidanza solleva un polverone mediatico.

Approfittando del successo raggiunto, Madonna esplora un’altra sua grande passione, ossia quella del cinema.

Madonna

Gli esordi sono imbarazzanti: Crazy for You è un filmaccio, Cercasi Susan Disperatamente, nonostante gli attori che vi recitano come Rosanne Arquette e John Turturro è un’insulsa commediola, mentre Shangai Surprise, recitato insieme a quello che diventerà il suo futuro marito Sean Penn, è tanto brutto che neppure su Youtube riesci a vederlo.

Un po’ meglio fu Who’s that girl anche se venne stroncato dalla critica che invece ebbe qualche parola di plauso per la Ciccone alla quale riconobbe tempi comici adeguati.

Il successo arriverà con Dick Tracy, film super premiato nel quale Madonna recita accanto a mostri sacri quali Warren Beatty, Al Pacino e Dustin Hoffman, senza sfigurare e cogliendo anche qualche premio qua e là.

Anche nel cinema Madonna inizia a prendere le misure.

Nel 1989 esce l’album Like a Prayer dal quale vengono tratto, tra gli altri, il singolo che dà il titolo all’album e Express Yourself .

Like a Prayer è rispetto alle precedenti canzoni diversa, più adulta: la voglia di stupire viene declinata nella sacralità del luogo dove la scena si svolge, nei continui richiami religiosi, nei riferimenti razziali che le creano una serie critiche nel mondo cattolico. Al netto di tutto ciò è un brano che segna un inequivocabile progresso nelle doti di compositrice di Madonna.

Ma è soprattutto l’immagine dell’artista a cambiare: abbandonato il look trasandato da teenager, Madonna si veste di un semplice abito dal quale cominciano a trasparire le forme di una donna sensuale ed elegante, direi affascinante.

È questo il periodo durante il quale l’artista diventa definitivamente sexy, nel quale è evidente il messaggio al suo pubblico che non è più il momento di accontentarsi, di accettarsi per quello che si è. È il momento invece di cambiare; l’erotismo diventa la cifra comunicativa di Madonna che trova la sua massima espressione nell’album del 1992, Erotica, e nella pubblicazione del libro Sex.

Tutto quanto avviene in questo lasso di tempo appare il frutto di una calcolata campagna mediatica alla quale tuttavia non corrisponde un risultato in termine di vendite soddisfacente. Benché Erotica venda ancora molto, lo fa meno che i dischi precedenti e, francamente, le ragioni stanno probabilmente proprio nella debolezza del contenuto artistico, nonostante la presenza tra gli ospiti di Prince.

E se il massaggio musicale anche alle orecchie di oggi non colpisce più di tanto, invece le immagini del libro, SEX, dove Madonna appare fotografata in situazioni ambigue con Naomi Campbell e Isabella Rossellini, ancor oggi qualche sincero turbamento lo crea.

Madonna

È il periodo dell’ambiguità, del fisico prima di un ragazza cicciottella e ora scolpito dagli esercizi della palestra, della vicinanza al mondo della moda, a Dolce e Gabbana a Jean Paul Gaultier (ricordate il reggiseno a cono?) a Versace.

È questo il periodo in cui la signora Ciccone veste con la stessa noncuranza, e parecchia sfrontatezza, abiti da donna e da uomo abbattendo qualsiasi muro tra generi, divenendo anche per questo un’icona del movimento gay, riuscendo così a turbare tutto il mondo benpensante.

Il cinema resta la sua grande passione: dopo A letto con Madonna, un film ripreso durante uno dei suoi tour più controversi e dissacranti (l’Ambition Blond Tour), non un granché francamente, la cantante partecipa in un cameo a un film di Woody Allen e poi è protagonista di Ragazze Vincenti insieme a Geena Davis dove gira il ruolo della componente di una squadra di baseball femminile.

Nel 1993 in pieno furore erotico gira Body of Evidence, un noir imbarazzante accanto a Willem Dafoe che le garantisce tutti gli strali della critica e poi Occhi di serpente diretta da Abel Ferrara, un film che fu un flop ai botteghini ma grazie al quale la critica cinematografica iniziò a considerare l’artista.

Dopo alcune altre prove non certo indimenticabili, la consacrazione avviene nel 1996 quando Madonna gira sotto la direzione di Alan Parker, Evita, il musical sulla vita della moglie del presidente argentino Peron.
Per poter ottenere la parte Madonna si sottopose ad un lungo periodo di lezioni di canto per convincere il regista ad affidarle il ruolo.

Il film fu un successo e garantì a Madonna il Golden Globe quale migliore attrice protagonista oltre a vincere l’oscar per la migliore canzone. Sarà questa l’ultima prova cinematografica di un certo rilievo perché tutte le produzioni successive non lasceranno alcuna traccia ivi compreso il remake di Travolti da un insolito destino… che, confrontato con l’originale , interpretato da Giancarlo Giannini e da Mariangela Melato, ne esce malissimo.

