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L'analisi

Gol all’ultimo respiro e match pirotecnici: la magia dei Mondiali continua

Appena quarant'otto ore di mondiale ed è già scoccata la scintilla

Appena quarant’otto ore di mondiale ed è già scoccata la scintilla. La seconda giornata in terra russa regala emozioni a non finire con gol all’ultimo respiro, match pirotecnici, e la sensazione che sarà un coppa del mondo eccezionale.

PORTOGALLO-SPAGNA 3-3: UN FENOMENO MONDIALE

La sfida più affascinante dell’intera fase a gironi non delude le aspettative sfoggiando tecnica, prodezze di qualità e pure errori agghiaccianti. In un derby caliente a Sochi le due squadre si affrontano a specchio: da una parte una Spagna scossa dal cambio in panchina con Hierro che si è ritrovato a guidare la Roja a due giorni dall’esordio del torneo più importante, dall’altra i campioni europei in carica con tanti talenti pronti a stupire trascinati da Cristiano Ronaldo. Ed è proprio la punta di diamante portoghese ad accendersi, gli bastano tre minuti per diventare protagonista. 120 secondi e Nacho lo stende in area, CR7 va sul dischetto e spiazza De Gea con una conclusione impeccabile che ha ricordato molto il rigore decisivo nella finale di Champions di Milano. La sfida per gli spagnoli si fa subito in salita, al 21′ Iniesta incanta con uno slalom fa strage in area, serve Silva libero che ci prova ma la deviazione in corner è provvidenziale. È solo però il preludio al pareggio che giunge tre minuti più tardi: Diego Costa fa a sportellate con Pepe, rifilando pure una gomitata ai limiti del regolamento, mette la palla sul destro, poi sul mancino e ancora sul destro e fulmina Rui Patricio con una conclusione potente. Ristabilita la parità la Spagna si infiamma e al 26′ Isco con un tiro esplosivo va a colpire la traversa con la sfera che rimbalza a terra ma sbatte sulla linea. La Roja prende campo, mentre i lusitani si difendono nella loro cerchia di mura:al 35′ tenta la sorte l’illusionista Iniesta ma il tiro sibila a fianco del montante.

Quando gli uomini di Hierro sembrano sovrastare Pepe & C. ecco la sorpresa:Guedes riesce a servire al limite Ronaldo, prepara il tiro in tutta tranquillità e fa partite un sinistro che piega le mani a De Gea e finisce in gol. Un errore, una papera che cambia il volto di un match e di un mondiale e che chiude un primo tempo paradossale con le ripartenza portoghesi letali.
Nella ripresa di fatto il copione non cambia con Ramos & C. che premono con continuità contro un Portogallo asserragliato a difendere un vantaggio che è oro colato. Ma il fraseggio giallorosso al 55′ produce finalmente i suoi frutti: schema da calcio di punizione, palla appoggiata a Busquets che di testa serve Costa che davanti alla porta non può far altro che appoggiare per il 2-2 con un evidente errore di posizionamento del complesso difensivo di Santos che non ha ben compreso la strategia preparata dalle Furie rosse. Sull’onda dell’entusiasmo Nacho fa impazzire gli spagnoli con una botta da fuori che non lascia scampo all’estremo difensore avversario. Santos tenta di dare una scossa ai suoi inserendo Joao Mario, Quaresma e André Silva ma la gara non regala particolari sussulti in una sfida sempre sul filo del rasoio. All’ ’87 Ronaldo si conquista una punizione centrale dal limite dell’area, va lui alla battuta e scarica un gioiello, che si alza a superare la barriera e si abbassa all’ultimo, che lascia di pietra De Gea. Ronaldo apre il suo mondiale con una tripletta, 33 anni e come il vino più invecchia e più migliora e regala agli occhi del globo intero meraviglia a raffica.

Un esemplare unico da godersi fino in fondo. Trascinatore di una nazione intera, esempio per tutti i compagni, uomo giusto al momento giusto, poesia calcistica da incanto. Il Portogallo non è solo Ronaldo, ma senza il numero 7 ieri i lusitani non avrebbero portato a casa un punto. D’altro lato la Spagna può rammaricarsi per tutta la mole di gioco e lo sforzo profuso che hanno confermato che è favorita alla vittoria finale ma contro certi personaggi del football non puoi solo farci nulla. Come fecero a Torino, puoi solo applaudirli.

LE ALTRE GARE DI IERI: URUGUAY E IRAN DA THRILLING, VITTORIE LAST-MINUTE

Tra Portogallo e Spagna gode…l’Iran. Piccola sorpresa nel gruppo B con la squadra asiatica che fa il colpaccio. Dopo una partita giocata a livello tattico molto attentamente la formazione di Quieroz riesce a domare gli sporadici attacchi avversari. La partenza è tutta di marca marocchina con El Khabi che mette paura a Beiranvand, al 19′ prima Belhanda e poi Benatia si divorano un gol già fatto mandando su tutte le furie il c.t. Renard. L’Iran aspetta e cerca di sorprendere in contropiede ma la prima vera occasione arriva sul tramonto della prima frazione di gioco con Azmoun che per due volte spara su Mohamedi che si immola in due tentativi consecutivi. Nel secondo tempo il canovaccio non cambio, anzi la gara pare addormentarsi ancora di più: a risvegliare San Pietroburgo e Ziyech che di stinco esterno mira l’angolino ma nell’occasione è bravo Beiranvand a mettere in corner. Entrambe sanno che il pareggio servirebbe a poco per sperare di dire qualcosa in un girone che sembra già segnato ma il punteggio non si blocca e lo 0-0 sui tabelloni rimane fisso finché a sessanta secondi dal termine da una punizione di Safi Bouhaddouz per anticipare tutti infila il proprio portiere regalando tre punti fondamentali all’Iran che ora si trova inaspettamente in testa e potrà quantomeno provare a impensierire le due iberiche nella conquista agli ottavi.

Nella sfida delle 14 l’Uruguay regola l’Egitto e raggiunge la Russia a punteggio pieno nel raggruppamento A. La Celeste non vinceva la gara d’esordio di una coppa del mondo dal 1974 e neanche nel suggestivo impianto di Ekaterinburg non ha vita facile contro una selezione priva di Salah, nemmeno subentrato(scelta davvero incomprensibile), che ha dato comunque filo da torcere agli uomini di Tabarez. È la coppia d’attacco super Cavani-Suarez a dettare il ritmo delle occasioni con il pistolero che al 24′ sfiora il palo da posizione ravvicinata. Gli uruguagi appaiono molto lenti e prevedibili con i due interni del 4-4-2 che verticalizzano con il contagocce dando poca rapidità e fluidità al gioco. Nella ripresa sale in cattedra il 45enne portiere egiziano El Shenawy: al 47′ mura Suarez lanciato a rete, al 73′ il duello si ripete ed è vinto ancora dall’esterno difensore, al minuto 83 con un volo plastico toglie a Cavani la gioia di un gol magnifico prendendosi applausi a scena aperta. Per l’Uruguay, che dietro è abbastanza sicura (unica vera palla-gol egiziana sta nei piedi di Elneny), ci si mette anche il palo colpito dal Matador che stenta a crederci.

Quando tutto sembra indirizzato verso il segno ‘X’ Sanchez dalla destra batte una punizione sulla quale svetta Gimenez che insacca facendo saltare dalla panchina anche il suo allenatore Tabarez, una forza della natura e una felicità unica per una rete che può valere davvero come un macigno nelle sorti del girone. E pazienza se la Celeste non ha asfaltato l’Egitto, con i giocatori che si ritrova potrà essere un’outsider tremenda.

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