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Frate e abusi su minore: inchiesta a Bergamo, una settimana dopo i giornali

Un particolare non da poco ai fini dell'indagine. Difficile ora scovare altri possibili episodi simili commessi dal religioso

È stato trasmesso alla Procura di Bergamo martedì 24 luglio il fascicolo d’indagine sulla vicenda legata ai presunti abusi sessuali compiuti da padre Antonio Zanotti, fondatore della comunità “Oasi 7” di Antegnate, ai danni di un minorenne straniero ospite della struttura.

Il caso era scoppiato martedì 17 luglio, in seguito a un articolo riportato dal Corriere della Sera. Stando a quanto riportato dal giornale, la documentazione, con filmini e foto a luci rosse dei presunti abusi, è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria del Vaticano e della Procura di Roma.

Il materiale arriva così a Bergamo, per competenza territoriale, una settimana dopo la diffusione della notizia sulla stampa. Un particolare non da poco ai fini dell’indagine. Il pubblico ministero Davide Palmieri, incaricato dell’inchiesta, difficilmente potrà dimostrare altri possibili episodi simili commessi dal religioso all’interno della struttura in cui operava, in quanto ogni eventuale prova nel frattempo può essere stata occultata. Così come, altri possibili soggetti coinvolti, sono venuti a conoscenza dell’inchiesta e quindi possono essersi messi al riparo.

La presunta vittima ha raccontato di essere stato costretto a diventare l’amante del frate cappuccino, di essere stato minacciato e picchiato quando aveva deciso di scappare per sottrarsi a “un’esperienza terribile per cui ho anche tentato di togliermi la vita”. Per questo motivo, assistito dall’avvocato Laura Sgrò, ha deciso di rivolgersi ai vertici della Santa Sede e alla magistratura, romana. Ma non sarebbe l’unico: pare che altri due giovani abbiano già depositato presso lo studio Bernardini De Pace la propria testimonianza. E non sarebbe l’unico: altri due giovani avrebbero già depositato presso lo studio Bernardini De Pace la propria testimonianza e sono pronti a parlare con i pm e con le autorità ecclesiastiche.

Nel frattempo padre Zanotti è stato rimosso dall’incarico e trasferito in una comunità protetta in un luogo segreto. Nei giorni scorsi sul caso era intervenuta la Curia provinciale dei frati Minori Cappuccini della Lombardia: “Con riferimento ai fatti contestati al nostro confratello fra Antonio Zanotti, che ci giungono inaspettati e che sono stati riportati dalle principali testate, comunichiamo che in attesa degli esiti delle indagini vogliamo esprimere la vicinanza alle persone coinvolte nella vicenda, mentre da parte nostra assicuriamo che sono già state avviate le procedure canoniche richieste in questi casi.

Precisiamo che il ruolo di assistente spirituale all’interno della “Cooperativa Rinno- vamento” e delle realtà ad essa legate è stato svolto da fra Antonio a titolo personale e che, per questo, risiedeva da più di trent’anni al di fuori delle nostre comunità conventuali”.

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