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L'Associazione Forense: "A Bergamo servono disperatamente giudici di pace" - BergamoNews
L'incontro

L’Associazione Forense: “A Bergamo servono disperatamente giudici di pace”

Il presidente della sezione bergamasca Giovanni Bertino denuncia: "La situazione va a detrimento non solo degli imputati ma soprattutto delle persone offese per taluni reati gravi".

È diritto di ogni cittadino l’avere una macchina giurisdizionale celere ed efficiente. Un tribunale che funziona è segno di una società che può crescere dal punto di vista amministrativo ed imprenditoriale. Negli ultimi mesi, al tribunale di Bergamo, si sono verificati una serie di disservizi, a causa soprattutto della carenza di personale. Una situazione che va a discapito non solo degli imputati, ma anche degli stessi operatori del diritto, come giudici e avvocati, e delle parti offese. Serve una soluzione che non arrivi solo dall’interno, ma che coinvolga anche il mondo politico.

È questo il senso dell’incontro di venerdì 15 giugno, organizzato dall’Associazione Provinciale Forense di Bergamo nella sala Viterbi del Palazzo della Provincia. Un dialogo aperto ai cittadini, agli operatori del diritto e ai politici. All’incontro erano infatti presenti alcune figure istituzionali. Otre al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, sono intervenuti i parlamentari Elena Carnevali, Antonio Misiani e Alessandra Gallone.

“Abbiamo constatato una serie di disagi, che impediscono di occuparsi di questioni di diritto – commenta l’avvocato Barbara Carsana – Stiamo parlando di disagi che non hanno solo un riflesso interno. Ma hanno un riflesso diretto sulla richiesta di giustizia da parte dei cittadini. Tutto ciò non rende degna immagine di giustizia del nostro buon tribunale”.

La ragione di tale malcontento è stata ben illustrata da Giovanni Bertino, presidente Associazione Provinciale Forense. “Siamo da sempre al fianco di cittadini e di avvocati per cercare di garantire una giustizia efficiente ed effettiva. Il principale problema che la giustizia del tribunale di Bergamo ha è una carenza di personale endemica, che determina dei disservizi non più sopportabili”.

Il primo problema è la situazione drammatica dei giudici di pace di Bergamo che si trovano ad operare in una situazione al limite del sopportabile. I giudici onorari si trovano a lavorare in grande difficoltà: pur avendo in carico sia i provvedimenti civili che penali, a breve da cinque diventeranno quattro. Una pesante circostanza riportata dall’avvocato Lucia Berloffa, giudice di pace di Bergamo.

“È critica anche la posizione della cancelleria, che attualmente conta tre assistenti, ma di fatto ne ha solamente uno – prosegue l’avvocato Bertino – È difficoltoso gestire il lavoro di udienza se manca il personale di cancelleria. Tutto questo genera l’impossibilità di fare i processi. Abbiamo rinvii ad oltre un anno di tempo e i cittadini molto spesso sono costretti a rinunciare ai procedimenti perché non vogliono subire un tale travaglio giudiziario”.

Non è solo questo il problema. L’avvocato Naugel Percassi ha posto l’attenzione sulle gravi difficoltà organizzative nell’ufficio delle esecuzioni mobiliari per quanto riguarda la gestione dei pignoramenti presso terzi, dove allo stato attuale per avere la fissazione dell’udienza di comparizione bisogna attendere anche più di otto mesi.

Dal quadro di disservizi non è escluso nemmeno il patrocinio gratuito a spese dello stato, che non viene liquidato da quasi tre anni e mezzo presso il giudice di pace e da un anno circa al tribunale. La ragione è la mancanza di funzionari giudiziari, le uniche figure professionali legittimate ad occuparsi della liquidazione del patrocinio gratuito.

“È una situazione che va a detrimento non solo degli imputati, ma soprattutto delle persone offese per taluni gravi reati, come i reati sessuali, maltrattamenti in famiglia, lo stalking e i maltrattamenti sui minori. Reati per cui lo stato riconosce il patrocinio gratuito indipendentemente dal reddito– conclude l’avvocato Bertino – Tutto questo è francamente insostenibile, non al passo con l’economia bergamasca che è la quarta provincia industrializzata di Italia. Speriamo che con l’aiuto della politica si possa risolvere tutto nel migliore dei modi”.

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