Mancano vocazioni e le Poverelle chiudono la casa de L'Aquila, la protesta dei fedeli - BergamoNews
A pescasseroli

Mancano vocazioni e le Poverelle chiudono la casa de L’Aquila, la protesta dei fedeli

In una lettera dei cittadini di Pescasseroli, in provincia di L'Aquila, alla madre generale delle Suore Poverelle la richiesta di ripensare a questa decisione.

La mancanza di vocazioni e l’età avanzata delle suore, per questo motivo le Suore Poverelle di Bergamo hanno deciso di chiudere la casa di Pescasseroli, in provincia di Aquila.

Una decisione che ha scatenato le proteste dei cittadini. In testa c’è anche il parroco di Pescasseroli, don Andrea De Foglio, che ha invitato tutti i fedeli e gli amministratori comunali ad un incontro pubblico, per affrontare la questione.

In una lunga lettera sottoscritta da molti cittadini e inviata alla madre provinciale si legge: “Si chiude un luogo che permetteva l’abbraccio che è l’azione più efficace e più bella per ogni religiosa dell’ordine delle Poverelle. Vogliamo ricordarle che la madre provinciale che l’ha preceduta, così come la madre Generale, elogiava le bellezze del paese dove si trova la casa delle suore, elogiava la bellissima locazione della nuova casa, ed elogiava il senso di accoglienza che parroco e parrocchiani hanno per le suore”.

“Avevano ben compreso l’importanza della presenza delle Poverelle a Pescasseroli – continua lo scritto -. Le inviamo questa lettera, sperando che nella sua saggezza, nella gioia e nella letizia che, speriamo, esprime nel suo servizio alla Chiesa, possa essere il timone, affinché una decisione che pare sia già presa, possa venire cambiata e che le poverelle, accolgano ancora i pescasserolesi e i forestieri”.

Pescasseroli è un paese dell’Alta Marsica; conta abitualmente circa 2.500 abitanti, ma il numero aumenta durante il periodo invernale ed estivo essendo meta turistica. Opi è un paesino a pochi chilometri di distanza. La popolazione fino a poco tempo fa ha mantenuto sane radici cristiane; ora la ricchezza legata al turismo sta sgretolando questa sane tradizioni e si stanno diffondendo povertà spirituale e morale, come pure sta emergendo il fenomeno della droga.

La presenza delle suore a Pescasseroli è iniziata nel 1923. Attualmente Le suore abitano una casa messa a disposizione dal Comune: è uno stabile con un piano; al piano terra ci sono i locali adibiti a Scuola Materna, al secondo la zona riservata alle suore. Come in tante altre parti, anche qui si è avuta una costante trasformazione della presenza e del servizio delle suore, sia per il variare dei bisogni che per il modificarsi della “risorsa suore”.

Nel 1954, le suore sono presenti sia a Pescasseroli che a Opi. Dal 1973 al 1988 la presenza a Opi viene ridimensionata: una o due suore continuano il servizio apostolico, ma hanno come riferimento comunitario la sede di Pescasseroli. Nel 1994 la Congregazione lascia la scuola materna di Pescasseroli; dietro richiesta del Comune e della popolazione viene assicurata la presenza di 3 suore per continuare l’attività pastorale tra i ragazzi, gli anziani e le famiglie. In questo anno le suore sono riunite in un’unica comunità ad Opi diventando “raggio” per Pescasseroli. Nel mese di luglio 2000, viene chiusa la scuola materna di Opi; la comunità trova la sua sede stabile a Pescasseroli, con 3 suore, una delle quali si sposterà a Opi per il servizio pastorale.

Attualmente le suore sono impegnate nelle visite domiciliari agli anziani e ammalati, collaborano con il parroco per le varie attività pastorali, specialmente la catechesi, dedicandosi in particolare ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie della zona. Una suora si reca saltuariamente a Opi per il servizio pastorale.

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