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Bergamo Segreta, la fontana del Delfino e la pigna scolpita

Appuntamento domenicale con la rubrica "Bergamo Segreta" curata da Marco Cangelli, studente di Storia

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Fate un salto indietro di un secolo e mezzo e mettetevi nei panni di un viaggiatore tedesco alla scoperta di Bergamo durante un gran tour d’istruzione. Vi ritroverete catapultati nel mezzo di un quartiere affollato costruito su una collina come il Borgo Pignolo e dietro ad un gruppo di massaie vi troverete una statua che zampilla acqua da un pesce: è la Fontana del Delfino, dal 1526 al centro della piazzetta omonima. Ritorniamo ai nostri giorni ed incamminatevi lungo Via Pignolo. Vi troverete a muovervi in una strada particolarmente stretta sovrastata da vecchie case cinquecentesche come tipico dei borghi bergamaschi, quando giungerete ancora una volta nella piazzetta che abbiamo citato in precedenza. Sono passati centocinquant’anni , le massaie non esistono più, il silenzio regna ma la Fontana del Delfino sarà lì a sorprendervi nuovamente, come nel giorno della sua inaugurazione.

Posta all’incrocio di quattro vie fondamentali per l’antico centro di Bergamo (Pignolo, San Tomaso, Pelabrocco e Masone), la fontana del Delfino è stata scolpita da un artista a noi sconosciuto nel 1526, come indicato su una lapide posta sul basamento. Definita “del delfino” dalla popolazione fin dai tempi antichi a causa del mammifero marino che il tritone sovrasta, è scolpita nel marmo di Zandobbio, con una stele centrale a pianta quadrata con raccordi curvi angolari che regge la figura mitologica in possesso di due code di pesce cavalcanti il delfino. Il tritone dal sorriso ambiguo pare intento ad accogliere i visitatori inchinandosi, mentre con una mano cerca di tenere a bada una delle sue code, con l’altra prova ad aprire la bocca del delfino affinché chiunque si avvicini possa rinfrescarsi. Sui fianchi del basamento appaiono i mascheroni di due figure mitologiche marine, dalla cui bocca zampilla acqua, mentre sulla stele si può osservare una pigna scolpita in rilievo, simbolo del Borgo, detto un tempo anche Mugazzone, in quanto nel Medioevo conduceva al bosco presente sul dosso di Sant’Agostino.

Sono passati secoli da quando l’antico Borgo Pignolo è stato fondato, ma qualunque vicolo lungo l’antico rione imbocchiate per salire verso Città Alta, sulla vostra strada vi troverete di fronte la fontana del Delfino ad attendervi e vi troverete nel bel mezzo di una piccola Norimberga, come scriveva l’architetto Luigi Angelini e come avrà pensato il viaggiatore tedesco di metà Ottocento.

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