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“Senza Trenord per i pendolari il servizio non potrà che migliorare”

L’assessore regionale alle infrastrutture e ai trasporti Claudia Maria Terzi illustra il futuro del trasporto ferroviario lombardo e bergamasco a partire dai prossimi mesi

A partire dal 2019, con ogni probabilità Trenord verrà sostituita da Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato nella gestione del servizio ferroviario lombardo. Un cambio storico, che porta con sé importanti novità, ma anche alcune incognite per gli utenti del trasporto su ferro. A illustrare quale sarà il futuro delle ferrovie lombarde e bergamasche è Claudia Maria Terzi, assessore regionale alle infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile.

Assessore Terzi, quale sarà nei prossimi mesi il destino di Trenord ?
“Innanzitutto stiamo andando nella direzione che porterà alla scomparsa di Trenord come la conosciamo oggi e il cui servizio di qui a qualche mese verrà gestito da due società diverse. Non è detto che una gestione unica possa rendere il servizio migliore, anzi, per una regione come la nostra con un ampio territorio e un numero elevato di pendolari e con tutte i problemi che ne derivano, valutando in alcuni casi con gli uffici emerge che potrebbe esser dividere la gestione in quattro bacini territoriali differenti. Proseguiremo con questa scissione che vedrà da una parte la gestione da parte di Regione Lombardia delle linee suburbane e delle linee affidate Ferrovie Nord, fra le quali vi sono la Milano Cadorna-Saronno, la Saronno-Como Lago e la Brescia-Iseo-Edolo, mentre le restanti saranno gestite da Ferrovie dello Stato”.

Parlando della provincia di Bergamo, a chi spetterà la gestione delle linee del nostro territorio ?
“Verosimilmente le linee bergamasche passeranno sotto la gestione di Ferrovie dello Stato, nonostante ciò non così semplice dividere la gestione del territorio, visto che vi potrebbero esser casi in cui linee regionali transitino su quelle statali o viceversa, come per la tratta suburbana Milano-Treviglio. Non a caso la divisione sarà uno degli elementi inseriti nella trattativa con RFI e su cui andranno precisati alcuni dettagli”.

Per i pendolari bergamaschi, quali saranno i vantaggi e quali le conseguenze ?
“Le conseguenze non potranno che esser positive poiché abbiamo preso in mano una situazione particolarmente complessa e alla quale abbiamo l’intento di apportare miglioramenti. A parte il miglioramento del servizio, i pendolari dal 2019 abbiamo condiviso con Ferrovie dello Stato l’obiettivo di non creare differenze nella diversa gestione del servizio, dando il via a un sistema di bigliettazione unitaria, a un coordinamento nella gestione degli orari e soprattutto evitando che i singoli passeggeri percepiscano la sensazione dell’esistenza di differenze fra treno diretto da Regione o uno da FS. Abbiamo l’esperienza negativa di Trenord, sappiamo cosa dobbiamo evitare”.

Attualmente Trenord presenta disagi e ritardi vari. Qual è la causa di tutto ciò ?
“I motivi sono diversi, anche se si presentano tutti assieme: limiti strutturali, limiti nella gestione del servizio da parte di Trenord a cui si aggiunge una mancata programmazione degli interventi di manutenzione, dell’ammodernamento dei mezzi e dell’assunzione del personale necessario. Oltre al fatto che alcuni disagi sono legati alle linee sovraccariche e alla presenza di tratte a binario unico, la maggior parte della flotta non è stata sostituita se non una piccola porzione a carico di Regione Lombardia, con la necessità di intervenire per una manutenzione continua dei mezzi. Oltre a tutto ciò Trenord mostra alcune criticità a livello di personale, la cui presenza è ridotta: solo negli ultimi tempi la società ha deciso di investire in assunzioni, quando il problema si presenta da almeno un anno e mezzo-due” .

Fra i disagi segnalati dagli utenti di Trenord vi è quello della prima classe: infatti in alcuni casi all’acquisto del biglietto è presente l’opzione di acquisto di un biglietto per la prima classe, senza che questa sia effettivamente presente sul treno. Come si potrà in futuro risolvere questo problema ?
“E’ sicuramente una cosa che va doverosamente superata e che è frutto della cattiva gestione di Trenord. È giusto che si possa scegliere se acquistare un biglietto per la prima o per la seconda classe, nonostante ciò in tal caso la prima classe deve esistere, altrimenti si vende un biglietto per un’offerta che non esiste. Il prossimo anno giungerà a compimento un progetto portato avanti da Regione Lombardia che vale decine di milioni di euro come quello della bigliettazione unica e per cui con un unico titolo di viaggio sarà possibile utilizzare qualsiasi mezzo di trasporto pubblico. Affinchè ciò funzioni al meglio, sarà necessaria un’ottimizzazione del servizio di bigliettazione offerto ad oggi da Trenord”.

