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L'analisi

Mondiali 2018, inizio con il botto: Golovin incanta, Cheryshev meraviglia

É iniziato il mondiale 2018 con la sua inevitabile magia ed emozione

Il mondiale inizia con il botto, con i padroni di casa che asfaltano letteralmente la povera e indifesa Arabia Saudita che poco ha potuto fare per contenere la furia dei ragazzi di Cherchesov.

La Russia dunque inizia come meglio non poteva partire scacciando l’immenso alone di critiche piovute negli ultimi anni sulla nazionale, un 5-0 netto e perentorio senza possibilità di replica per i verdi che han fatto ben poco per impensierire la retroguardia avversaria e resteranno quasi sicuramente la cenerentola del girone A.
La coppa del mondo si è aperta con una grande cerimonia allo stadio Luzniki di Mosca con Robbie Williams che si è esibito con la cantante lirica Aida Garifullina in uno spettacolo dai toni accesi e vivaci con una cornice degna dell’evento più importante a livello calcistico. Dopo i saluti del presidente russo Putin e del numero uno della Fifa Infantino, è iniziato il mondiale 2018 con la sua inevitabile magia ed emozione.

Nella prima rassegna iridata con la tecnologia in aiuto ai direttori di gara, l’arbitro a dare il via a questa edizione è stato l’argentino Nestor Pitana e al VAR vi erano anche due fischietti italiani Irrati (var principale) e Orsato (AVAR3). Pronti, partenza via, si apre il sipario e la Russia domina sin dalle prime battute con Dzagoev che ammaestra e consegna palla come un distributore automatico per i compagni ma i sauditi riescono a fare muro e contenere come possono le vampate dell’Armata Rossa che conquista corner su corner. Ma il baluardo dei figli del Deserto crolla come un castello di sabbia e al 12′ una pennellata di Golovin mette sul capo di Gazinskiy il vantaggio russo nonché la prima rete della rassegna. La Russia non si ferma e alternando gli attacchi prima a sinistra con Zhirkov e poi a destra con Fernandes resta sempre nella metà campo avversaria. Al 21′ come un fulmine a ciel sereno ecco la prima occasione araba: una ripartenza veloce di Al Dawsari porta al cross nel cuore dell’area per Al Sahlawi che schiaccia di testa ma il tentativo è deviata in angolo. In questa sporadica azione vengono messe in luce bene il pregio fondamentale degli ospiti e il vero tallone d’Achille dei russi, vulnerabili e perforabili se presi in contropiede. Ma è solo un fuoco di paglia perché la Russia continua a battere con Smolov che viene assistito con continuità dai trequartisti Samedov, Golovin e Dzagoev: proprio quest’ultimo al 23′ mentre accompagnava un’azione offensiva si accascia a terra per un fastidio muscolare(per lui sospetto stiramento al flesso sinistro, gli esami più approfonditi verranno svolti nelle prossime ore) che lo obbliga a lasciare il terreno di gioco al posto di Cheryshev. Davvero un peccato per il centrocampista del CSKA Mosca, un perno per esperienza, garanzia ma anche qualità di gioco che negli anni lo hanno portato ad essere paragonato ad Arshavin.

Dopo l’infortunio accorso al veterano della formazione di casa si entra in una fase un po’ confusa del match, molto spezzetata, senza particolari giocate e occasioni da entrambe le parti. La Russia pare sempre in controllo di tutte le situazioni con Putin in tribuna che apprezza molto l’atteggiamento della sua selezione che nel finale di tempo decide di mettere in ghiaccio la sfida: verticalizzazione di Fernandes sulla quale la difesa araba commette un pasticcio spalancando la strada all’Armata Rossa con Zobnin che serve Cheryshev, l’ala del Villareal manda la bar due difensori avversari con un tocco sotto delizioso e spacca la porta con tutta la forza che aveva nei muscoli delle gambe. Un mancino pieno di rabbia, un rivincita per il numero 6 russo che nel dicembre 2015 quando indossava la maglia del Real (è cresciuto nei Blancos) è stato l’artefice più o meno inconsapevole dell’eliminazione dei madrileni dalla Copa del Rey a tavolino perché Benitez lo inserì contro il Cadice dimenticandosi della giornata di squalifica che ancora pesava su Cheryshev. In quel sinistro esploso all’esordio mondiale tutto quell’incontro è svanito e come d’incanto è scoccato un sogno.

La ripresa ha un andamento più blando, la Russia gestisce senza troppe difficoltà anche perché l’Arabia non offre spunti di pericolosità, a livello tecnico sbaglia davvero molto con un’infinita quantità di passaggi elementari gettati alle ortiche. In una specie di pisolo pomeridiano collettivo a riaccendere Mosca è ancora il talento seguito dalla Juventus, Golovin che dalla destra mette di nuovo al centro un cross, un cioccolatino e per il neo entrato Dzyuba è un gioco da ragazzi con un colpo di testa portare le marcature russe a 3. Il punteggio si gonfia nel finale con gli uomini di Cherchesov che dilagano: prima un sinistro magico dal limite di Cheryshev diritto all’incrocio del palo opposto, poi una punizione di Golovin a scavalcare la barriera regalano ai tifosi di casa una goleada. Altri due gioielli, due bellezze incredibili in una partita a senso unico che ha concesso agli occhi reti di assoluto splendore. Prima vittoria della Russia, e che vittoria! Scacciate le critiche della vigilia e tre punti fondamentali nella corsa agli ottavi con un chiaro messaggio alle rivali Egitto e Uruguay: siamo i padroni e vogliamo rimanere in corsa ancora per molto.

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