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Trasporti

Tir a rischio, Siad: gasdotti per ridurre traffico e inquinamento fotogallery video

La Siad per migliorare l’impatto ambientale e la riduzione del traffico pesante ha realizzato negli anni azotodotti, gasdotti e ossigenodotti.

Gas, benzina, esplosivi e vernici: ogni giorno 10 mila camion a rischio sulle autostrade italiane. C’è una soluzione per evitare questo? La risposta è sì, ed è una risposta bergamasca che Siad Spa, Società Italiana Acetilene e Derivati fondata a Bergamo nel 1927, ha elaborato negli anni con grandi investimenti. Siad, che rappresenta uno dei principali gruppi chimici italiani, con oltre 60 mila clienti in tutto il mondo e un fatturato (2016) di 550 milioni di euro per servire i propri clienti in una politica di sostenibilità, con il miglioramento dell’impatto ambientale e la riduzione del traffico pesante ha realizzato negli anni azotodotti, gasdotti e ossigenodotti.

L’ossigenodotto che collega lo stabilimento Sias di Osio Sopra alla Fonderia di Torbole di Torbole Casaglia, opera che ha richiesto un investimento di un milione e mezzo di euro ed un anno di lavori, è lungo 2,6 chilometri e permette di evitare 250 viaggi di camion cisterna all’anno con una riduzione delle emissioni di anidride carbonica pari a 25.000 kg/anno.

“Il nuovo ossigenodotto che collega Fonderia di Torbole allo stabilimento Siad di Osio Sopra si inserisce in un importante programma di investimenti volto ad estendere quanto più possibile la rete gasdotti di Siad che conta più di 200 km di lunghezza – affermò all’inaugurazione Roberto Sestini, presidente e amministratore dleegato di Siad -. La fornitura in gasdotto è la fornitura per eccellenza in termini di sicurezza, garanzia della fornitura e rispetto dell’ambiente. Si tratta di un asset strategico che rafforza la presenza di SIAD in un un legame sempre più stretto con l’industria e il territorio. Questo investimento conferma e consolida la partnership fra Fonderia di Torbole e SIAD, nel segno della continuità e della reciproca collaborazione”.

La produzione di ossigeno gassoso e la compressione in gasdotto inoltre non prevedono il processo di liquefazione dell’ossigeno ed il successivo stoccaggio nei serbatoi criogenici. Ne consegue un rilevante minor consumo di energia elettrica e quindi una riduzione delle emissioni in atmosfera valutabile in circa 1.000.000 kg/anno CO2.
La realizzazione dell’ossigenodotto – posto ad una minima profondità di 1,50 metri, con dimensione diametro di 114,3 mm e spessore minimo 4 mm, esercito ad una pressione di 64 bar – ha richiesto circa un anno di lavoro.

L’Azotodotto Siad per Bidachem (Boehringer-Ingelheim) a Fornovo San Giovanni, inaugurato nella primavera del 2016, ha permesso con il suoi trenta chilometri di evitare 200 viaggi di cisterne all’anno.
Il miglioramento dell’impatto ambientale si accompagna alla riduzione di traffico pesante: l’azotodotto infatti consentirà di evitare circa 200 viaggi di cisterne all’anno per complessivi 10.000 chilometri, con una riduzione delle emissioni di CO2 pari a kg 10.000/anno. La produzione di azoto gassoso e la successiva compressione in gasdotto inoltre non prevedono il processo di liquefazione dell’azoto ed il successivo stoccaggio nei serbatoi criogenici. Ne consegue un rilevante minor consumo di energia elettrica e quindi una riduzione delle emissioni in atmosfera valutabile in circa 400.000 kg/anno CO2 (anidride carbonica).

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