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Castrare l’amico a quattro zampe, quando e come farlo: i consigli dell’esperto

In questi momenti è importante il parere del proprio veterinario curante che, più di chiunque altro, è in grado aiutare i proprietari nella scelta

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Quando un cucciolo entra in famiglia, soprattutto se di sesso femminile, è inevitabile che si arrivi a dover decidere se fare o meno la castrazione e quando affrontare l’intervento, prima o dopo il primo calore. In questi momenti è importante il parere del proprio veterinario curante che più di chiunque è in grado aiutare i proprietari a scegliere quando castrare il nostro amico a quattro zampe.

Nel maschio sia cane sia gatto la castrazione è una scelta spesso legata alla necessità di evitare comportamenti ben precisi come la marcatura del territorio, l’aggressività verso altri maschi e non ultimo la possibilità di accoppiarsi. In particolare i gatti che conducono una vita libera, quindi che possono muoversi nell’ambiente esterno, riescono a percorrere notevoli distanze, allontanandosi da casa e ingaggiando lotte con altri soggetti nella ricerca di una gatta femmina in calore. Non è raro che tornino dai loro padroni con gravi lesioni, correndo il rischio di contrarre malattie infettive non curabili. Anche l’aggressività che alcuni cani maschi manifestano verso altri maschi o nel controllo della loro abitazione, puo’ essere controllata e gestita meglio dopo la castrazione del soggetto.

Per la cagna e per la gatta l’asportazione delle ovaie, comunemente definita sterilizzazione, non è strettamente legata alla gestione di comportamenti non desiderati ma riveste una notevole importanza per la loro salute.

La letteratura, cioè tutti gli studi fatti negli ultimi decenni, ha dimostrato come la castrazione precoce permetta di prevenire numerose patologie a carico di tutto l’apparato riproduttore. Infatti rimuovendo le ovaie si interrompe completamente la produzione degli ormoni sessuali quali estrogeni e progesterone la cui attività puo’ essere causa di problemi come le infezioni uterine (per esempio la piometra), i tumori ovarici, i tumori a carico del canale vaginale e i tumori a carico della ghiandola mammaria. Queste patologie vengono diagnosticate quando la cagna, e più raramente la gatta, hanno raggiunto un’età avanzata e richiedono spesso una chirurgia d’urgenza su pazienti che si trovano in condizioni cliniche critiche. I casi più frequenti sono la piometra e i tumori mammari di notevole dimensione che spesso si presentano ulcerati e con fenomeni di infezione. Queste sono situazioni che possono essere affrontate solo attraverso l’intervento chirurgico ma, come è facile immaginare, essendo soggetti anziani il rischio legato all’anestesia è molto alto.
La discussione che sta animando negli ultimi tempi il mondo della veterinaria riguardo alla castrazione è legata alla parola precoce: è più importante intervenire prima del primo calore o permettere ai nostri animali di farne almeno uno?

I punti a favore di chi ritiene più importante castrare molto presto sono legati all’alta percentuale di prevenzione dei tumori alla mammella che si avrebbe intervenendo prima del primo calore: si è intorno al 95%. Di contro un intervento così precoce richiede di sottoporre ad anestesia un soggetto ancora prepubere quindi paragonabile ad un paziente pediatrico. Inoltre nella cagna è necessario tener conto di un altro problema: alcune femmine hanno le così dette vaginiti prepuberi, infezioni con pochi segni clinici, difficili da curare, che tendono a risolversi spontaneamente con il primo calore. Se il cane viene castrato prima del primo calore queste infiammazioni della vagina possono diventare forme croniche di difficile guarigione.
Il punto a favore di chi preferisce sia meglio che la cagna e la gatta facciano il primo calore dovuti al ruolo è dovuto al ruolo che gli ormoni sessuali rivestono nello sviluppo armonico di ogni essere vivente, oltre ad evitare la cronicizzazione delle vaginiti prepuberi. Di contro però la percentuale di prevenzione dei tumori alla mammella si abbassa al 78%.

Le ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno portato alla scoperta di nuovi principi farmacologici che permettono di sterilizzare chimicamente i nostri animali. Sono degli impianti sottocutanei a lento rilascio che bloccano la produzione di ormoni sessuali, sia maschili sia femminili, sia nel cane sia nel gatto, per un periodo di tempo limitato. La sterilizzazione chimica viene consigliata al posto della castrazione chirurgica in quei pazienti in cui il rischio anestesiologico legato ad un intervento sia troppo alto, oppure se sono soggetti adibiti alla riproduzione che per un periodo di tempo limitato non devono o non possono accoppiarsi.

Dottoressa Anastasi Patrizia (Medico veterinario, Dottorato in riproduzione degli animali d’affezione)

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