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L'analisi

Mondiali: esordi storici, ore decisive e difficoltà inaspettate

Nella storia di Volgograd d'ora in poi ci sarà anche l'organizzazione del mondiale e nel teatro della Volgograd Arena il primo evento e spettacolo è il debutto iridato dell'Inghilterra che ha affrontato la Tunisia

L’URAGANO SPAZZA LA TUNISIA, INGHILTERRA OK

In una serata calda e in una Volgograd infestata da fastidiosi moscerini (continui elicotteri durante la giornata hanno cosparso l’intera area-stadio con un insetticida) arriva anche l’ora X per i Tre Leoni d’Inghilterra. Oltre agli insetti l’altro nemico è il caldo in una città collocata nell’estremo sud, lungo le rive del fiume Volga, a circa mille chilometri di distanza dalla capitale Mosca. L’antica Stalingrado è una città importante anche dal punto di vista storico con la lunga e sanguinosa battaglia combattuta durante il secondo conflitto mondiale tra la Wehrmacht tedesca e l’Armata Rossa che si concluse con il successo dell’Unione Sovietica con l’attuale Volgograd completamente rasa al suolo. Nella storia di questo centro abitato d’ora in poi ci sarà anche l’organizzazione del mondiale e nel teatro della Volgograd Arena il primo evento e spettacolo è il debutto iridato dell’Inghilterra che ha affrontato la Tunisia. Gli uomini di Southgate devono riscattare anni di anonimato nella fasi decisive delle competizioni UEFA E FIFA, e il tecnico di Watford, difensore della nazionale inglese dal 1996 al 2003, ha deciso di puntare su giocatori tutti provenienti da club della Premier League. I tre Leoni dettano subito il ritmo della gara, imponendo il loro gioco con fraseggio veloce, inserimenti imprevedibili degli interni di centrocampo Lingard e Alli e continua spinta, corsa sugli esterni. Al 3′ c’è subito un’occasione per i britannici con Dele Alli che serve Lingard in area la cui conclusione viene salvata in angolo da Hassen. Pressione altissima e gioco fluido mentre la Tunisia deve resistere in apnea ai continui attacchi avversari. Ma dopo 11′ deve arrendersi: da corner Hassen respinge la capocciata di Stones ma la ribattuta di Kane punisce le aquile di Cartagine. Il pressing inglese prosegue senza sosta, al 18′ è Henderson a impiegare l’estremo difensore neo entrato Mustapha che blocca. È proprio questa facilità a raggiungere la porta e gli uomini che arrivano alla conclusione che danno spettacolo in un’Inghilterra dominatrice.

Ma come ci ha ormai insegnato questo torneo iridato la sorpresa è sempre dietro l’angolo e dopo 35 minuti di assoluto e completo dominio Walker colpisce in volto Ben Youssef privandolo di intervenire sul traversone dalla destra. Per il direttore di gara, il severissimo (numeri alla mano) colombiano Roldan Perez, decreta la massima punizione. Sugli spalti e in campo si prega, sul dischetto va Sassi,centrocampista dell’Al-Nassr, che batte Pickford bravo a intuire la strada del pallone ma non capace di fermare il rigore. Il match torna incredibilmente in equilibrio con l’Inghilterra che prima del riposo ha ancora due palle-gol: sugli sviluppi di una punizione, Alli di testa mette in mezzo ma Stones manca completamente la sfera a due passi dalla linea di porta mentre al 44’Trippier verticalizza per Lingard il quale salta Mustapha ma il suo tentativo colpisce il legno e termina sul fondo. Ad inizio ripresa la squadra di Southgate allenta per qualche istante la pressione con i tunisini che riescono a controllare i blitz offensivi avversari . Il ritmo cala e la formazione di Maloul ne beneficia respirando e avanzando il baricentro, mentre i tre leoni risultano meno lucidi nella finalizzazione e non danno troppi pensieri alla retroguardia africana, attenta a fare piazza pulita su tutti i palloni che transitano nell’area tunisina. Il c.t. inglese inserisce Rashford, l’uomo delle prime volte, sempre a segno all’esordio di ogni manifestazione con l’auspicio che la statistica si riconfermi ma il talento del Manchester United delude le aspettative. Quando la Tunisia pregusta l’impresa la retroguardia di Maloul si macchia di un errore madornale, lascia libero Kane che sugli sviluppi di un corner, dopo una spizzicata di Maguire, insacca senza problemi regalando il successo all’Inghilterra che così inizia con il piede giusto il suo mondiale con una vittoria tutto sommato meritata.

