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Haifa ci lascia una certezza: questa Atalanta ci farà divertire ancora

Nelle prime tre uscite europee i nerazzurri hanno segnato 14 gol: la mano del Gasp si vede, come sempre

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Lasciateci divertire.

Va beh, qualcuno dirà che è solo calcio d’agosto e quindi va valutato con tutte le precauzioni possibili. Però, scusate: in due partite, in Europa, l’Atalanta ha segnato la bellezza di 12 gol, facciamo pure 14 se teniamo conto anche dell’andata col Sarajevo e ne ha incassati solo tre, vincendo due volte su tre e ipotecando la qualificazione ai playoff di Europa League. Dove potrebbe trovare, andata il 23 a Reggio e ritorno il 30, il Copenaghen ex squadra di Cornelius che ha vinto 2-1 a Sofia col Cska.

Ma facciamo un passo alla volta. Prima, come giustamente ha raccomandato Gasperini alla vigilia, biasogna chiudere la pratica Haifa. Formalità o no, si giocherà il ritorno a pochi giorni dall’esordio in campionato e il tecnico ne terrà conto, potendo “amministrare” un risultato molto favorevole.

Però intanto godiamoci questa Atalanta champagne, contro la squadra israeliana che magari potrebbe essere il Vermouth al confronto (così come suggerisce il nome del suo capitano), con tutto il rispetto per il liquore piemontese.

Però i dubbi sulla trasferta israeliana svaniscono dopo 18′, cioè quando Hateboer, che mai aveva segnato prima con l’Atalanta, sorprende tutti con un sinistro (non il suo abituale piede) che infila il pallone alle spalle del portiere. Perché se Buzaglo, autore dell’1-0, aveva dato la scossa, l’olandese dà il la alla riscossa atalantina. Poi è più o meno un monologo dell’orchestra Gasp, condito da tante belle novità: il primo gol nerazzurro di Zapata, il primo di Pasalic e la rete, quarta personale in Europa, di Barrow. Che quando entra, diventa devastante: assist al croato, gol e quinta rete sfiorata. Sul taccuino anche due pali, il primo di Freuler e l’altro su una gran punizione di Gomez. Peccato, perché il Papu dopo la splendida doppietta di Sarajevo riprende un po’ di quella sfortuna che l’aveva frenato nella scorsa stagione.

Altra curiosità: Gasperini ci ha insegnato che in ogni partita manda in gol uno o più difensori, questa è proprio una bella abitudine made in Gasp e non è casuale trovare davanti al portiere israeliano Palomino e Masiello in una mischia che per poco non finisce in un altro gol. Bene, stavolta in rete va l’unico difensore cha ancora mancava, cioè Hateboer…

Non solo. Si temeva, a Sarajevo, il peso dell’assenza di Ilicic. Eppure l’Atalanta allora è riuscita a fare la bellezza di otto gol e anche ad Haifa la vetrina nerazzurra ha esposto comunque i suoi gioielli, Gasperini ha lanciato dall’inizio Zapata e in corso d’opera Barrow ha completato il tiro a segno. Pasalic si è inserito come se conoscesse a memoria i movimenti gasperiniani e avrà certo bisogno di tempo, ma la stoffa c’è e Freuler sta riprendendo forma. C’è anche un Pessina che si fa apprezzare e si propone nel gruppo di centrocampo: con tanti impegni, ce ne sarà bisogno.

I difetti di giornata arrivano dalle palle alte, troppe distrazioni in difesa e qualche brivido da correggere/eliminare. Gollini è stato impegnato nel primo quarto d’ora e sul gol poteva fare poco di più, semmai non avrebbe dovuto saltare tutto libero Buzaglo.

Insomma, fatta la necessaria tara agli avversari, l’Atalanta di agosto sta compensando in bellezza i quindicimila e passa tifosi che hanno sottoscritto l’abbonamento. E chi anche, non atalantino, si ferma davanti alla tivù per guardare i nerazzurri.

Gasperini fa divertire, naturalmente il primo artefice è lui, se la squadra comanda e vince con facilità in Inghilterra, in Bosnia, in Israele. Vedremo se in quest’ultima settimana di mercato cambierà ancora qualcosa, forse ancora una o due partenze, ma una certezza questa Atalanta ce l’ha già data: sarà un’altra stagione emozionante, da non perdere.

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