Sul settore sicurezza, Regione Lombardia ha intenzione di investire ulteriormente ?
“Innanzitutto sarebbe importante assumere tutte le guardie previste dal contratto finanziato annualmente da Regione Lombardia a Trenord. A breve partirà inoltre a breve la sperimentazione delle bodycam, telecamere installate sulle divise delle guardie, oltre all’installazione di telecamere a circuito chiuso su tutti i nuovi treni che in futuro entreranno in funzione, mentre in dialogo con RFI stiamo puntando sulla messa in sicurezza delle stazioni ferroviarie”.

Dando uno sguardo ai progetti riguardanti le ferrovie bergamasche, quali sono le prospettive per il raddoppio della tratta Bergamo-Carnate-Milano ?
“Stiamo lavorando ora con RFI sul raddoppio della tratta Ponte San Pietro-Montello, nonostante ciò stiamo valutando le numerose richieste che giungono, in particolare da quella zona della Lombardia che viaggia ancora a binario unico e che andranno inserite nel nuovo piano di programma di Rete Ferroviaria Italina. Sulla Bergamo-Carnate-Milano pesa il problema del ponte di Paderno d’Adda, per è necessaria un’opera di consolidamento strutturale: stiamo ragionando con RFI per un intervento di ammodernamento del ponte che servirà, oltre a garantire una maggior sicurezza generale, a far viaggiare più velocemente i treni che ad oggi transitano in quel punto ad una velocità estremamente ridotta. L’intervento attiene alla manutenzione del ponte stesso, per cui la spesa sarà in buona parte a carico di RFI”.

Riguardo il raddoppio della Ponte San Pietro-Montello, quali saranno le novità che porterà quest’opera ?
“Si tratterà di un’opera di straordinaria importanza per il sistema ferroviario bergamasco per il semplice fatto che la sua permetterà di sostituire un servizio offerto da un treno regionale con quello di un suburbano. La nostra idea è quella di arrivare ad avere il passaggio di un treno circa ogni quarto d’ora, portando riflessi positivi sia alla mobilità per una città con problemi di traffico come Bergamo, ma anche all’ambiente. Tutto è già stato inserito nel contratto di programma finanziato da RFI e di conseguenza dallo stato”.

Nelle scorse settimane si è inoltre discusso sul posizionamento delle nuove stazioni ferroviarie inserite in questo progetto. Quali fra quelle proposte avranno la possibilità di esser realizzate ?
“Quando si realizzano interventi come questo, la prima cosa da tener conto è la fattibilità tecnica di queste richieste: esistono tempi e distanze necessarie per permettere ad un treno di partire e raggiungere una fermata senza che il servizio venga reso totalmente inefficace, per cui non è possibile pensare di realizzare stazioni troppo ravvicinate fra loro. Nel caso fra Ponte San Pietro e Montello esistono problemi di conformazione del percorso oltre che tecnici, come per esempio due importanti curve nei pressi di Curno e Seriate che rendono difficile la realizzazione di stazioni in quei punti. Con i tecnici di RFI e con la Provincia stiamo portando avanti tutte le richieste pervenuteci e valutando se possibile realizzarle o meno, lavorando in particolare ad oggi sulle stazioni di Montello, Albano Sant’Alessandro, Seriate, Fiera di Bergamo, Curno/Mozzo e Ponte San Pietro, a cui si aggiunge quella già realizzata di Bergamo Ospedale. Si tratterebbe di un intervento che permetterebbe di trasformare la linea in suburbana, nonostante ciò stiamo valutando costi ed eventuali problemi, come quello sulla stazione di Mozzo che vede alcune difficoltà nella collocazione di quest’ultima e nel superamento del ponte”.

Passando in conclusione alle valli, quali saranno i prossimi passi di Regione Lombardia sul prolungamento di T1 e sulla realizzazione della T2 ?
“Allo stato attuale anche Teb sta lavorando sulla nuova tratta T2 (che percorrerà il sedime della vecchia Ferrovia della Valle Brembana, in maniera tale da poter ottenere finanziamenti a livello nazionale utili per la realizzazione di un’opera i cui costi si aggirano sui 146 milioni di euro, che come Regione Lombardia abbiamo già erogato a Provincia di Bergamo 90.000 euro per lo studio di fattibilità dell’opera all’interno del quale è inserito anche il prolungamento di T1. Il progetto di T2 dovrà inoltre esser trasmesso entro fine anno al ministero delle infrastrutture e dei trasporti affinchè questo possa partecipare ad un concorso di finanziamento in cui verranno messi a disposizione i fondi necessari per la realizzazione di un’opera di questo genere per ciascuna regione. Speriamo che il progetto di T2 possa vincere, poiché i fondi sarebbe molto importanti per far sì che si passa da un’idea ottima a qualcosa di più concreto”.

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Commenti

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  1. Scritto da Satana

    Come per le provincie, cambierà soltanto il nome ma rimarranno sempre gli stessi a spartirsi la torta!

  2. Scritto da Panza Marco

    Ma che faccia tosta l’assessore regionale ai trasporti della Lega!!
    Parla di situazione ereditata, ma da decenni Lega e Forza Italia governano la Regione e l’ultimo presidente è stato Maroni.
    Se la situazione del trasporto ferroviario regionale è in queste condizioni è solo colpa vostra.