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Verso la chiusura punti nascita sotto i 500 parti, a rischio anche Piario - BergamoNews
Dalla regione

Verso la chiusura punti nascita sotto i 500 parti, a rischio anche Piario

Lo ha confermato l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, illustrando il Piano Regionale di Sviluppo in commissione Sanità

In Lombardia si va verso la chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti l’anno. Lo ha confermato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, illustrando il Piano Regionale di Sviluppo in commissione Sanità.

«Le leggi nazionali si applicano. Noi avevamo chiesto delle deroghe, quelle per ragioni orografiche ci sono state concesse, le altre no, quindi dobbiamo rispettare la legge» ha spiegato Gallera, precisando che la chiusura dei punti nascita sarà attuata con «gradualità».

Il destino sembra segnato, dunque, per i punti nascita di Angera (Varese), Oglio Po di Casalmaggiore (Cremona), Piario (Bergamo) e uno tra Gravedona (Como) e Chiavenna (Sondrio) mentre si salva per ragioni orografiche Sondalo, in Valtellina.

LA DENUNCIA DI SCANDELLA (PD)
Regione Lombardia chiuderà i punti nascita sotto i 500 parti all’anno, e tra questi risulta esserci anche Piario. È probabile che nelle prossime settimane arrivi una delibera che ne sancisca la chiusura. Ancora una volta mi trovo a dover denunciare chi a parole difende la montagna e nei fatti (scuole, ospedali, canoni idrici) fa l’esatto opposto. Ci sono tante buone ragioni per difendere il punto nascita di Piario e nei prossimi giorni dovremo usarle tutte. Ho la speranza che quante più persone possibile si uniscano e facciano sentire la propria voce” annuncia su Facebook il consigliere del Pd Jacopo Scandella.

LE ASSICURAZIONI DI FRANCO (FORZA ITALIA)
Paolo Franco, consigliere regionale di Forza Italia assicura: “La difesa del punto nascita di Piario è una questione assai delicata. A riguardo, infatti, vi sono esigenze contrastanti che vanno necessariamente sintetizzate in una posizione a difesa del territorio e della sicurezza dei cittadini che usufruiscono dei servizi offerti dal punto nascita. Da una parte, non si possono dimenticare le legittime istanze del territorio che in virtù della particolare posizione geografica chiede attenzione alle esigenze dei cittadini che lì vi risiedono.
Dall’altra, tuttavia, a difesa di chi utilizza i servizi offerti dal punto nascita, non si possono dimenticare i requisiti minimi richiesti affinché una donna possa partorire in totale sicurezza. Fin dal primo giorno del mio insediamento in Consiglio regionale ho voluto porre all’attenzione dell’Assessore Gallera questa difficile situazione. Ritengo necessario arrivare a una sintesi quanto prima. Per questo, qualora si dovesse necessariamente arrivare alla chiusura del punto nascita, condividerò con tutti i colleghi consiglieri regionali bergamaschi la volontà di mantenere nel comune di Piario una struttura che possa ospitare personale infermieristico, medico ed ostetrico che assista le donne durante la gravidanza.
In altre realtà, come San Giovanni Bianco, questa attenzione non v’è stata ed i territori si sono sentiti giustamente dimenticati. A Piario questo non deve accadere. I cittadini di quel territorio non si devono sentire abbandonati. A loro assicuro il massimo impegno personale e di Regione Lombardia”.

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