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Caso Foppolo, l’ex ministro Lupi interrogato per 40 minuti in Procura foto

L'ex titolare delle Infrastrutture è arrivato attorno a mezzogiorno in piazza Dante: sarebbe stato convocato come semplice persona informata sui fatti dopo che il suo nome era emerso nell'interrogatorio dell'ex vicesindaco di Carona, Mauro Arioli

L’ex ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi, nella mattinata di lunedì 23 luglio, ha fatto tappa in Procura a Bergamo per essere sentito nell’ambito dell’inchiesta su Foppolo e Brembo Ski, che ha portato all’arresto di tre persone, compreso l’ex sindaco Giuseppe Berera, tornato ai domiciliari venerdì scorso dopo 27 giorni di carcere.

Che cosa c’entra con Foppolo? Lupi sarebbe stato convocato come semplice persona informata sui fatti, dopo che l’ex vicesindaco di Carona, Mauro Arioli, aveva parlato agli inquirenti di alcune cene tra Berera e persone gravitanti nell’orbita di Comunione e Liberazione, citando tra i presenti l’ex ministro, ma anche l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni e l’ex assessore regionale Marcello Raimondi: entrambi hanno già fatto tappa in piazza Dante il 6 luglio scorso.

Lupi, oggi deputato, è arrivato in piazza Dante intorno alle 12, a bordo di un’Audi color grigio. Il colloquio con gli inquirenti si è concluso dopo 40 minuti.

Davanti al procuratore Walter Mapelli, al pm Gianluigi Dettori e gli uomini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, avrebbe spiegato di avere visto Berera durante un incontro pubblico tenutosi con altri sindaci delle valli bergamasche, nel 2014 (altri incontri tra i due, al momento, non risulterebbero nemmeno agli inquirenti). E di quelle cene raccontate da Arioli? Sarebbero solo alcune delle tante che compongono l’agenda di un politico. Lupi non può escludere di avervi partecipato, magari sedendo al tavolo con l’ex sindaco (di Arioli, tuttavia, avrebbe detto di non avere alcun ricordo).

Titolare delle Infrastrutture durante il biennio 2013-2015, Lupi aveva modificato la normativa sulla “scadenza di vita tecnica” per gli impianti di risalita grazie ad un emendamento contenuto nel decreto “Sblocca Italia”, finalizzato a cancellare i limiti massimi oltre ai quale un impianto non poteva più essere rimodernato ma andava necessariamente sostituito. Anche di questo ha parlato agli inquirenti: “Serviva a dare una mano alle piccole stazioni sciistiche – si è limitato a commentare una volta uscito dagli uffici della Procura -. Non conosco i contenuti dell’inchiesta, ho semplicemente aiutato gli inquirenti”.

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