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Al “Salotto Marsetti” si discute del futuro delle Mura Veneziane

Riflettere su scienza e cultura a 360 gradi tenendo sempre in considerazione l’innovazione: è questo lo spirito di “Salotto Marsetti”, incontro organizzato a Bergamo da Diego Marsetti

Riflettere su scienza e cultura a 360 gradi tenendo sempre in considerazione l’innovazione: è questo lo spirito di “Salotto Marsetti”, incontro organizzato a Bergamo da Diego Marsetti nella serata di lunedì 18 giugno.

Un cenacolo che vede la partecipazione di autorità ed esperti culturali e che da dodici anni affronta diversi aspetti culturali riguardanti la città di Bergamo, come spiega il padrone di casa Diego Marsetti: “Il “Salotto”, che ripropone in chiave moderna i salotti ottocenteschi, ritorna a distanza di due anni dall’ultimo incontro e vede al centro temi culturali affrontati da personalità del mondo della politica e della cultura. Durante gli incontri, che in genere si tengono due volte l’anno, l’obiettivo è quello di ascoltare le riflessioni e i suggerimenti dei partecipanti, così da poter trovare soluzioni alle problematiche presentate”.

Tema centrale della serata di lunedì è stato il futuro del sito Unesco delle fortificazioni di Bergamo, con problemi e iniziative : “Avevamo già trattato il tema nel 2010 prima che le Mura divenissero un Patrimonio dell’Umanità – prosegue Marsetti – Ora l’idea è quella di capire come intervenire sul sito una volta ottenuto il riconoscimento Unesco”.

Salotto Marsetti

Numerose le personalità presenti, fra le quali Gianmaria Labaa, vicepresidente del Consiglio Scientifico dell’”Istituto dei Castelli”, Franco Meani, presidente dell’associazione “Amici delle Mura di Bergamo, Carlo Vimercati, presidente della “Fondazione della Comunità Bergamasca”, Giacomo Nicolini, presidente dell’associazione “OrobicAmbiente”, Luisa Pecce, consigliere comunale di Bergamo, e Giovanni Cappelluzzo, segretario Unesco del sito “Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale”, il quale dà uno sguardo sull’entrata delle Mura nei patrimoni Unesco: “La prima cosa che serve al sito è la consapevolezza da parte dei bergamaschi della sua esistenza e del suo inserimento in un gruppo di siti anche all’esterno di Bergamo. Per ottenerla occorre da una parte lo studio , dall’altro la visita dei luoghi riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità, non soltanto a Bergamo, ma anche compiendo un viaggio anche in Dalmazia arrivando sino in Montenegro, visitando Zara, Sebenico e Cattaro – aggiunge Cappelluzzo – Per ampliare la conoscenza di essi nelle settimane scorse abbiamo tenuto un corso con quaranta docenti delle scuole di Bergamo e provincia, mentre prossimamente installeremo della segnaletica informativa sulla fortezza di Bergamo”.

Molti i temi discussi durante la serata, fra i quali lo studio delle documentazioni riguardanti le Mura Veneziane e la fortificazioni di Bergamo, necessarie per conoscere il patrimonio monumentale orobico: “Per conoscere al meglio le strutture, occorre innanzitutto occorre studiare i documenti esistenti sulla città fortezza di Bergamo attraverso l’ausilio di un pool di esperti – sottolinea Gianmaria Labaa – Le potenzialità ci sono, quindi tutto ciò è possibile farlo”.

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