Consapevole che Erotica è stato di fatto una delusione, Madonna si prende la classica pausa di riflessione, ascolta quello che il panorama musicale offre, assorbe tutto quello che può assorbire e una volta pronta nel 1998 esce con il disco forse più bello di tutta la sua carriera ossia Ray of Light che, grazie alla produzione geniale di William Orbit, colpisce ne segno benché la cifra stilistica, ossia il genere techno, possa apparire alle orecchie dei fans qualcosa di troppo nuovo.
Il disco invece ha un grandissimo successo e segna il rilancio dell’artista grazie soprattutto ai singoli che ne vengono estratti ossia Frozen e Ray of Light.

Ma quando ti aspetti che l’artista abbia individuato la via del rilancio ecco l’ennesimo cambio di rotta che avviene con Music, il brano tratto dall’album omonimo che segna il ritorno ad atmosfere più leggere e modaiole, anche se il brano Don’t tell Me è un signor brano.

Madonna

Nel 2003 è la volta di American Life, un album che propone un genere maggiormente legato al pop d’alta classifica, basato sul maggior uso di strumenti acustici. L’elemento di rottura è costituito dai testi, spesso ispirati alla politica e alla spiritualità.

Nel 2006 Madonna pubblica Confession on a dance floor, un disco che come dice il titolo rappresenta il ritorno alle atmosfere danzerecce dei primi album. Il disco è un successo mondiale, forse il suo più grande successo trainato dal singolo Hung Up.

Hard Candy è l’album del 2008 che vede la partecipazione di Justine Timbarlake e di altri produttori appartenenti alla scena hip hop che consentono alla cantante di esplorare nuove vie .

Seguiranno ancora due album M.D.N.A e Rebel Heart francamente non un granché.
Madonna compie sessant’anni ed è certo che, piaccia o non piaccia, ha avuto ed ancora oggi ha una grande importanza per la storia della musica e del costume. Per quest’ultimo aspetto ha avuto lo stesso impatto e la stessa influenza dei grandi miti rock degli anni 60 e 70, anche se francamente da un punto di vista artistico il confronto è inesorabilmente perso.

Quando è arrivata non c’era niente di simile in giro. Forse frugando nella memoria, Cher e forse Tina Turner hanno rappresentato prima di lei qualcosa di paragonabile ma fatte le debite proporzioni. Dagli esordi ha sempre anticipato le mode, diciamo pure che se ne è fregata. Mai è parsa superata, anzi nelle sue diverse vesti è sempre stata in grado di stupire.

Per certi versi è stata una rivoluzionaria: nei tempi ha affrontato senza alcun tipo di pudore temi estremamente delicato come i rapporti famigliari, la religione, il razzismo, il sesso assumendo posizioni mai banali e spesso criticabili, mai ruffiane.

È stata ed è un’artista completa: è autrice delle proprie composizioni, si è migliorata nel tempo come cantante, come ballerina, come compositrice e, mostrando, grande intelligenza, si è sempre aperta alle nuove forme espressive che via via si imponevano nella scena musicale, collaborando con la miglior gioventù musicale, umilmente come chi ha tutto da imparare.

Tra tutti è stata l’artista che meglio ha saputo sfruttare la forza mediatica dei video musicali.

È persino con gli anni diventata più bella, capace di valorizzare anche le caratteristiche meno evidenti del proprio aspetto fisico (se il tema vi sfugge consiglio la visione del video Beautiful Stranger)

Il segreto di tutto questo successo sta forse in una diversa concezione di talento che non è una dote innata. Quanti ne abbiamo visti che hanno fatto un disco bello, geniale, e poi sono spariti, quanti sportivi autori di un exploit e poi cadere nel dimenticatoio?

Madonna appartiene a quella schiera di persone che certo qualcosa di diverso avevano rispetto agli altri sin dalla nascita ma che rispetto a quelli toccati dalla mano di Dio, hanno capito i propri limiti ed hanno lavorato una vita intera per migliorarsi.

Madonna

Madonna ha dimostrato ai propri fan che vale la pena provarci, l’esito non è certo ma se non si prova non lo si saprà mai.

Ha avuto coraggio: ha esplorato, ha rischiato, ha fatto figuracce, ma si è sempre rialzata, con dignità senza mai svendersi.

Buon compleanno signora Ciccone.

Tre dischi che vale la pena avere:
True Blue
Ray of Light
The Confession tour

Tre brani che val la pena riascoltare
Ray of light
Hung up
Vogue

Tre video che val la pena rivedere
Like a prayer
Frozen
Beautiful Stranger

Tre storie di Madonna (lo so non c’entra niente ma l’invidia è una brutta cosa):
Sean Penn
Guy Ritchie
Naomi Campbell (forse……)

Madonna Noemi

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