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Salvini a Caravaggio canta ‘Io vagabondo’: “Sono gli unici nomadi che ci piacciono” fotogallery

Bagno di folla per il ministro degli Interni alla Festa della Lega: "Daremo nuova vita a Zingonia ed entro l'estate firmeremo l'autonomia di Lombardia e Veneto"

“Io, vagabondo che son io, vagabondo che non sono altro”. Cosi cantavano i Nomadi, famosissimo gruppo pop rock italiano, e cosi cantava Matteo Salvini giovedì sera alla festa della Lega di Caravaggio.

Salvini a Caravaggio

Al termine di un lungo comizio, durato una trentina di minuti, il leader del carroccio e neo ministro degli Interni prima di abbandonare il palco su cui aveva appena parlato si è lasciato andare in un curioso siparietto canoro. Caso vuole che il dj abbia fatto partire proprio “Io vagabondo”, la più famosa tra le hit de I Nomadi. Il “capitano” della Lega, in compagnia dei suoi fedelissimi, si è cosi lanciato in un karaoke improvvisato che ha fatto cantare la folla a squarciagola. Non un’esibizione da Festival di San Remo, ma che ha comunque coinvolto tutti i presenti, divertiti da questo simpatico intermezzo.

Una volta terminata la musica, tra un sorriso e una pacca sulle spalle ai suoi ecco che il segretario della Lega, riferendosi ai cantanti improvvisati, si è rivolto alla folla esclamando: “Un applauso per i nuovi Nomadi, gli unici nomadi che ci piacciono”.

Una provocazione che potrebbe creare nuove polemiche, soprattutto in luce al recente polverone sollevato per quanto riguarda il possibile “censimento” dei rom invocato dallo stesso vicepremier.

Salvini, arrivato in netto anticipo rispetto all’orario prefissato, è stato oggetto di un vero e proprio bagno di folla a Caravaggio, con sostenitori e simpatizzanti che hanno fatto a gara per riuscire a scattare un selfie con il loro beniamino.

Sul palco, invece, sono stati diversi i temi trattati dal capofila leghista, dalle navi delle ONG ai migranti, con l’Italia definita non più “isolata ma centrale” a livello europeo, passando per la questione della legittima difesa e dei vitalizi, arrivando infine a parlare di temi più vicini a “casa nostra” come le torri dello spaccio di Zingonia, di cui Salvini ha confermato la volontà dare nuova vita all’area anche tramite il loro abbattimento. Altro punto toccato è quello che riguarda la Regione, con il ministro che si è detto al lavoro per “firmare, entro l’estate, la tanto attesa autonomia per Lombardia e Veneto votata nel referendum”.

Infine un elogio anche per i “colleghi di governo” del Movimento 5 Stelle, definiti dallo stesso “persone oneste, preparate, con una gran voglia di cambiare le cose”.

Imbeccato da una sostenitrice tra il pubblico che ha lanciato il sassolino, il leghista ha speso parole anche per Roberto Saviano e sulla polemica sulla scorta di quest’ultimo. Alle urla della donna che ripeteva di togliere la protezione allo scrittore partenopeo il vicepremier ha risposto con un secco “No”, aggiungendo inoltre di “voler far vedere agli italiani chi fa l’antimafia coi fatti e chi con le chiacchiere”.

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