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Immagini dall’esistenza, pittura a più voci nella nuova psycogallery del centro Anisé

Anisé Art Gallery nasce da un principio che viene definito diagnosi controtransferale, è la profonda emozione che il paziente genera nel medico in quanto terapeuta.

Un’arte che vada al di là del feticismo, del prezzo di mercato, delle tendenze dei tempi o della moda. Un’arte che nasca dalla sofferenza, dalla gioia, dalle emozioni profonde di chi la crea.

È questa la filosofia di Filippo Tancredi, psichiatra e psicoterapeuta che ha aperto una galleria d’arte presso il Centro di psicologia clinica Anisè di Bergamo. O meglio, ha trasformato gli spazi dello studio in una “psicogallery”, la prima in Italia – afferma – con contenuti esclusivamente psicologici.

“Anisè nasce dalla conoscenza dell’uomo e da tutto ciò cui l’uomo attinge, la sofferenza, la gioia, la cultura” spiega Tancredi che intende l’arte come strumento di evocazione delle energie di chi osserva e di chi ascolta.

In mostra fino a settembre, ogni sabato e domenica, un percorso per immagini che coinvolge sei artisti contemporanei che hanno risposto all’appello per il progetto “Immagini dall’esistenza” il cui primo atto si declina sul tema “amore e tradimento” – mentre, da settembre, il secondo atto sarà incentrato su “libertà e solitudine”.

All’inaugurazione, affollatissima, sono intervenuti l’attrice Simona Zanini che ha recitato versi in tono con le atmosfere suggerite dai dipinti e il musicista Oyvind Svendsen, con un tappeto sonoro ispirato al clima di dialogo intimo tra arte e psiche.

Ogni pittore interpreta un differente aspetto della relazione umana e del rapporto corpo-psiche, nelle forme di una moderna figurazione dai toni della più varia intensità, da tele di maggior sostanza emotiva e drammatica, a quadri di più lieve, eterea suggestione.

Sono opere di ispirazione emozionale di gusto anche decorativo, soprattutto tecniche miste su tela ma anche pastelli e carboncino su carta. La rassegna punta molto sui soggetti umani e sul corpo, non nei repertori del classico studio di figura ma piuttosto nelle forme più personalizzate di primi piani e anatomie “introspettive”, di sapore a tratti espressionista.

Giovanni Manzoni si cimenta in un suggestivo gioco che fonde bios-eros-thanatos, tra vita, amore e morte, in epifanie pitto-grafiche che ci richiamano la nostra humana fragilitas. Colpisce una sorta di danza macabra di ispirazione quasi ludica, dal ritmo onirico di matissiana memoria.

La centralità dell’io e dei suoi simboli, allo stesso tempo soggettivi e universali, è ribadita dalle grafiche su carta di Cristiano Biondo, che cattura in primissimo piano gli stati della coscienza, sondando il dubbio, la colpa, il piacere in anatomie scoperte o contratte che affidano allo sguardo la ricerca di reciprocità.

“Il colori dell’anima” di Laura Orlandini comunicano attraverso evanescenze, sospensioni emotive, temperature “fluo” e riflessi glitter. Scorrono a fil di tela volti, figure, paesaggi, silhouette che tracciano percorsi in divenire e frammenti di storie che l’autrice intende salvare dal fuggire incessante del tempo.

Daniela Mologni predilige il primo piano in tecniche miste dalle tinte fredde e distribuite a patchwork su tavola. I temi sono propriamente intimisti e relazionali, come esprimono i titoli “Guardami”, “Sorreggimi”, “Friends” e puntano espressamente sulla fisicità come diretto strumento di comunicazione.

Anche Elena Cavanna scommette sul colore, ma predilige cromie più calde come il rosso, che si fissano sulla tela quasi a scaglie, oppure in vortici, in una sorta di action painting dell’anima che segue lo slancio creativo e le temperature del sentimento e dell’umore.

Un intero ciclo a tema, “The book of love”, è stato realizzato da Emiliano Capotorto, che affida all’intensità dell’olio (in questo caso su pannello) il racconto di una coppia che attraversa le non facili, spesso imprevedibili fasi della relazione.

“Ho dovuto fare selezioni molto importanti” ha precisato Filippo Tancredi all’inaugurazione. “Mi interessa che la gente abbia delle emozioni e agli artisti ho chiesto di dimezzare i costi, perché qualità non significa necessariamente costi elevati”.

“La galleria d’arte” tiene a precisare “è stato un passo inevitabile, il segno di un percorso che mi ha portato fin qui. Anisé Art Gallery nasce da un principio che chiamiamo diagnosi controtransferale, è la profonda emozione che il paziente genera in me in quanto terapeuta. Siamo partiti sei mesi fa con la relazione arte-contenuti psicologici e adesso sono felice che possiamo finalmente proporre dei momenti artistici che evochino emozione nelle persone che vorranno farci visita”.

La mostra è visitabile in via Nini da Fano 5 (Bergamo) tutti i sabati e le domeniche (dalle 15 alle 19) fino al 29 settembre.

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