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Decreto Dignità, Benigni: “A rischio 44mila lavoratori bergamaschi”

Il deputato azzurro: "Abbiamo presentato 268 emendamenti con i quali faremo battaglia in Parlamento"

A più di 45 giorni dall’emanazione del Decreto Dignità da parte del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, Forza Italia interviene sulla proposta del governo.

Ne parla il deputato Stefano Benigni che, senza perdere tempo, dichiara che il Decreto preso in considerazione presenta “ben pochi aspetti positivi” e che, invece di facilitare lavoratori e datori di lavoro, “creerà un divarico ancora maggiore tra i due aspetti dell’economia del paese”.

Nonostante la presa di posizione, Forza Italia si dice più che disponibile, una volta in parlamento, a “tappare” le falle trovate nel Decreto, concretizzando ciò che dal partito oppositore è visto come un mero atto di propaganda da parte del governo.

Benigni parla delle diminuzioni di proroga che, a detta sua, qualora il decreto andasse a buon fine, potrebbero togliere il lavoro a circa “44 mila lavoratori bergamaschi assunti a tempo determinato, giunti ormai al termine dei due anni di rinnovo previsti come limite dall’atto normativo di Di Maio, facilitando, così, l’assunzione di dipendenti in nero”.

Le proposte di miglioramento da parte di Forza Italia comprendono la reintroduzione dei Voucher per regolarizzare una serie di lavori come nel settore agricolo, alberghiero e quello turistico che necessitano di una regolarizzazione e una facilitazione nei pagamenti può agili.

Un altro obiettivo di Forza Italia sarebbe quello di eliminare i famosi 80 euro di Renzi, risanando così i 10 miliardi che si verrebbero a formare e investendo in un corposo taglio del cuneo fiscale a partire dalla decontribuizione totalmente i neo-assunti per i primi 5 anni, favorendo la nascita di contratti a tempo indeterminato anche per i giovani.

Per quanto riguarda le delocalizzazioni, il discorso del consigliere comunale verte sul volerle evitare, facendo in modo che sia il ministro dello sviluppo che i rappresentanti dei rapporti sociali analizzino le ragioni dello spostamento di un azienda, prima che questo avvenga, negandone il permesso nel caso le ragioni siano legate alla ricerca di un costo del lavoro minore rispetto a quello italiano.

Favorevole al voler diminuire drasticamente il numero di famiglie ridotte alla povertà a causa della ludopatia, Benigni, annuncia che, in ogni caso, eliminare ogni pubblicità legata al gioco d’azzardo comporta dei costi considerevoli. Forza Italia quindi si domanda se Di Maio voglia rinunciare a delle entrate dello stato per salvare le famiglie italiane o se stia semplicemente cercando di creare uno slogan per il suo partito.

Mentre si sta dibattendo riguardo l’argomento Voucher, riguardo l’argomento degli studi di settore che il ministro Di Maio ha promesso di eliminare, nel decreto invece vediamo che il redditometro verrà solamente aggiornato, che lo spesometro verrà prorogato fino al 29 febbraio del 2019, non comportando nessun cambiamento significativo. Mentre sul fronte dello Split Payment, Forza Italia proporrà il pagamento immediato della pubblica amministrazione verso le imprese che vantano un credito nei confronti dello Stato.

Alcuni altri emendamenti di Forza Italia, tra i 268 proposti, riguardano l’estensione della tassazione al 15% da 30 mila fino a 50 mila euro per le Partite Iva e per i lavoratori autonomi.

Nel pomeriggio di lunedì 23 luglio inizierà in Parlamento l’iter riguardante i 1000 emendamenti proposti dai diversi partiti che durerà fino a giovedì. Vi parteciperà anche l’onorevole Stefano Benigni, mentre da giovedì prossimo in poi, in Aula si terrà il dibattito generale riguardante il Decreto Dignità.

Forza Italia dichiara che potrebbe astenersi al voto, nel caso in cui si dovessero trovare degli accordi, se, invece, i 268 emendamenti dovessero venire ignorati, si schiereranno in opposizione al primo atto governativo del nuovo governo.

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