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Albano e gli Alpini piangono “Gigi”, morto in moto sulle strade del Trentino foto

Luigi Cremaschi, 46 anni, era titolare di un'officina e faceva parte del Gruppo Alpini. Il sindaco: "Era il mio meccanico personale. Un gran lavoratore, ma soprattutto un ragazzo d'oro"

Quella che doveva essere una normale gita fuori porta si è trasformata in dramma per Luigi Cremaschi, il 46enne che domenica 8 luglio ha perso la vita sulle strade della Val Venosta, in provincia di Bolzano.

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio, intorno alle 15 nelle vicinanze di Laudes: piccola frazione di montagna a 970 metri sul livello del mare. Il motociclista bergamasco, a bordo del suo scooter Yamaha, stava percorrendo una strada asfaltata quando al momento di affrontare una curva avrebbe perso il controllo della due ruote, andando a sbattere contro la segnaletica stradale.

Le sue condizioni – fanno sapere i soccorritori – sono parse sin da subito critiche, tanto da richiedere l’intervento in elicottero dell’Aiut Alpin. Trasportato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Merano, è deceduto in tarda serata a causa dei traumi e delle ferite riportate.

Luigi Cremaschi, per gli amici “Gigi”, viveva ad Albano Sant’Alessandro dov’era titolare di un’officina di autoriparazioni e da vent’anni faceva parte del Gruppo Alpini. In via San Giovanni Bosco, a due passi dall’officina che portava avanti con il papà Angelo, conviveva con la compagna Vittoria.


“Era entusiasta del campo scuola che avremmo fatto a fine luglio per i ragazzi e le ragazze dalla quarta elementare alla terza media – racconta l’amico Daniele Bernabei, portavoce del Gruppo Alpini -. Proprio venerdì sera (2 luglio, ndr) alla riunione del consiglio aveva ribadito la sua disponibilità a dare una mano. Da poco aveva comprato il nuovo scooter e da circa un anno coltivava la passione per le gite in moto con gli amici”. Gli stessi con i quali, insieme al fratello Omar, stava condividendo le bellezze dell’Alto Adige.

Anche il sindaco di Albano Sant’Alessandro, Maurizio Donisi, lo conosceva bene: “Era il mio meccanico personale. Un ottimo lavoratore ma soprattutto un ragazzo d’oro – commenta affranto -. Lo incontravo spesso all’adunata degli alpini e lo vedevo sempre in sella a uno scooter”, la sua passione. “Circa un anno fa – aggiunge il sindaco – avevamo festeggiato insieme il centesimo compleanno della nonna. Erano molto legati”.

I genitori e il fratello di Luigi Cremaschi si trovano a Merano. Martedì l’ospedale dovrebbe dare il nulla osta al trasferimento della salma.

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