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Dura lettera delle minoranze in Consiglio: “Caro presidente, non ci fidiamo più”

Stefania Pellicano (Capogruppo Partito Democratico) e Damiano Amaglio (Capogruppo Lista Civica Albatro) scrivono al presidente del Consiglio Comunale Giampaolo Volpi: "Lunga lista di errori. Le nostra paure fondate"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che gli esponenti di minoranza Stefania Pellicano (Capogruppo Partito Democratico) e Damiano Amaglio (Capogruppo Lista Civica Albatro) hanno inviato al presidente del Consiglio Comunale di Seriate, Giampaolo Volpi.

Egregio Presidente del Consiglio Comunale di Seriate Giampaolo Volpi, le scriviamo queste righe condividendole coi colleghi d’aula ed i cittadini che vorranno dedicarvi qualche minuto del loro tempo.

In quest’ultimo mandato amministrativo (iniziato nell’estate 2014) i rapporti tra le minoranzee la sua Presidenza sono stati tutt’altro che sereni, a tratti anche molto duri. Ora, le colpe non stanno mai tutte dalla stessa parte, e forse anche noi abbiamo messo del nostro per non farci amare dalla maggioranza che a suo tempo l’ha così poco convintamente eletta, tuttavia riteniamo che lei si sia molto applicato nello scavare il baratro istituzionale in cui si trova. Le sue più recenti scelte hanno davvero portato ad un punto di non ritorno e di profonda sfiducia verso il ruolo di garanzia che ricopre.

Lei siede su quella poltrona retribuita dal 2004, dovrebbe condurci quasi per mano muovendosi con sapienza nelle pieghe delle procedure, coordinando i lavori con l’autorevolezza della sua profonda esperienza. Appunto, dovrebbe…

Sia chiaro, che lei scelga di non valorizzare politicamente la sua posizione (tutt’altro che notarile, se solo lo volesse) è affar suo, diventa invece affar (anche) nostro se utilizza il vessillo della presidenza come una clava contro le minoranze ad ogni passaggio consiliare delicato.

Le regole si rispettano, caro Presidente Volpi, perché la forma è sostanza. La lista dei suoi errori è lunga, ci limitiamo alle ultime due perle. In primis l’approvazione del
Rendiconto 2017 in seduta di seconda convocazione, dopo averlo discusso (ma non votato) in prima per mancanza in aula dei Revisori dei Conti. Non ci vuole un giudice costituzionale per capire che se la prima convocazione è nulla non può esistere la seconda…

L’ultimo suo cameo è però del 26 giugno scorso, quando ha potuto condurre il Consiglio Comunale solo grazie alle minoranze che hanno assicurato il numero legale (a causa delle proprie numerose assenze la maggioranza non era autosufficiente). In quell’occasione avete messo in votazione (e ci stava) l’immediata eseguibilità della seconda variazione al bilancio previsionale 2018-2020 nonché Assestamento generale di bilancio, verbalizzandone però l’approvazione benché mancasse il quorum previsto dal Testo Unico Enti Locali (art.134, IV comma). Parliamo del Tuel, la “Bibbia” dell’amministratore pubblico, non di un codicillo nascosto del regolamento del Comune di Vattelappesca.

Per questo quelle che prima erano delle preoccupazioni sfumate ora sono divenute paure fondate: a Seriate esiste un problema serio di gestione dell’Ufficio di Presidenza, una carenza oggettiva nel supporto all’attività d’aula. Sorge spontanea una domanda, a questo punto: ma è lei che non ama farsi aiutare, o è la parte tecnica che la circonda ad essere talmente impegnata in altro da non potersi dedicare con costrutto all’attività consiliare? Delle due l’una, tertium non datur. Perché le alternative sarebbero l’incompetenza, la strumentalità o la superficialità del vostro agire, ma a queste non vogliamo nemmeno pensare…

Allarghiamo il discorso, gentile Presidente, per cercare di capire. La recente vita amministrativa di Seriate ha visto operare 6 segretari comunali (6 in soli 9 anni!), lei non
crede esista un problema di stabilità, di continuità nella gestione della macchina amministrativa? A chi giova e cosa provoca una tale ecatombe? E non ci dica che si può andare avanti lo stesso e che non sia indispensabile e decisiva una figura dirigenziale che costa al contribuente oltre 100 mila euro l’anno…

Noi, oggi, non ci fidiamo più, e non potrebbe essere altrimenti: è stata verbalizzata un’approvazione illegittima, applicando una procedura straordinaria (e già per questo
suscettibile di particolare attenzione) con l’approssimazione di chi considera l’attività d’aula un’inutile sovrastruttura, una perdita di tempo retorica senza sostanza. La gravità, in questo caso, non sta negli effetti specifici ma nello svilimento della credibilità dell’Ente e dell’organo rappresentativo, messi alla berlina davanti a tutta la cittadinanza: avete inviato quel verbale via newsletter a migliaia di contatti! Complimenti.

Non le chiediamo di dimettersi, anche perché non è questo il canale corretto per farlo. Resti pure in sella, si tenga l‘indennità se quella è il problema, ma per favore si occupi d’altro per l’anno che manca alla fine del mandato e lasci fare ad altri. Si prenda una bella vacanza: dopotutto, dopo 19 anni di onorato servizio, se la sarebbe anche
meritata.

Stefania Pellicano, Capogruppo Partito Democratico
Damiano Amaglio, Capogruppo Lista Civica Albatro

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