BELGIO PER LA GLORIA, PANAMA PER LA STORIA

Esordio storico per la nazionale centroamericana che arriva il Russia con una delle formazioni più anziane, con tanto entusiasmo e un popolo intero a spingere alle spalle. Dall’altro lato una delle possibili sorprese con tanto talento al proprio interno. Come da pronostico sono gli uomini di Martinez a fare la partita ma per ben 45 minuti ”los canaleros tengono bene il campo mantenendo lo 0-0. I pericoli maggiori provengono da Hazard che guida il terzetto di diavoli nel reparto offensivo belga con la difesa panamense attenta a non farsi sorprendere. L’unica pecca degli uomini di Gomez sta nel non approfittare delle sporadiche amnesie difensive e la scarsa rapidità nelle ripartenze. All’alba della seconda frazione di gioco però la marea Roja abdica alla classe di Mertens che da fermo con una coordinazione perfetta calcia al volo punendo Penedo. Sfondato il muro panamense per i diavoli rossi si presentano le condizioni migliori con Perez & C. che hanno l’obbligo di uscire dal bunker e i belgi che possono utilizzare bene gli spazi creati colpendo con i contropiedisti veloci. Al 54′ Panama batte un colpo con Courtois che ci mette il guantone per respingere la minaccia chiamata Murillo. Uno squillo per risvegliare la squadra di Martinez che chiude la pratica con un Lukaku scatenato: prima servito da De Bruyne di testa insacca, poi in contropiedi anticipa Penedo e lo scavalca per il 3-0 definitivo. Nonostante i tanti limiti a livello tecnico e la sconfitta sonora rimediata Panama esce a testa alta in un match che comunque resterà nella storia del piccolo paese transcontinentale.

SVEZIA DI RIGORE MANDA IN DIFFICOLTÀ LA GERMANIA

Tre punti per gli scandinavi e primo posto nel girone con il Messico. Non una bellissima sfida in quel di Nizhny Novgorod tra svedesi e sudcoreani con perfino il tasso d’umidità nel pomeriggio russo più alto di quello tecnico all’interno del terreno di gioco. Le due selezioni si studiano a lungo senza trovare particolari spunti fino al 20′ quando Hyun-Woo d’istinto respinge con il piede destro il tap-in di un Berg davvero impalpabile (con Ibrahimovic lasciato a casa). Il portiere orientale dà molta sicurezza ai suoi compagni con interventi importanti e uscite precise, mentre il talento del Tottenham Heung-Min cerca di trascinarli mettendo in moto l’acceleratore contro una retroguardia svedese che non può reggere il confronto in tema di velocità. Nel recupero della prima frazione di gioco grandissima occasione per Claesson che di testa tutto solo non trova la porta. Al 63′ nella ripresa ecco l’episodio decisivo: Min-Woo stende in area Claesson, il fischietto di El Salvador Aguilar inizialmente pensa ad un intervento sul pallone ma grazie alla review a bordo campo accorda il penalty. Granqvist si prende la briga di battere il tiro dagli undici metri e spiazza l’estremo difensore avversario. La Corea del Sud tenta il tutto per tutto ma la solidità difensiva scandinava non lascia passare nulla tranne un’unica palla che al 92′ arriva sulla testa di Hee-Chan, lasciato inspiegabilmente libero nel cuore dell’area, che però colpisce male facendo tirare un sospiro di sollievo a tutto il pubblico vestito di giallo. In un match avaro di emozioni giocato da due formazioni con grandi problemi in fase realizzativa i tre punti conquistati dalla Svezia mettono in difficoltà la Germania,sconfitta dai messicani al debutto, che ora nella sfida con la selezione di Andersson vedono già una finale da non fallire.

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