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Progetto “Mattia”, a Brignano aiuti per le famiglie con persone in stato vegetativo

Il libro "Ti dico la verità" realizzato a scopo benefico, è legato a una raccolta fondi per aiutare famiglie con persone in stato vegetativo

“Ti dico la verità”, non è solo il titolo del libro di Paola Turroni e Luca Nisoli legato al progetto benefico “Mattia”, è anche l’essenza stessa dell’opera: racchiuse, in poche parole, ci sono tutte le vicende, tutte le storie, le sofferenze, il dolore ma anche la gioia e la rinascita di un uomo che si scopre padre e che si impegna a crescere un figlio cercando di raccontargli, con tatto e sensibilità, la malattia e la morte della madre.

Il libro, realizzato a scopo benefico, è legato a una raccolta fondi per aiutare famiglie nel cui nucleo vi è una persona in stato vegetativo a causa di una malattia. Tratta le vicende di Luca Nisoli e suo figlio Mattia, narrando, grazie alla delicata penna della scrittrice Paola Turroni, del difficile periodo in cui Viviana, rispettivamente moglie e madre dei due, è stata colpita da una rarissima malattia, l’idrocefalo – che colpisce in prevalenza i neonati e che porta, spesso, a uno stato vegetativo chi ne è affetto – e che purtroppo non ha lasciato scampo alla giovane donna. Un percorso, quello narrato nel libro, che parla del rapporto padre e figlio durante la malattia di Viviana – e in seguito della sua scomparsa – e riporta la volontà dell’uomo di aprirsi verso il proprio figlioletto, raccontando e spiegando il dramma che ha colpito la loro famiglia, rispondendo allo stesso tempo a quelle domande che spesso solo un bambino può chiedere e che nascondono, dietro l’innocenza di chi le pone, un profondo significato.

“Ho deciso di realizzare questo libro per lasciare una memoria di quanto è successo a mio figlio – racconta Luca Nisoli parlando dello scritto -, volevo lasciare un ricordo di quello che abbiamo vissuto. Il tempo purtroppo muta le parole e a volte anche i ricordi e cosi facendo ho fatto in modo che tutte le emozioni e le esperienze vissute non vadano mai perse – e aggiunge – a Mattia non ho mai voluto nascondere nulla, di quello che stava succedendo e di quello che sarebbe successo. Gli ho spiegato cosa sia la morte e che la morte fa parte della vita, gli ho parlato di tante cose, che a volte possono sembrare banali, ma che poi banali non sono.”

La pubblicazione nasce dalla collaborazione tra Luca e la onlus varesina “Uno, nessuno, centomila” che opera in ambito sociale. Proprio grazie a questa associazione e alla figura di Fabio Cavallari, socio fondatore, che Luca ha intrapreso questa avventura letteraria, coadiuvata dalla scrittrice Paola Turroni, che è autrice del testo.

Il libro, come già detto, è stato realizzato a scopo benefico ed è legato al “Progetto Mattia” – dal nome del piccolo protagonista del libro -. Un programma che si pone l’obiettivo di portare appoggio e aiuto a quelle famiglie che, come è stato per quella di Luca e Mattia, al proprio interno vivono situazioni in cui uno dei componenti viene colpito da gravissime malattie invalidanti che portano allo stato vegetativo. Un aiuto psicologico ma anche funzionale da proporre ai giovani ragazzi di questi nuclei familiari per aiutarli a vivere, e perchè no capire, il dramma che li ha colpiti, portando un po’ di sostegno all’interno della loro vita e di quella della famiglia.

“Purtroppo spesso accade che le famiglie che vivono la grave malattia di un parente rimangano sole, non supportate dalla comunità o dai conoscenti – spiega Fabio Cavallari della onlus Uno, nessuno, centomila – e che si trovino in situazioni dove conciliare le cure e l’assistenza ai malati con la vita di tutti i giorni sia quasi impossibile, per via di tantissimi fattori che possono essere il lavoro, lo studio dei figli e quant’altro. Il nostro scopo è appunto questo: dare un sollievo a queste famiglie, aiutando la crescita e soprattutto la vita dei giovani componenti di questi nuclei familiari attraverso l’aiuto di professionisti come educatori e psicologi che verranno retribuiti utilizzando i fondi raccolti – e continua – grazie al “Progetto Mattia” abbiamo creato un “salvadanaio” in cui le persone sono libere fare le loro donazioni; a oggi sono già stati raccolti coltre 15 mila euro con circa duemila copie del libro vendute, un risultato che ci fa ben sperare. Abbiamo allacciato una collaborazione con alcune RSA della bergamasca, che al loro interno ospitano un reparto legato alle cure di pazienti in stato vegetativo. Man mano le strutture ci segnaleranno i casi di famiglie con minori che necessitano di aiuto e noi interverremo portando il nostro contributo.”

E proprio da pochi giorni il progetto è entrato nel vivo, con la prima famiglia che ha iniziato a ricevere gli aiuti del programma: “Da circa dieci giorni una bambino e una famiglia ha iniziato a ricevere il nostro aiuto. Caso singolare il fatto che si tratti di una famiglia che proprio Mattia e Luca conoscono bene – spiega Cavallari – Quando Viviana, la moglie di Luca, si trovava ospitata in stato vegetativo all’interno di una struttura le due famiglie si sono conosciute. Purtroppo lei – Viviana ndr – non ce l’ha fatta, mentre il parente dell’altro nucleo familiare è ancora in vita e si trova ospitato proprio in una struttura con noi associata. La nostra volontà è quella di riuscire a dare una grossa mano a queste persone, in particolar modo al minore che vive nel nucleo familiare”.

Un progetto, quello legato alla onlus, che sta quindi decollando proprio in questi giorni, e che per l’occasione si rilancia con una nuova iniziativa che sicuramente farà il piacere di tanti brignanesi e non solo: una grande festa, dedicata alla musica, che si terrà in città: “Oltre al mio lavoro ordinario sono anche un musicista – racconta Luca Nisoli – la mia passione per la musica mi ha portato a pensare questa festa, la Brignano Rock Fest, che sosterrà il progetto: oltre che a vendere il libro, ci aiuterà a far conoscere il progetto. Ci saranno spettacoli, un’area giochi, ottima musica e ovviamente buon cibo. I proventi dell’evento, che si terrà il 6, 7 e 8 luglio in via Treviglio, verranno devoluti al nostro progetto, e verranno utilizzati per potenziare ancor di più questo servizio verso le famiglie in difficoltà”.

“Si tratta dell’ennesimo esempio del grande cuore di Brignano – afferma il sindaco Beatrice Bolandrini – devo ringraziare tutti i brignanesi per il supporto che hanno dato a Luca e a questa iniziativa. Un grazie va anche al mondo dell’associazionismo cittadino, che ha contribuito nell’aiutare la realizzazione del progetto, mettendosi a disposizione anche per la realizzazione della festa. Come comune abbiamo dato fin da subito il nostro patrocinio per questo progetto, che ci ha particolarmente colpiti. Vedere cosi tanti concittadini prendersi a cuore questa iniziativa è sicuramente una grande soddisfazione”.

Per chi fosse interessato al “Progetto Mattia” o per effettuare donazioni collegarsi CLICCANDO QUI

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