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“Vanzina, quel regista gentile che mi mise a mio agio sul set” foto

Ghislandi e Carlo Vanzina lavorarono insieme per la prima volta nel film "I mitici, colpo gobbo a Milano". "Un antidivo in un mondo dove divismo ed arroganza la fanno da padroni"

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“Mi sembra ieri quando, nell’autunno del 1994, ricevetti la telefonata di Carlo Vanzina in persona. Ero emozionato mentre ascoltavo la parlata con accento romanesco del famoso regista che mi aveva scelto per un importante ruolo nel film I mitici, colpo gobbo a Milano“.

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A parlare è Pietro Ghislandi. L’attore bergamasco, con Vanzina, ha lavorato per la prima volta sul set a metà degli anni Novanta. “Con un tono di voce pacato e gentile mi disse che aveva bisogno di un attore lombardo per il ruolo del tecnico informatico, di nome Colnaghi, che svelava le password di una cassaforte a due rapinatori romani: Claudio Amendola e Ricky Memphis – racconta Ghislandi -. La telefonata durò solo qualche minuto perché Enrico Vanzina, come fanno i grandi registi, mi congedò dicendomi: ‘Ti lascio assoluta libertà di interpretazione per personalizzare il personaggio che interpreterai'”.

Dopo la breve telefonata, “la soddisfazione professionale di essere nel cast di un film-commedia importante mi diede lo stimolo e l’energia per creare il personaggio Colnaghi rendendolo claudicante – rivive l’attore bergamasco -. L’idea di un tecnico informatico che si alza dalla sedia del suo computer e cammina zoppicando – confessa – piacque tantissimo a Vanzina”.

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Ghislandi ripercorre anche il primo giorno di lavoro sul set, a Cinecittà: “Quando il mio nervosismo e la tensione del debutto vennero smorzati dall’accoglienza di un regista gentile che, come un grande ‘signore’ del cinema mi disse ‘Grazie per essere venuto fino a Roma dalla tua Bergamo, ma avevo bisogno di un bravo attore lombardo’. Le sue parole mi dettero una forte carica per esprimere tutto il mio talento, visto che, sul set del film dovevo recitare con artisti di fama nazionale come Monica Bellucci che sarebbe poi diventata un’attrice di portata internazionale”.

“Il film – aggiunge Ghislandi – ebbe un grande successo di critica e di pubblico e mi diede la possibilità di essere ingaggiato di nuovo da Carlo Vanzina nel 2005 per la fiction di Canale5 “Ciclone in famiglia” e, nel 2009 per un piccolo ruolo nel film-commedia “Estate ai Caraibi”. Il mio ricordo professionale di un regista del cinema italiano è anche il ricordo di un uomo gentile, rispettoso, antidivo, sempre in coppia con il fratello Enrico, persona discreta come lui. In un mondo del cinema dove divismo ed arroganza la fanno da padroni – conclude – ci ha lasciato una persona modesta e gentile. Un vero “signore” del cinema italiano”.

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