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Perché il caso di Maedeh, 18enne iraniana, fa riflettere le giovani italiane

Maedeh in Iran non può essere come me o voi, ma se voi foste nella sua situazione, cosa avreste fatto? Avreste rinunciato al mostrare la vostra identità per paura della società in cui vivete?

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Quante volte siete andate a ballare? Quante volte avete organizzato una serata con i vostri amici, chiedendo alle vostre amiche come si vestissero, chi guida e chi può bere quella serata? Quante volte avete postato un video su Instagram o su Facebook mostrandovi mentre ballate da sole o in compagnia? La risposta è “spesso”, immagino, perché è normale per noi poter ballare, mostrarsi sui social per come si è, per come si vuole apparire: col passare degli anni e col passare soprattutto dello sviluppo tecnologico, siamo sempre più in grado di mostrare alla società come siamo realmente, i nostri pensieri, la nostra spensieratezza, le nostre amicizie, gli amori… possiamo lasciare il segno della nostra identità senza filtri, ma se ora vi dicessi che questo non è più possibile?

Come reagireste se vi dicessi che non potete più mostrarvi mentre ballate col ventre scoperto? Cosa fareste se uno stato, un’intera nazione, vi imponesse di indossare un velo senza che voi troviate la vostra identità in quell’elemento così importante per la vostra società? Queste domande non sono così banali come potrebbero sembrare inizialmente, perché è vero, noi viviamo in Italia, siamo liberi di poter trovare la nostra identità e di mostrarci senza avere restrizioni legali o penale da parte del nostro governo, ma purtroppo non ovunque è così.

Maedeh Hojabri è una giovane iraniana di 18 anni con un account Instagram con migliaia di Follower a cui mostrava sé stessa senza velo e in alcuni casi col ventre scoperto mentre ballava nella propria stanza. Se questa situazione fosse accaduta in Italia non ci sarebbe nulla di male, nulla di sbagliato, ma in questo caso non siamo in Italia, ma in Iran e questa ragazza sarebbe potuta essere una vostra amica, vostra sorella, una vostra compagna di scuola. È stata portata in carcere per aver mostrato al mondo dei social la sua identità, ciò che le piace fare, la sua passione e per questo è stata messa sotto il giudizio della polizia perché ritenuto inaccettabile, una donna non può mostrarsi senza velo e non può di certo mostrare il suo corpo. Ora lei sta bene, è stata liberata su cauzione con l’accordo che non rilasci interviste, ma le hanno ricordato che lei non può essere tutto ciò che vuole, non può essere una semplice ragazza spensierata che posta un video in cui balla.

Non le è permesso, perché anche la libertà delle persone, piccole cose che noi diamo per scontato, altrove non esiste, vengono fatti confini ben definiti su ciò che puoi fare o non fare, su ciò che puoi essere o non puoi essere. Maedeh in Iran non può essere come me o voi, ma se voi foste nella sua situazione, cosa avreste fatto? Avreste rinunciato al mostrare la vostra identità per paura della società in cui vivete?

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