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Brembo Ski, ecco il bando da 7 milioni: prima asta l’11 settembre

I curatori fallimentari, qualora non dovessero pervenire offerte, daranno vita al terzo esercizio provvisorio e assicurano: "Abbiamo parlato col commissario di Foppolo, c'è la volontà di riunire il comprensorio"

È il 24 febbraio 2017 quando la Brembo Super Ski fallisce. Un anno e mezzo dopo, la società degli impianti si prepara a cedere i suoi beni e rassicurare i creditori.

Nel pomeriggio di mercoledì 11 luglio i curatori Anna Maria Angelino, Alberto Carrara e Federico Clemente hanno reso noti i dettagli dell’atteso bando. Che si configura doppio: la prima parte, quella senz’altro più corposa, riguarda la vendita dei beni dell’azienda e comprende in primis le piste e le seggiovie di Carona (Alpe Soliva, Conca Nevosa e Valgussera). E ancora l’impianto per la neve artificiale tra Foppolo e Carona (“abbiamo da poco chiuso l’accordo con Unicredit Leasing per l’acquisto”, fanno sapere i curatori), un terreno da 16 mila metri quadri a valle dell’Alpe Soliva (per il 50% edificabile), oltre a mezzi e attrezzature necessarie per il funzionamento degli impianti. Base d’asta: 6 milioni e 954 mila euro. La prima, salvo imprevisti, è fissata per martedì 11 settembre.

“Siamo disposti ad accettare offerte con una riduzione non superiore al 25%“, spiegano i curatori. Ciò significa che, nel momento in cui dovesse arrivare un’offerta non inferiore a 5,2 milioni, valuteranno l’ipotesi di prenderla in considerazione. E se la prima asta dovesse andare deserta? “Ne faremo una seconda a fine ottobre a partire da 5,2 milioni”, valutando quindi offerte dai 3,9 in su. Se anche questa dovesse andare a vuoto “ci accingeremo a fare il terzo esercizio provvisorio – ribadiscono -. Quel che è certo è che gli impianti riapriranno”.

A tal proposito, il secondo bando e la seconda asta riguardano invece la vendita di beni secondari, suddivisi in 14 lotti: in parte terreni e appartamenti, comprende anche la seggiovia biposto sul Piazzale degli Alberghi a Foppolo e la telecabina acquistata in seconda mano da Corvara nel 2013 (mai montata e ancora senza le necessarie autorizzazioni). Per quest’ultima il prezzo di vendita si aggira intorno ai 600 mila euro.

Il futuro degli impianti

Se non dovessero arrivare offerte – come hanno già spiegato i curatori fallimentari – gli impianti ripartiranno. Ma con quali modalità? “Abbiamo parlato con il Commissario prefettizio di Foppolo (Letterio Porto, ndr). L’intenzione è quella di riunificare la gestione del comprensorio – assicurano -. Se dovessimo imbarcarci in un altro esercizio provvisorio, le tariffe saranno quelle dello scorso anno” (guarda qui). Inoltre, “nel bando di fine ottobre inseriremo una clausola per garantire quelle attuali”, concludono sempre i curatori. Se al timone degli impianti ci saranno ancora loro, Vittorio Salusso sarà riconfermato nei panni di direttore generale.

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