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Papa Francesco al Forum delle famiglie condanna l’aborto selettivo

«Fa dolore dirlo: oggi si parla di diversi tipi di famiglia. “Famiglia” è una parola analoga, si dice anche "la famiglia delle stelle", "la famiglia degli animali".

«Fa dolore dirlo: oggi si parla di diversi tipi di famiglia. “Famiglia” è una parola analoga, si dice anche “la famiglia delle stelle”, “la famiglia degli animali”. Ma la famiglia immagine di Dio è una sola, quella tra uomo e donna. Può darsi che non siano credenti ma se si amano e si uniscono in matrimonio sono a immagine e somiglianza di Dio. Per questo il matrimonio è un sacramento grande». Dice Papa Francesco il 16 giugno 2018 al Forum delle associazioni familiari.

«IL MATRIMONIO NON È UNA LOTTERIA»

Bergoglio sa delle critiche all’esortazione apostolica «Amoris laetitia»: «Alcuni l’hanno ridotta a una sterile casistica si può-non si può: non hanno capito nulla. Non nasconde i problemi; i fidanzati debbono essere aiutati nella preparazione al matrimonio; la famiglia è un’avventura bella e oggi vediamo che tante volte si pensa a incominciare una famiglia, a fare un matrimonio, come fosse una lotteria. Se va, va; se non va cancelliamo la cosa e cominciamo un’altra volta. Una superficialità verso il dono più grande che Dio ha dato all’umanità: la famiglia». Elogia la pazienza tra i coniugi: «Una cosa che nella vita matrimoniale aiuta tanto è la pazienza, sapere aspettare. Ci sono nella vita crisi forti, brutte, dove arrivano tempi di infedeltà. La pazienza dell’amore che aspetta. Tante donne nel silenzio hanno aspettato, guardando da un’altra parte, aspettando che il marito tornasse alla fedeltà perdona».

L’ABORTO SELETTIVO, PRATICA NAZISTA

«È di moda, nei primi mesi di gravidanza, vedere se il bambino non sta bene o viene con qualcosa, la prima cosa è: “Lo mandiamo via”», cioè lo eliminiamo. «L’omicidio dei bambini: per risolvere la vita tranquilla si fa fuori un innocente. Da ragazzo, la maestra di storia ci diceva della rupe, per buttarli giù, per salvaguardare la purezza dei bambini. Una atrocità, ma noi facciamo lo stesso. Il secolo scorso il mondo si è scandalizzato per quello che facevano i nazisti. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi».Per la chiesa l’aborto è un delitto gravissimo. La «Didaché» (I-Il secolo): «Non ucciderai con l’aborto il frutto del grembo». Il patriarca Atenagora (Il secolo) condanna chi uccide i bambini non nati. Tertulliano (155-230): «È un omicidio anticipato impedire di nascere». Il Concilio di Magonza (847) conferma le pene stabilite. Il «Decreto» di Graziano (XII secolo) cita Papa Stefano V (885-891): «È omicida colui che fa perire con l’aborto ciò che era stato concepito». Sisto V (1585-1590) nella costituzione «Effraenatum» (1588) lo condanna con grande severità. Pio XII (1939-58) afferma: «È illecito ogni atto tendente a distruggere la vita umana nascente» (1944). Giovanni XXIII (1958-63) nell’enciclica «Mater et magistra» (1961) ribadisce il carattere inviolabile della vita nel grembo materno. La «Gaudium et spes» (1965) votata dal Concilio Vaticano Il (1962-65) sentenzia: «La vita concepita deve essere protetta con la massima cura: aborto e infanticidio sono abominevoli delitti».

PAOLO VI: QUESTO INSEGNAMENTO «IRREFORMABILE» (1972)

Approva la «Dichiarazione sull’aborto procurato» (1974) della Congregazione per la dottrina della fede: «La Chiesa non può tacere». Giovanni Paolo Il (1978-05) nell’enciclica «Evangelium vitae» (1995): «Con l’autorità di Cristo, in comunione con i vescovi, dichiaro che l’aborto diretto costituisce sempre un disordine grave, in quanto uccisione deliberata di un essere umano innocente. La dottrina è fondata sulla legge naturale e sulla Parola di Dio, è trasmessa dalla Tradizione della Chiesa e insegnata dal magistero. Nessuna circostanza, nessuna finalità, nessuna legge potrà mai rendere lecito un atto intrinsecamente illecito». Benedetto XVI: «L’aborto non può essere un diritto» (2007). «Rimane sempre una grave ingiustizia» (2008).

EPPURE C’È CHI NON VUOL VEDERE

Non meno severo Papa Francesco: «Ogni bambino non nato e condannato a essere abortito, ha il volto di Cristo, che ha sperimentato il rifiuto del mondo. Il primo diritto di una persona è la vita, che è sempre, in tutte le fasi e a ogni età, sacra e di qualità. Non è un discorso di fede ma di ragione e di scienza» (20 settembre 2013). «L’aborto non è un male minore, è un crimine, è fare fuori uno per salvare un altro. È quello che fa la mafia. È un crimine, un male assoluto, un male in sé, un male umano condannato dalla Chiesa» (17 febbraio 2016). «Il Tempo» è quotidiana palestra di accuse a Francesco: «Che tristezza se la Chiesa perde la voce. Silenzio totale su temi etici e difesa dei valori. Il Vaticano di Bergoglio si fa sentire solo se c’è da parlar bene dell’immigrazione. Perché mai una sola parola su denatalità e attacco alla famiglia?» Commenta il teologo Giovanni Gennari su «Avvenire»: «Se apre gli occhi e libera l’ascolto, possiamo inviare una marea di parole e scritti di Francesco, da trascorrere settimane e settimane in intensa lettura».

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