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“E quindi uscimmo a riveder le stelle”: San Lorenzo, storia del martirio e di una Roma sanguinaria

La notte di san Lorenzo (10 agosto) è tradizionalmente associata al fenomeno delle stelle cadenti, considerate evocative dei carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato

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Una grande macchia rossa sangue tinge la storia di Roma e dei cristiani: siamo intorno alla metà del 250 quando l’Imperatore Valeriano, eletto Augusto nel 253, devia la sua politica imperiale nei confronti dei cristiani che, fino al 257, sembrava essere clemente nei loro confronti.

Accadde che in Oriente fu difficile tenere il controllo delle popolazioni e dei regni persiani e nel 259 l’Imperatore scomparve, fatto prigioniero del suo nemico Shapur I. È chiaro che Roma vive una situazione di tangibile precarietà, dove non c’erano né uomini né la giusta economia per difenderla. Sono questi gli anni (257-258) in cui vengono promulgati gli editti di Valeriano: i cristiani venivano percepiti come estranei alla religio castrensis e quindi incapaci di contribuirvi. Fu imposto loro l’osservanza del culto di stato, il divieto di riunirsi in assemblee e di entrare nei cimiteri. Con l’editto del 258 furono soppressi vescovi, preti, diaconi e furono confiscati beni di ogni tipo appartenuti a senatori, a cavalieri cristiani, alle matrone e anche a chi lavorava nella domus imperiale, ossia ai cesariani.

Non bastava pentirsi o rinnegare il cristianesimo. Bisognava estirparlo in ogni minima presenza e cercare di recuperare quanti più proventi economici possibili per cercare di arginare il grave crollo economico di Roma. Subito dopo l’emanazione dell’ultimo editto il sei agosto del 258, scoperto a celebrare la liturgia nelle catacombe di Pretestano, fu messo a morte Papa Sisto II, il Papa che Lorenzo conobbe a Saragozza durante il completamento degli studi umanistici e teologici e con cui giunse a Roma per condurre la vita nella carità e nell’altruismo.

Insieme al Papa a morire furono anche i suoi diaconi e il 10 agosto del 258 ad essere messo a morte su un fuoco ardente è il diacono Lorenzo, anche se la veridicità dei fatti è spesso messa in discussione.

Fu così che vengono metaforicamente collegate alla storia del Santo e dalla persecuzione cruenta dei cristiani, alle scintille delle fiamme che avvolsero il corpo del giovane martire al fenomeno meteorico delle Perseidi, che si presenta proprio nei giorni della ricorrenza del martirio di San Lorenzo.

Quest’anno il fenomeno avrà un picco di visibilità tra il 12 e il 13 agosto e con gli occhi rivolti al cielo confidate anche voi i vostri desideri alle stelle.

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