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Abdelhakim, 19 anni e promessa dell’atletica bergamasca: “Aspetto la cittadinanza” foto

Abdelhakim Elliasmine, mezzofondista di origine marocchina dell’Atletica Bergamo ‘59 e residente a Brembate Sopra, racconta il proprio sogno di vestire la maglia azzurra

L’atletica bergamasca sta vivendo un periodo importante per la propria storia che, dopo anni di transizione, sta osservando ora la nascita e la crescita dei propri talenti. Molti di loro ora sognano la maglia azzurra ed uno di questi è Abdelhakim Elliasmine, diciannovenne mezzofondista di origine marocchina in forza all’Atletica Bergamo ’59, ma da dieci anni residente in provincia di Bergamo (otto anni a Ponte San Pietro e da due a Brembate Sopra) ed in attesa di ottenere la cittadinanza italiana.

Abdelhakim Elliasmine, perché si è innamorato dell’atletica leggera?

“Ho iniziato da bambino in Marocco quando vedevo componenti di club di atletica leggera allenarsi e correre durante le gare e lì ho capito che questo sport mi piaceva. Arrivato in Italia, mio padre ha deciso di iscrivermi alla Polisportiva Brembate Sopra con la quale nei primi due anni da esordiente ho gareggiato nella marcia, mentre in seguito ho provato diverse specialità che compongono l’atletica, fra le quali il mezzofondo, disciplina in cui mi sono specializzato da cadetto ed in cui ho deciso di gareggiare esclusivamente, vincendo il campionato italiano dei 2000 metri cross a Borgo Valsugana nel 2014”

Come anticipato lei è stato campione italiano di cross, ma anche su pista. Se dovesse scegliere, quale specialità preferisce?
“Gareggio sia in pista che su strada che nel cross, tuttavia preferisco la pista perché è il mio ambiente”

Tornando alla sua storia, lei è nato in Marocco ed è giunto in Italia dieci anni fa, tuttavia non ha potuto esser convocato in Nazionale. Per quale motivo non ha ancora potuto vestire la maglia azzurra ?
“Il prossimo luglio saranno dieci anni dal mio arrivo in Italia visto che sono giunto qui nel luglio 2008. Una volta raggiunti i dieci anni potrò richiedere la cittadinanza ed una volta ottenuta esser convocato in nazionale”

L’impossibilità di esser convocato in nazionale quanto ha pesato sulla sua carriera ?
“Mi sarebbe piaciuto esser convocato in nazionale e fare esperienza con essa, tuttavia questa attesa mi carica e mi da’ la possibilità di allenarmi in maniera tale da esser al meglio una volta che avrò la cittadinanza e potrò esser convocato”

Siccome sono numerosi gli atleti in Italia che non possono ottenere la convocazione per il suo stesso motivo nonostante vivano nel nostro paese da anni, secondo lei quale modifiche potrebbero esser fatte alla legislatura in vigore ?
“Senza dubbio occorrerebbe ridurre il numero di anni di attesa prima di ottenere la cittadinanza, in particolare per chi svolge attività sportive a livello agonistico. Con ciò non significa dare nell’immediato la cittadinanza, ma almeno porre limiti di tempo più brevi come un numero minimo di educazione scolastica”

Tornando alla sua carriera, lei ha iniziato la propria carriera con la Polisportiva Brembate Sopra. Quali insegnamenti le hanno lasciato in funzione della sua carriera ?
“Mi hanno insegnato molte tecniche, trasmettendomi tutta la loro esperienze già tornatami utile nel corso delle gare che ho disputate”

Se dovesse scegliere un personaggio a cui ispirarsi, quale sceglierebbe ?
“Se dovessi scegliere, mi piacerebbe ispirarmi a Said Aouita, campione olimpico e del mondo nei 5000 metri e detentore di diversi record del mondo su diverse distanze; ed a Hicham El Guerrouj, in grado di ottenere il record del mondo sui 1500 metri nel 1998”

Lei ha già vinto diversi titoli italiani nei 3000 e nei 1500 metri. Se dovesse scegliere una gara da vincere in futuro, quale preferirebbe ?
“Se fosse possibile mi piacerebbe vincere i campionati del mondo sui 1500 metri, ma anche le Olimpiadi non sarebbero male, sperando sempre di arrivarci”

In conclusione, l’atletica leggera italiana ha vissuto negli ultimi anni alcune difficoltà. Secondo lei, quale sarà il futuro italiano di questo sport, in particolare nel mezzofondo ?
“Abbiamo passato un periodo dove il livello era basso in tutte le specialità, ora ci sono giovani che stanno crescendo come Filippo Tortu, che grazie al suo record sui 100 metri, sta spingendo altri ragazzi. Nel mezzofondo c’è Yeman Crippa, che a livello internazionale ha già ottenuto importanti risultati”

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