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L'analisi

Mondiali, lampi nel cielo russo: Brasile e Svizzera sbancano, la Nigeria irrompe

Primi tre punti per la Seleçao di Tite che ha San Pietroburgo deve però aspettare fino agli ultimi scampoli di gara per trovare i gol che fanno esplodere gioia e lacrime. Nella splendida cornice della Zenit Arena il tecnico brasiliano ripropone l’undici titolare contro la Svizzera con una sola variazione(Fagner al posto di Danilo a destra nella retroguardia) mentre la Costa Rica opta sempre per un modulo contenitivo con un 4-5-1 difensivo con linee di pressing molto dense e strette e l’unica punta Urena a guidare l’attacco.

Coutinho dopo il super gol sfoggiato all’esordio pare tra gli uomini offensivi verdeoro quello più acceso, con il piede più caldo e infatti le prime conclusioni dalla distanza seppur imprecise sono proprio le sue. Nonostante i Ticos centroamericani fanno molta attenzione a chiudere tutti gli spazi, la prima occasione capita tra i piedi proprio dei costaricani con Borges che fallisce un rigore in movimento colpendo malamente la sfera che termina a lato di Alisson. Il Brasile dal canto suo non ha vita facile a districare la ragnatela formata dai giocatori avversari e allora tenta molto spesso le conclusioni da fuori ma né Marcelo, né Willian inquadrano la porta difesa da Navas mentre Gabriel Jesus si vede annullare un gol per netto fuorigioco.

La ripresa è un assedio senza tregua e senza soluzione di continuità dei ragazzi di Tite che non possono assolutamente non vincere la seconda gara del raggruppamento. Al 49′ la felicità del gol di Jesus si scontra con il palo e sul proseguimento dell’azione Coutinho batte a rete ma è provvidenziale . Con gli inserimenti di Douglas Costa e Firmino il Brasile si dimostra dinamico e inizia a mettere alle corse gli uomini di Ramirez e come a Rostov Neymar comincia a carburare nella seconda frazione di gioco e al 56′ praticamente dal dischetto su invito di Paulinho spara sopra la traversa. Al 78′ l’arbitro olandese Kuipers accorda un penalty ai verdeoro per una trattenuta di Gonzalez a O’ Ney ma grazie alla revisione dell’episodio a bordo campo cambia giustamente la sua decisione iniziale. Quando i fantasmi argentini e gli spauracchi di un altro pareggio aleggiano sull’immensa astronave di San Pietroburgo ecco un traversone di Marcelo, Firmino di testa fa la sponda, Jesus sbaglia e non aggancia il pallone ma arriva Coutinho che risolve il rebus Costa Rica infilando Navas sotto le gambe. Nel finale c’è gloria anche per Neymar che deve solo appoggiare in rete il suggerimento di Costa per il 2-0 brasiliano. Sono lacrime di felicità per il campione verdeoro, è un sospiro di sollievo lungo quello che tira Tite e tutto un paese intero in una gara sì dominata,soprattutto nel secondo tempo, ma sbloccata solo a pochi istanti dal triplice fischio.

In un girone ancora equilibratissimo (solo la Costa Rica è già tagliata fuori) in serata arriva il blitz svizzero ai danni della Serbia. La partenza dei balcanici è davvero arrembante con gli uomini di Krstajic che cercano di sfruttare al meglio il gioco aereo nel quale sono nettamente avvantaggiati e dopo appena 5 giri di lancette è proprio di testa che Mitrovic trova il vantaggio. La punta serba è in condizione e svetta su tutti i palloni mettendo agitazione nella retroguardia avversaria. Gli elvetici si svegliano solo a partire dalla mezz’ora con il primo squillo firmato Dzemaili che si fa respingere da un attento Stojkovic. Petkovic nell’intervallo striglia i suoi che fino ad allora si erano resi pericolosi con il contagocce e infatti all’ingresso in campo gli elvetici sono più propositivi: Rodriguez tenta uno dei suoi colpi da fuori ma non va a bersaglio per poco, mentre ci pensa Xhaka al 52′ a pareggiare i conti con una rete da favola, una traiettoria che ghiaccia e immobilizza l’estremo difensore serbo. Più il tempo scorre e più Shaqiri cresce in modo esponenziale: il piccoletto, ma forte fisicamente, è una spina nel fianco fissa con i suoi movimenti e le sue giocate e il trequartista dello Store City fa tremare tutta la Serbia quando in un lampo colpisce il palo quasi all’incrocio con un mancino delizioso. Nella fase conclusiva del match pare che le due selezioni vogliano accontentarsi del pareggio ma proprio ad inizio recupero Gavranovic lancia nello spazio Shaqiri, una corsa palla al piede di 50 metri fino ad arrivare davanti a Stojkovic che viene trapassato con freddezza. L’ex Inter mostra i muscoli, la forza di una Svizzera che non muore mai e ribalta tutte le sorti del girone. Un raggruppamento che vede elvetici e brasiliani a 4, Serbia che resta a 3 e nell’ultima decisiva sfida i verdeoro dovranno vedersela con i ragazzi di Krstajic in un match vietato ai deboli di cuore.

Nel gruppo D, dopo la debacle argentina una piccola speranza arriva dal successo nigeriano sull’Islanda. Piccola perché comunque l’Argentina dovrà vedersela proprio contro gli africani che difenderanno con i denti il secondo posto e una vittoria potrebbe non bastare nemmeno se gli isolani dovessero sconfiggere la Croazia già qualificata tranquilla agli ottavi. Un autentico gioco di numeri e combinazioni che per ora ci risparmiamo. Quel che è sicuro è che la Nigeria non sarà un avversario facile da superare soprattutto visto l’attacco rapido e le difficoltà argentine in difese. Tornando alla sfida di ieri grande prova di forza contro il muro islandese. A sfondarlo è stata una doppietta di Musa che dopo un primo tempo avaro di emozioni sposta gli equilibri del match. Al 49′ Moses crossa al centro, Musa arpiona la sfera e spacca la porta mentre al 75′ lanciato da Omeruo, il centravanti si beve tutta la difesa, portiere incluso, e deposita in rete. L’Islanda che per tutta la ripresa non ha mai dato accenni di reazione ha l’occasione di riaprire il discorso all’83’ quando Conger,assistito dal VAR, decreta il penalty per gli uomini di Hallgrimsson ma Sigurdsson calcia alto. È la fotografia di una giornata negativa sotto tutti i punti di vista che ridimensiona i sogni di un popolo intero che ora spera in un miracolo nell’ultima gara del girone.

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