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Confindustria preme: “Serve un collegamento tra Bergamo e la pianura”

Martedì 26 giugno l'incontro tra gli imprenditori sul futuro delle infrastrutture bergamasche

“Per il nostro territorio è necessario il collegamento fra la grande Bergamo e la pianura”. È questa la priorità espressa da Confindustria Bergamo nel corso della presentazione del position paper in tema di infrastrutture tenutasi nella mattinata di martedì 26 giugno.

Al centro del documento si trova uno studio che possa offrire una riflessione sul tema per i decisori pubblici e per gli stakeholder del territorio affinché si possano monitorare azioni di indirizzo, pianificazione, programmazione e realizzazione delle opere più rilevanti per il tessuto industriale, tenendo sempre in considerazione la visione proposta da Confindustria Bergamo: “E’ un documento totalmente realizzato da Confindustria Bergamo che possa dare una visione in funzione di uno sviluppo a lungo termine di un territorio a forte vocazione industriale che tenda al manifatturiero avanzato con forte integrazione con i servizi tecnologici e predisposto all’internazionalizzazione – spiega Paolo Piantoni, direttore generale di Confindustria Bergamo – Il documento utilizza indicatori che da una parte oggettivi e che possano esser utilizzati anche per altri enti, dall’altra un indicatore più soggettivo che presenti anche la nostra visione”.

Al centro del documento viene evidenziato come prioritario la creazione di un collegamento fra Bergamo e la pianura in grado di favorire lo sviluppo di un territorio a vocazione manifatturiera: “Un collegamento di questo tipo non solo può sfruttare al meglio le potenzialità presenti sul territorio, ma evitare che un’area come quella della Pianura Bergamasca si possa spostare verso altre provincie – sottolinea Olivo Foglieni, vicepresidente dell’ente confindustriale orobico con delega a infrastrutture, ambiente e sicurezza – Questo collegamento non porterebbe soltanto allo sviluppo del nostro territorio, ma permetterebbe anche di attrarre società anche da fuori provincia”.

All’interno del position paper è stato presentato anche l’idea di un osservatorio sulle infrastrutture, come illustra Giovanna Ricuperati, vicepresidente di Confindustria Bergamo con delega alle strategie di territorio ed ufficio studi: “L’osservatorio registrerà periodicamente gli stati di avanzamento delle opere, aiuterà il posizionamento sulle opere enunciate in prospettiva, o anche solo potenziali , e produrrà valutazioni su opere di valenza sovralocale. Con questo osservatorio potremo valutare le priorità necessarie e valutare gli avanzamenti dei lavori, cercando di trovare soluzioni nel caso si presentassero scogli sulla realizzazione”.

Fra i punti presentati dallo studio vi sono anche diciassette “punti critici” a livello infrastrutturale presenti in provincia di Bergamo, progetti di opere in corso di realizzazione oppure ancora sulla carta analizzati secondo criteri come impatto, copertura economica, velocità realizzativa, semplicità amministrativa, valore di connessione, oltre che vocazione del territorio, quest’ultimo in grado di misurare la capacità dell’opera di concretizzare la visione proposta da Confindustria Bergamo.

A spiccare fra le opere c’è l’autostrada Bergamo – Treviglio e lo scalo merci ferroviario, ritenuti necessari nella visione dell’ente confindustriale: “Nel caso venga creato un collegamento fra la città e Treviglio, occorre che sia un’ autostrada poiché la riqualificazione della viabilità può ridurre il tempo di percorrenza del tratto, ma non basta in quanto serve un’infrastruttura che colleghi i due poli – confessa Foglieni – Oltre alla Bergamo – Treviglio siamo favorevoli anche all’arrivo della Pedemontana sino alla nostra provincia, in maniera tale da favorire l’asse est – ovest su cui si sposta la manifattura. Infine stiamo lavorando anche sullo scalo merci, un’opera che riporterebbe a Bergamo il trasporto ferroviario, e per il quale abbiamo individuato un’area in grado di soddisfarci e che dovrebbe vedere la definizione nei prossimi mesi”.

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