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Alla Donizetti Night “Dante in camera. L’Inferno in salotto” foto

Lo spettacolo teatrale all’interno del cortile della Biblioteca Caversazzi

Cosa ci fa la “Divina Commedia” di Dante Alighieri al centro di un salotto ottocentesco peraltro dalle sembianze quasi da girone infernale? E cosa c’entra il sommo poeta con brani musicali di Donizetti, Rossini e Beethoven?

A spiegarlo sono stati Maurizio Donadoni e Paolo Fabbri che, in occasione della Donizetti Night di sabato 16 giugno, all’interno del cortile della Biblioteca Caversazzi di Bergamo hanno messo in scena il loro spettacolo “Dante in camera. L’Inferno in salotto”, un dialogo fra i due attori con tema l’inferno dantesco riproposto in musica, che li ha visti accompagnati dal “satanasso melomane” Bruno Taddia, dal “maggiordomo“ Simone Baldassarri e dal pianista Andrea Corazziari.

Come anticipato “Dante da camera” è stato uno spettacolo dagli scenari a tratti infernali, che ha visto i protagonisti “Virgil Smith” Fabbri e “Alighiero Dantone” Donadoni dialogare a colpi di canto con insoliti personaggi giunti direttamente da un girone dantesco, recitando sulle note di Giuseppe Balducci, Adauto Gaggi e Gioachino Rossini fra continui colpi di scena e non dimenticando di ricordare alcuni illustri personaggi bergamaschi come Pietro Ruggeri da Stabello e Bortolo Belotti (autore di un’edizione in dialetto bergamasco della “Divina Commedia”.

“Abbiamo deciso di metter in scena una commedia in movimento, che trattasse dell’ “Inferno” di Dante, ma che non tralasciasse una parte ironica – confessano Maurizio Donadoni e Paolo Fabbri – Abbiamo trattato un argomento poco trattato dai musicisti nel corso dei secoli e che ha visto interpretazioni diverse, come quella di Gioacchino Rossini, che rilegge l’Inferno in chiave quasi ironica, puntando l’attenzione sul tema dello scandalo, molto comune nei salotti ottocenteschi”.

Protagonista indiscusso della serata è ancora una volta Gaetano Donizetti, legato a Dante da una parte per una coppia stampata risalente al Quattrocento della “Divina Commedia” da lui posseduta ed ora conservata all’interno della Biblioteca Caversazzi, dall’altra per due brani tratti dalla celebre opera del sommo poeta fiorentino e da lui musicati come l’opera lirica “Pia de’ Tolomei” ed il pezzo “Il Conte Ugolino” : “Abbiamo voluto tributare Donizetti questa sera con il brano del “Conte Ugolino” da lui musicato – spiegano Donadoni e Fabbri – Un brano fra i più difficili per via della durezza dei versi, ma che tuttavia Donizetti è riuscito a musicare, rendendolo un capolavoro di musica e poesia”.

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