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Consiglio comunale: minoranze critiche sull’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati

Nel corso della seduta è stata affrontata anche la decisione dell'amministrazione di prender parte all'asta fallimentare per l'acquisto dell'ex convento delle Clarisse di Via Boccaleone

Accoglienza di minori stranieri non accompagnati ed ex convento delle Clarisse di Via Boccaleone: sono questi due dei temi affrontanti nel corso della seduta del Consiglio Comunale di Bergamo di lunedì 23 luglio.

A riaccendere la discussione sulla questione dell’ospitalità di minori stranieri non accompagnati è stata la delibera proposta dalla giunta per il riconoscimento di un debito fuori bilancio di 174.795 euro dovuto alle strutture di accoglienza nel corso dell’anno 2017.

“Delibera nata nell’anno 2017 per via dell’arrivo nella nostra città di un numero elevato di minori stranieri non accompagnati per i quali spetta una tutela. Nel corso dello scorso anno accolti 103 minori per un totale di 22778 giornate di presenza, con un incremento rispetto a 2016 di circa 7000 giornate dovute alla maggiore e continuativa presenza di minori nelle strutture – illustra l’assessore alle politiche sociali Maria Carolina Marchesi – Nel 2017 l’amministrazione comunale ha stipulato tre accordi di gestione con enti di strutture residenziali autorizzati per l’accoglienza di primo e secondo livello con canone agevolato che varia dai 55 euro a 57,50 euro pro capite giornalieri, ma per far fronte al numero di minori giunto nella nostra città si è reso necessario reperire tempestivamente fuori Bergamo e fuori provincia altre strutture idonee, con canoni che possono raggiungere sino a 112 euro. L’arrivo dei minori stranieri non accompagnati non è prevedibile: una volta giunta la segnalazione il Comune deve reperire loro una struttura di collocamento immediato. Nel corso dell’ultimo anno si evidenzia un numero significativo di minori stranieri non accompagnati giunti dalla Penisola Balcanica, che seguono un progetto di permanenza sino alla maggiore età, per cui anche se i minori sono in diminuzione anche nel 2018, il monte ore cresce: oggi sono accolti 50 minori di cui 27 provenienti da paesi balcanici. La spesa calcolata per le strutture non convenzionate nel 2017 è pari a 174.795,69 euro per cui occorre riconoscere talebdebito fuori bilancio”.

Sul tema critica la Lega, con gli interventi dei consiglieri Alberto Ribolla e Luisa Pecce: “Un plauso all’assessore per aver trattato con centri e ridotto in modo sensibile i costi a carico del comune di Bergamo, tuttavia serve una riorganizzazione del sistema visto che la situazione è diversa rispetto a quando i minori giungevano e lasciavano dopo pochi giorni le strutture. Ora ci si trova di fronte ad una situazione nuova, dove i minori arrivano per studiare e dove i cittadini bergamaschi  si trovano a pagare sino a due milioni di euro dei tre messi a disposizione, visto che una parte viene sostenuta dallo stato. Ci troviamo di fronte ad una nuova situazione in cui si deve accogliere, ma non bisogna dimenticare che non dobbiamo accogliere tutti: un conto è chi scappa da guerre, un conto chi arriva come turista dello studio”.

Critiche sulla mancanza di previsione in bilancio da parte della giunta invece Lista Tentorio e Forza Italia che si sono astenuti come hanno annuncuato Franco Tentorio e Gianfranco Ceci: “In alcuni casi i debiti fuori bilancio sono necessari, ma in questo caso si poteva prevedere”.

Altro tema affrontato durante la seduta è stato quello della proposta di partecipazione da parte del Comune di Bergamo all’asta fallimentare per l’acquisto dell’ex convento delle Clarisse, presentato dall’assessore alla riqualificazione urbana Francesco Valesini che ha sottolineato l’importanza dell’intervento per la risoluzione di una situazione di degrado sentita dagli abitanti del quartiere: “L’edificio in questione ha avuto una storia travagliata e complessa. Nel 2004 fu firmato un accordo di programma per la riqualificazione dell’area e la creazione di circa quaranta alloggi. Ma la società concessionaria è fallita. E si sono succedute diverse aste andate a vuoto. Per dare risposta a una situazione che non troverebbe altra soluzione, si è giunti alla scelta di proporre un’offerta non superiore ai  250.000 euro e di procedere all’immediata demolizione in caso di acquisto”.

Perplessità dalle minoranza, in particolare dal capogruppo di Lista Tentorio Danilo Minuti: “Un’operazione che non mi convince: non capita tutti i giorni che un’amministrazione compri all’asta un edificio. Oltre a ciò si tratta di un’area marginale, nei pressi di un cavalcavia, già rifugio di senza tetto e malintenzionati che in caso di demolizione diverrebbe loro più appetibile. Un altro aspetto è quello della mancanza di un progetto: si rischia di spendere dai 400.000 ai 450.000 per un’area di cui non si conosce ancora il destino”.

Dubbi anche da parte dell’esponente di Sinistra Unita per Bergamo Emilia Magni: “Siamo di fronte ad un edificio abbandonato, in stato avanzato degrado, divenuto rifugio per senza tetto e vagabondi. Demolendo la struttura non si risolve il problema, non essendo da una parte l’unica area a Bergamo in una situazione del genere, dall’altra essendo posta nei pressi una struttura quasi conclusa chiamata “Atalanta” poiché avrebbe dovuto divenire la sede di una scuola calcio della società sportiva e che presenta gli stessi problemi.  Con la demolizione l’area dell’ex convento diverrà una zona incolta, che, considerate altri casi presenti in città, si rischia di non risolvere il problema”.

A rassicurare i consiglieri è stato lo stesso assessore Valesini, il quale si è detto disponibile ad altre soluzioni: “Se ci saranno sviluppi diversi nelle prossime aste ci confronteremo con gli acquirenti.  Ad ora l’unica soluzione è l’acquisto con demolizione: non abbiamo intenzione di spendere tre milioni per la riqualificazione”.

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