L'intervista

Matilda Pulega verso le Olimpiadi: “Ho trovato uno sponsor, sono pronta per Tokyo”

La giovane campionessa di karate di Monasterolo del Castello è inarrestabile, ora, ancora di più, grazie allo sponsor bergamasco ABenergie

L’abbiamo conosciuta e intervistata. Ci siamo appassionati al suo amore per il karate e alla sua scalata verso le Olimpiadi 2020 a Tokyo. Abbiamo seguito con lei la ricerca di uno sponsor che credesse nel suo talento e futuro. E ora, a distanza di sette mesi, Matilda Pulega è cresciuta, ha compiuto la maggiore età, ha terminato i suoi studi liceali all’Istituto Lorenzo Lotto di Trescore e ha trovato uno sponsor che l’accompagnerà nel suo percorso verso Tokyo, ABenergie di Alessandro Bertacchi. Sarà la prima volta per il karate come disciplina olimpica e Matilda è nella rosa dei giovani atleti che potranno volare per la competizione più importante del mondo.

In questo breve periodo è diventata grande, una piccola donna, ma l’entusiasmo nei suoi dolci occhi azzurri è rimasto lo stesso, anzi, si è infuocato ancora di più. Con la frase “Karate is my life” tatuata su un braccio e il simbolo delle Olimpiadi sull’altro, Matilda è pronta per lottare contro il mondo e conquistare un posto nella Hall of Fame della vita.

matilda pulega

È un momento di scelte importanti nella tua vita. Cosa è cambiato in questi mesi dalla nostra ultima intervista, Matilda? 

“Ho concluso gli studi, è stato impegnativo, ma è andato tutto bene e sono contenta. Ho fatto la tesina sul karate e la gastroschisi – una malformazione della parete addominale che Matilda ha avuto quando ancora era nel grembo materno – , dedicandola a mia mamma. Per la maturità ho dovuto rinunciare a gare abbastanza importanti e adesso sto riprendendo la mia preparazione atletica in vista di settembre che sarà il mese più importante dove riprenderò a pieno regime con tutto. Questo mese di interruzione non mi ha particolarmente danneggiata, però ora devo ripartire da zero. Sto anche iniziando la preparazione per diventare allenatrice di karate e ho anche preso la qualifica di arbitro e da poco posso esercitare. E, se tutto va bene, ad ottobre inizierò il servizio civile.”

Zero vacanze post maturità, allora?

“Sì, nessuna vacanza. Ma è il prezzo da pagare se voglio rimettermi in carreggiata. In più voglio sfruttare questo tempo per dedicarmi ad un lavoretto estivo e pensare al mio futuro universitario. Non voglio rinunciare allo studio. Nonostante il mio amore per il karate, ho anche molti interessi e non voglio abbandonarli, voglio avere anche una base culturale solida, non solo sportiva.”

matilda pulega

Come è stata la ricerca dello sponsor?

“Lunga. È arrivato non da tantissimo, è stata una bella sorpresa perché dopo quasi 8 mesi che lo stavo cercando, ho finalmente trovato un ottimo sponsor che mi accompagnerà nella mia scalata verso le Olimpiadi, ABenergie. Sono felice perché credono in me e mi spronano a dare il massimo. E io voglio darci dentro per non deludere le persone che mi sostengono, il mio sponsor, la mia famiglia che mi ha sempre incoraggiato in tutto e i miei amici di karate che hanno condiviso il percorso con me sin dall’inizio e hanno sempre compreso la difficoltà di studiare e, contemporaneamente, intraprendere uno sport a livello agonistico.”

matilda pulega

Matilda Pulega alle Olimpiadi. Come vedi questo futuro?

“Non posso negare che ci penso sempre. Tutti i giorni mentre mi alleno e faccio la dieta, penso sempre che tutto questo impegno mi porterà, forse, alla vittoria. Io non smetto di crederci e di sognarlo. Dopo essermi allenata vedo gli allenamenti dei grandi del karate e degli avversari. Ce ne sono alcuni, specialmente in Francia e Croazia, che sono delle macchine da guerra e io imparo molto guardandoli, spronandomi, ogni giorno, a fare sempre di più. Nonostante la fatica, le rinunce, le sconfitte, le ingiustizie, il dolore fisico – per ora, una lussazione all’anca e il naso spaccato più volte – voglio continuare, andare avanti e non perdere di vista il mio obiettivo: vincere e portare alto il nome del Karate, perché, anche se molto è cambiato, in Italia il calcio continua a rimanere sport indiscusso a scapito di tutti gli altri.”

Non ci resta che fare un grandissimo in bocca al lupo a Matilda e incrociare le dita per lei, aspettando di vederla a Tokyo 2020!

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