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Maltrattamento animali, cosa prevede la legge? Cosa fare e a chi rivolgersi

La legislazione italiana si è dimostrata attenta al nuovo sentire della collettività prevedendo diverse forme di tutela da parte degli uomini dei diritti degli animali.

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Quanti oggigiorno sono possessori o lo sono stati di almeno un animale domestico? Quel piccolo amico, sia cane o gatto sia un più esotico pappagallo, che riesce a rallegrarci nei momenti più difficili, donandoci affetto incondizionato, senza chiedere nulla in cambio.

E per quanto ormai sempre più persone si siano man mano rese conto del valore intrinseco degli animali, superando l’antico pregiudizio che li vedeva paragonati a meri oggetti, riconoscendo loro sensibilità, dolore e sofferenze, così affini in fondo a quelle umane, in molti perseverano in atti di violenza, di abuso, di incuria nei loro confronti, a volte con una crudeltà disarmante oppure perché incapaci di empatizzare, di riconoscere il fatto che anche gli animali soffrono proprio come noi. Violenze perpetrate tra l’altro da giovani, non a caso secondo uno studio del CNR in Italia il 16.7% in età compresa tra i 9 e i 18 anni, o addirittura da uomini che, al fine di ferire la propria partner e tenerla soggiogata, arrivano al maltrattare, l’animale domestico della donna.

Le violenze e i maltrattamenti possono dunque essere di svariati tipi e la legislazione italiana si è dimostrata attenta al nuovo sentire della collettività prevedendo diverse forme di tutela da parte degli uomini dei diritti degli animali.

Entrando nel dettaglio, il primo reato analizzato è quello dell’“uccisione di animali”, (art. 544 bis c.p) detto comunemente “animalicidio”, rendendo sanzionabile l’uccisione di animali propri; in precedenza infatti ciò valeva soltanto per quella di animali altrui. Poco importa come l’animale sia stato condotto al decesso, in quanto viene sanzionato sia il comportamento violento oppure la condotta omissiva.

Il caso di uccisione di animale dovuta a un altro animale per perdita di controllo da parte del padrone non rientra comunque in questa casistica, sempre ovviamente con le dovute variabili.

Il reato di “maltrattamento di animali” prevede la punizione di “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche” (art. 544-ter c.p), comprendendo anche la fattispecie di “reato di doping a danno di animali”, al fine di sedare il fenomeno di competizioni illegali.

Vi è inoltre il reato di “abbandono di animali” (art.727 c.p.), che abbraccia le ipotesi di vero e proprio abbandono ma anche di privazione delle cure all’animale attraverso atti di trascuratezza e disinteresse.

Ultimo ma non meno importante è il reato di uccisione, di deterioramento o danneggiamento di animale altrui. Interessante è il fatto che se prima tale comportamento veniva punito da una norma (art. 638 c.p) posta a tutela del patrimonio del proprietario, adesso invece tutelano il sentimento e la dignità intrinseca dell’animale.

Gli animali non sono in grado di difendersi da soli cosi viene spontaneo chiedersi cosa fare per intervenire nel caso si fosse a conoscenza della commissione di uno di questi reati.

In primo luogo tutti gli organi di polizia giudiziaria sono competenti in tema di reato contro gli animali (art.55 c.p.p.) e quindi quando un agente si rifiuta di intervenire egli sta in realtà attuando un comportamento contrario al proprio dovere d’ufficio.

Per rendere efficace una denuncia è quanto mai importante essere precisi nell’indicare l’indirizzo, via, numero civico, città dove è detenuto o si trova l’animale e se si conosce l’identità dell’autore del reato, indicarne nome e cognome, allegando qualsiasi documento utile, che siano referti medico veterinari o video e foto a testimonianza dei comportamenti illeciti. In mancanza di questi elementi la denuncia non potrà avere seguito positivo.

Dunque, se sei a conoscenza di violenza, maltrattamenti ed abusi ai danni dei nostri fedeli compagni, non esitare a contattare le autorità competenti e a far sentire la tua voce, perché non tutti gli uomini amano gli animali ma tutti gli animali non meritano di soffrire.

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