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Aperture festive di negozi e supermercati, i sindacati a Di Maio: “Si parta dal confronto”

Commento di Alberto Citerio, segretario generale FISASCAT di Bergamo e di Mario Colleoni, segretario generale della FILCAMS-CGIL di Bergamo.

Il tema del lavoro domenicale torna all’ordine del giorno della politica nazionale: quella che oggi è la norma potrebbe subire cambiamenti.

Lo ha annunciato il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, aprendo alla possibilità di modificare il decreto varato dal governo Monti che ha liberalizzato le domeniche lavorative. Sul tema intervengono in risposta al Ministro Di Maio, Alberto Citerio, segretario generale di Fisascat Cisl Bergamo e Mario Colleoni, segretario generale della Filcams Cgil di Bergamo.

“Registriamo con un po’ di soddisfazione che, evidentemente, il grande lavoro svolto in questi anni sul lavoro domenicale e festivo e non ultima la querelle di Oriocenter dello scorso dicembre hanno lasciato il segno – afferma Alberto Citerio, segretario generale di FISASCAT CISL Bergamo -. Ora, tocca a noi andare a vedere le carte di un governo che intende rimettere in discussione un “privilegio” che le grandi catene dei centri commerciali hanno utilizzato in maniera sproporzionata a quella che è l’effettiva esigenza commerciale, creando, nella maggior parte dei casi fenomeni di concorrenza devastante per il commercio tradizionale e calpestando diritti e qualità della vita dei propri dipendenti senza generare benefici per le aziende e per l’occupazione del settore”.
“Ci auguriamo che l’interessamento del governo parta però dal confronto con le parti sociali per sviluppare una proposta equilibrata che non sia l’ennesima sparata elettorale, ma l’intenzione di introdurre veramente regole e tempi che sappiano riportare a livelli “umani” il rapporto di lavoro nella grande distribuzione. La normativa dovrà prevedere un ruolo delle amministrazioni locali e delle parti sociali delle città e delle provincie nel regolare orari e calendari di apertura più consoni alla realtà dei singoli territori”.

E  Mario Colleoni, segretario generale della Filcams Cgil di Bergamo aggiunge: “Quella del lavoro domenicale è una questione che deve essere affrontata partendo sia dai ritmi di vita dei milioni dei lavoratori del settore sia dalla poca efficacia che le domeniche lavorative hanno portato nelle aziende che le hanno adottate. Gli interessi in gioco sono molti: per noi innanzitutto i posti di lavoro e la qualità dell’occupazione, ma non mancano questione etiche, morali, religiose e naturalmente interessi economici di varia natura. Limitare le aperture domenicali senza dubbio aiuterebbe a rendere più conciliabili la vita privata e quella lavorativa, soprattutto per chi è anche impegnato, a casa, nella cura di figli e altri famigliari. La proposta che ha avuto come primo firmatario un deputato del M5S e che è stata approvata in Parlamento nella scorsa legislatura (e ora ferma in Senato) non è sufficiente né adeguata. Regioni e territori diversi hanno, infatti, necessità e caratteristiche diverse. L’apertura avanzata da Di Maio può rappresentare un buon punto di partenza, ma attendiamo i fatti. È necessario lavorare insieme, per definire una regolamentazione che consenta a Comuni e istituzioni locali di definire una programmazione funzionale ai lavoratori tenendo conto delle caratteristiche più o meno turistiche dei vari territori. Allo stesso tempo va eseguita un’attenta valutazione complessiva, che tenga anche conto della costante crescita dei negozi on line, dove il lavoro domenicale è spesso utilizzato. Un tema di forte attualità che dovrebbe farci interrogare sul tipo di occupazione che va profilandosi dietro i colossi dell’e-commerce quali Amazon, che a breve sbarcherà nella nostra provincia. Per questo sarà vitale capire anche come verrà organizzato quel lavoro, nei luoghi spesso ‘invisibili’ dove operano sempre più lavoratori e lavoratrici fuoriusciti dalle numerose realtà commerciali presenti sul nostro territorio”.

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