Incom
|Cybersecurity, proteggere dati e idee nell’epoca dell’impresa 4.0
Da lunedì 11 giugno a mercoledì 13 la città ospiterà esperti mondiali del settore informatico applicato ai sistemi manifatturieri. Ricercatori, studiosi e aziende si confronteranno su tecnologia, ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico.
Dopo Mosca, Bucarest e Ottawa, INCOM – Information Control Problems in Manufacturing, arriva a Bergamo. Da lunedì 11 giugno a mercoledì 13 la città ospiterà esperti mondiali del settore informatico applicato ai sistemi manifatturieri. Ricercatori, studiosi e aziende si confronteranno su tecnologia, ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico.
Tre giorni di simposio tecnologico che guardano al futuro. Ne parliamo con Roberto Pinto, professore associato del dipartimento di Ingegneria Gestionale, dell’Informazione e della Produzione dell’Università degli Studi di Bergamo.
Professor Pinto, ci parli di INCOM. Di cosa si tratta?
INCOM 2018 è un evento scientifico di respiro internazionale che attrae ricercatori, studiosi e persone del mondo accademico. Si rivolge anche al mondo industriale sia dal punto di vista della partecipazione dei relatori sia degli uditori. È un evento che ha richiesto molto impegno nella sua preparazione, che riconosce i meriti e l’impegno nella comunità accademica internazionale dei gruppi di ricerca – quest’anno il nostro di Bergamo insieme ai colleghi del Politecnico di Milano – ai quali è affidato l’onore e l’onere di organizzarla.
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Il convegno è organizzato in tre giornate ricche di appuntamenti, dal 11 al 13 giugno. Quale è il file rouge di INCOM2018?
L’edizione di quest’anno 2018 si rivolge in gran parte alla tematica molto attuale dell’industria 4.0, ma non solo. L’obiettivo è quella di far incontrare ricercatori e rappresentanti del mondo industriale interessati alle tematiche dello smart manufacturing. Sono tutti argomenti attuali che includono altre tematiche odierne, come quello della Cyber Security e dei Big Data, o della manutenzione predittiva, temi in forte continuità con le attività di ricerca condotte nella nostra Università. Nella mattinata del 11 giugno Esti Peshin, General Manager della Cyber Division presso la Israel Aerospace Industries Ltd., ha fatto un brillante intervento riguardo alla cybersecurity: difendere un sistema informatico è un’attività particolarmente complessa. Usando le parole di Esti Peshin, un sistema informativo è come un palloncino, lo devo difendere da tutti i lati, ma per attaccarlo basta uno spillo in un singolo punto.
Da quali minacce dobbiamo difendere i nostri sistemi informatici?
Sempre secondo quanto presentato da Esti Peshin, tre sono i rischi principali. In primo luogo, il furto dei dati. In secondo luogo, il blocco delle attività attraverso il blocco del sistema informatico di un’azienda. Infine l’attacco alla nostra persona, come nel caso di fake news e delle informazioni distorte: gli hacker non solo riescono a bloccare sistemi e rubare dati, ma riesco anche a influenzare le masse e l’opinione pubblica.
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La giornata di lunedì è stata dedicata alla Cybersecurity. Di cosa vi occuperete nelle giornate di martedì e mercoledì?
Martedì 12 giugno il Prof. Andrew Kusiak della University of Iowa parlerà di Big Data e machine learning, altri argomenti molto attuali. Ci sarà poi una tavola rotonda di confronto tra ricercatori e mondo dell’industria sul tema dell’impresa 4.0. Questo evento porta avanti lo sforzo della nostra università di contribuire alla quarta rivoluzionare industriale non solo sul fronte della tecnologia, ma anche delle competenze e delle capacità personali sfruttabili nel mondo del lavoro. È questa l’impresa 4.0: un sistema che coinvolgerà tutto. Nella giornata di mercoledì faremo il punto della situazione per cercare di capire come sta evolvendo anche il sistema della ricerca a livello internazionale. Giovedì, infine, si terranno le visite ai poli industriali di eccellenza del territorio bergamasco: lo Smart Lab di ABB, il parco scientifico-tecnologico Kilometro Rosso di Stezzano e i laboratori del Campus di Ingegneria dell’Università di Bergamo. Durante i tre giorni avremo anche degli interventi di persone di aziende come ABB, Intellimech e sedApta che presenteranno le proprie innovazioni e competenze sul tema.
Siamo pronti per la tecnologia 4.0?
Questa domanda richiederebbe un po’ di tempo per una risposta esauriente. Sicuramente su alcuni aspetti non siamo pronti al 100%, mentre su altri siamo a buon punto.
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Parliamo di numeri. INCOM 2018 conta 400 partecipanti da 46 paesi nel mondo, quasi 300 articoli scientifici su progetti industriali e di ricerca, decine di workshop e visite. Quanto è importante questo evento per l’Università di Bergamo?
Sicuramente è un evento molto importante che contribuisce alla visibilità internazionale della nostra Università. È una ulteriore vetrina che consente di continuare sulla strada della crescita a livello internazionale che abbiamo intrapreso, nonché un momento di confronto con colleghi da tutto il mondo, con evidenti riflessi sulla conoscenza che potremo poi trasferire sia agli studenti sia alle imprese con le quali collaboriamo.
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L’evento vede la collaborazione tra Università degli Studi di Bergamo e Politecnico di Milano. Come giudica questa partnership?
Assolutamente positiva. Direi che si tratta di una collaborazione sinergica e costruttiva che nasce dal riconoscimento reciproco dei rispettivi meriti di ricerca. Un elemento di forza che ci ha permesso di organizzare al meglio le tre giornate di incontri.
INCOM. Tecnologia 4.0 e nuove generazioni. Quanto è importante secondo lei la ricerca per gli studenti?
È un aspetto fondamentale, perché la ricerca si tramuta in conoscenza trasmessa tramite la didattica agli studenti, che possono beneficiare dell’innovazione sul tema dell’impresa 4.0. È un evento che guarda al futuro dei ragazzi e alle loro competenze e conoscenze, alla loro crescita come futuri membri attivi del mondo del lavoro. E non solo, guarda anche al futuro della nostra città: un domani si potrà parlare anche di società 4.0 perché le persone che lavorano in azienda vivono in città e porteranno delle istanze dal mondo del lavoro a quello privato.


