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La protesta dei centri per l’impiego: “mancano fondi, personale e chiarezza”

Presidio di Cgil, Cisl e Uil sotto il Pirellone a Milano. A Bergamo 68 addetti. Ne servirebbero almeno 100

I 10 Centri per l’impiego della Provincia di Bergamo (Albino, Bergamo, Clusone, Grumello del Monte, Lovere, Ponte San Pietro, Romano di Lombardia, Treviglio, Trescore Balneario, Zogno) hanno registrato negli ultimi anni, e fino all’ultimo biennio, una considerevole crescita di iscrizioni e re-iscrizioni alla banca dati e, in generale, di richieste di accesso ai servizi da parte di un numero sempre crescente di lavoratori in difficoltà occupazionale, poiché espulsi dal mercato del lavoro o inseriti con forme contrattuali flessibili e precarie.

Nonostante le performance positive, le risorse sono state sempre meno, e non solo a Bergamo, dove operano 68 addetti, ma ne servirebbero almeno 100 per la garanzia minima dei servizi.

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“Invece Regione Lombardia – dice Angelo Murabito, segretario generale FP CISL Bergamo – annuncia che assumerà 200 persone in tutta la Lombardia a tempo determinato, senza spiegare con quale strumento, considerato il progetto di legge che prevede il trasferimento del personale alle provincie che hanno il blocco delle assunzioni. Pertanto servono chiarezza e garanzia per i lavoratori, per dare qualità ad un servizio che serve ai cittadini che hanno più difficoltà, perché in cerca di lavoro. Tutto questo accade solo in Lombardia!”.

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La Cisl Fp di Bergamo, insieme alle categorie di tutte le provincie lombarde di Cgil Cisl e Uil, ha partecipato questa mattina sotto il Pirellone insieme ai lavoratori dei Centri per l’impiego di tutta la Provincia per manifestare contro le scelte della Regione Lombardia che penalizza i lavoratori dei vari Centri e soprattutto mette a repentaglio i servizi ai cittadini più in difficoltà.

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Cgil Cisl e Uil della Lombardia hanno organizzato la mobilitazione nel giorno in cui il Consiglio regionale discute il progetto di legge che modifica le norme sul mercato del lavoro sul territorio regionale.

“Il testo viola la legge di bilancio nazionale, non permette l’applicazione di una corretta politica delle assunzioni per il potenziamento dei Centri per l’impiego e non chiarisce quale sia la sorte definitiva delle lavoratrici e dei lavoratori dei Cpi ancora soprannumerari inseriti sul portale nazionale”, si legge nella nota unitaria distribuita.

“Se non si fa un piano di assunzioni – proseguono Cgil Cisl e Uil -. I Centri per l’impiego non possono funzionare: è la carenza di risorse il nodo. Manca il personale e mancano strumentazioni adeguate, persino basilari come carta e toner. I Centri per l’impiego sono un servizio fondamentale per le politiche attive del lavoro. Sostengono i cittadini disoccupati, inoccupati, neet all’interno di un percorso di inserimento lavorativo. A maggior ragione per la delicatezza del compito, non possono più essere svuotati di risorse e competenze come è avvenuto negli anni. Semmai serve il contrario: per il lavoro di qualità e per un servizio efficiente alla comunità”.

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