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Fontana a Bergamo sulle Province: “La legge Delrio va cancellata”

Il presidente della Regione Lombardia ha sottolineato l'importanza di un impegno da parte di tutti, indipendentemente dal partito politico a cui si appartiene, per riformare le istituzioni e dare una prospettiva certa alle Province

A quattro anni dall’entrata in vigore dalla Riforma delle Province è urgente un intervento di revisione profonda della riforma sul piano istituzionale, organizzativo ed economico, per tornare a garantire la piena funzionalità degli enti. Tra i prossimi mesi di settembre e gennaio scadrà il mandato di 48 Presidenti di Provincia e di 70 Consigli Provinciali su 76 Province delle Regioni a Statuto Ordinario. Il sistema elettorale adottato dalla legge Delrio (56/14), pensato come transitorio, presenta evidenti criticità e ora occorre che Parlamento e Governo prendano una decisione: tornare ad un sistema a suffragio universali di elezione diretta o mantenere l’elezione di secondo grado, che deve però essere rivisto totalmente.

Attorno alle Province, agli enti, a come ripartire e a quello che è da ricostruire, è stato incentrato il convegno “Le Province. Ripensare agli enti per ricostruire i territori” che si è svolto a Bergamo nell’arco di due giornate (27-28 giugno) e che nella giornata di giovedì 28 giugno ha visto protagonisti gli esponenti di tre Regioni fondamentali in questa discussione  (“Regioni apripista” come le ha definite Achille Variati, Presidente UPI): Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia – Romagna, Gianluca Forcolin, Vicepresidente Regione Veneto e Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia.

Le parole di Attilio Fontana hanno scosso la platea sin dall’inizio del suo discorso (mentre Giorgio Gori, sindaco di Bergamo nonché suo avversario alla tornata elettorale del Pirellone, usciva dalla sala), discorso in cui ha platealmente smentito gli interventi che l’avevano preceduto e che si erano concentrati sulle mere questioni economiche trattando dei problemi delle Province. Certo, in modo scherzoso, ma lo stesso con chiarezza il neo presidente della Regione Lombardia ha dichiarato che “La legge del Delrio va cancellata. E non può essere una questione di soldi”.

In evidente contrasto con il presidente della Provincia di Bergamo, Matteo Rossi Fontana ha spiegato: “Mi ricordo che quando era stata approvata la legge Delrio un noto giornale nazionale aveva evidenziato il risparmio economico dell’Italia con l’abolizione delle Province, ma non può più essere una questione economica. Io non sono mai stato a favore dalla legge del 2014, sono sempre stato un accanito oppositore: lo ritenevo e lo ritengo ancora un grande sbaglio a cui è necessario trovare una soluzione.”

Il presidente Fontana ha sottolineato l’importanza di un impegno da parte di tutti, indipendentemente dal partito politico a cui si appartiene, per riformare le istituzioni e dare una prospettiva certa alle Province in coerenza con le disposizioni della Costituzione e della Carta europea delle autonomie locali, sia relativamente agli organi di governo e al loro sistema di elezione, sia relativamente ad una più precisa definizione delle loro funzioni fondamentali. “Dobbiamo tornare alla vecchia Costituzione, quella bellissima, di cui tutti parlano, ma che viene troppe volte danneggiata e dimenticata. Sarei molto felice di avere l’aiuto del professor Valerio Onida – Presidente emerito della Corte Costituzionale, presente al convegno – per ritornare ai valori della nostra costituzione e da lì ripartire, insieme, pensando al bene del nostro Paese”, ha concluso Fontana.

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