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Distretto del commercio: "Vogliamo rilanciarlo per il bene della città" - BergamoNews
Nicola viscardi

Distretto del commercio: “Vogliamo rilanciarlo per il bene della città” video

Nicola Viscardi, uno dei titolari dall'Ottica Skandia di Borgo Palazzo, è il nuovo presidente del Duc, il Distretto urbano del commercio di Bergamo.

Per i suoi 27 anni è giovane, ma vanta già esperienza nelle associazioni di categoria. Nicola Viscardi, uno dei titolari dall’Ottica Skandia di Borgo Palazzo, è il nuovo presidente del Duc, il Distretto urbano del commercio di Bergamo. Viscardi succede a Roberto Ghidotti, che insieme a Filippo Caselli, entrambi espressione delle Associazioni di categoria, aveva gestito negli ultimi due anni i progetti del distretto.

Un distretto che raccoglie tra il centro, Borgo Santa Caterina, Borgo Palazzo e Città Alta oltre 1.600 esercenti. Un forza economica diffusa sul territorio.

Come ha accolto questa nuova nomina? 
“Sono molto contento di questo passaggio di consegne, il commercio cittadino viene di nuovo rappresentato da un commerciante. Ringrazio Ghidotti e Caselli per il loro operato, ora però è giusto che i commercianti si prendano questo impegno in prima persona”.

Quali sono le priorità per il commercio a Bergamo?
“Innanzitutto c’è il tema della riqualificazione urbana. Un bel negozio non è solamente un’attività commerciale, ma un punto di riferimento, un presidio, un locale per socializzare, può dare prestigio persino all’edificio che occupa.  Ora puntiamo alla riqualificazione di una via importante di Bergamo come via Tiraboschi, anche se nei nostri impegni ci sarà un’attenzione diffusa su tutta la città. Poi servono appuntamenti ed eventi culturali che ci vedano partner, solamente così ci caratterizziamo come negozi del centro, offrendo una proposta alternativa e credibile”.

Il commercio sta cambiando. Non teme che gli acquisti on line minino il vostro settore?
“Gli acquisti on line sono la normalità in paesi come gli Usa, in Italia contano per circa il 5%. Non credo sia un fenomeno che possa colpire il commercio italiano, anche con il tempo prenderà sempre più piede. Va bene la connessione, ma è la relazione con il cliente che fa la differenza. Il consiglio, il suggerimento, l’attenzione sono parametri che Internet e i social non possono trasmettere. I commercianti di oggi devono unire tradizione e avanguardia. Instagram, Facebook… sono solamente dei veicoli per la connessione, ma la vera differenza la fa la relazione in negozio”.

È favorevole alle aperture sette giorni su sette e per 24 ore su 24?
“Non credo che queste aperture portino dei vantaggi, i clienti e il budget sono rimasti quelli. Sarebbe più opportuno mettere delle chiusure o delle limitazioni, in particolare la notte e nei piccoli centri”.

 

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