La campagna

Scritte nei bagni Ikea per aiutare le donne vittime di violenza

L'iniziativa dell'azienda svedese a sostegno delle donne vittime di violenza

Il colosso svedese Ikea, per la campagna iniziata a novembre 2017 intitolata “#PerUnaGiustaCasa”, torna in campo contro la violenza sulle donne con l’aiuto di “Onlus Telefono Donna”. Lo fa attraverso una serie di cartelli che, posizionati strategicamente nei bagni per le signore dove solo una donna può accedere, riportano frasi come: “Quante volte al giorno ti dice ‘stai zitta cretina’?”. Oppure: “Ho sbattuta il naso sulla porta”. Frasi in cui ogni donna vittima di violenza può rispecchiarsi o può ricordare di avere usato come copertura al naso rotto o all’occhio nero conseguenti ad un litigio “animato” con il partner. In modo che, pur essendo durante un’uscita famigliare, ciascuna possa annotarsi il numero rosa riportato sotto le frasi senza paura di essere vista dall’uomo con cui è entrata nello store Ikea per cercare elementi d’arredamento per la casa.

L’impegno di Ikea, però, non si limita a fornire spot pubblicitari e numeri di assistenza. Negli ultimi anni, infatti, sono stati organizati, per clienti e dipendenti, corsi di autodifesa e sensibilizzazione alle relazioni tra uomini e donne; mentre per le dipendenti vittime di violenza e stalking Ikea Italia ha introdotto un congedo di 6 mesi con un’agevolazione al trasferimento in un’altra città e in un altro punto vendita.

Il numero rosa proposto da Ikea non è però collegato al numero nazionale 1522. La linea, infatti, è stata creata ad hoc per la campagna lanciata da Alessandro Aquilio di Ikea Italia ed è attivo 24 ore su 24. A rispondere alla cornetta ci sarà una voce, o meglio: una persona, pronta ad aiutare, anche solo ascoltando la storia di ciascuna delle vittime.

Stefania Bartoccetti, fondatrice della Onlus nata l’8 marzo 1992, dichiara: “Abbiamo scelto Ikea come partner anche e soprattutto per ciò che rappresenta. La maggior parte degli episodi di violenza si verifica tra le mura domestiche e i dati riguardanti le violenze sono ancora, purtroppo, preoccupanti”. Le indagini Istat del 2016 dimostrano, infatti, che otto donne su dieci non denunciano i maltrattamenti subiti e, rispetto alle indagini del 2006, è aumentata la percentuale di violenze gravi (da parte di parter e non). Nonostante questo, però, rispetto agli anni precedenti, è migliorato il modo delle donne di affrontare le violenze subite, considerandole veri e propri reati (come è giusto che debbano essere considerati) e anche il modo di prevenirle.

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