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“I Luoghi del Cuore”, tra storia e leggenda tutto l’incanto di Santa Giulia fotogallery

Candidato dal FAI, un tesoro nascosto dell’arte Romanica con un programma speciale tra arte, storia, musica e teatro. E due testimonial d’eccezione

Ci sono luoghi antichi che, proprio per la tenacia con cui sono sopravvissuti all’abbandono e alla decadenza, con la loro poesia del frammento affascinano e raccontano più di ciò che si è perfettamente conservato. Così è per la Basilica romanica di Santa Giulia, un grandioso spaccato absidale silenziosamente incastonato nel camposanto di Bonate Sotto, ad offrire una visione di una potenza evocativa straordinaria che il paesaggio conservato tutto attorno, punteggiato di campi coltivati, siepi e boschetti, sembra assecondare con rispetto.

In attesa da anni di essere recuperata e riscoperta, ora Santa Giulia, la “Basilica di Teodolinda” secondo la leggenda, uno dei luoghi poco noti ma più ricchi di fascino e mistero del territorio bergamasco, si candida al nono censimento nazionale de “I Luoghi del Cuore”, promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo, proponendo lungo l’estate un programma di iniziative speciali tra arte, storia, musica e teatro.

Dal 30 maggio al 30 novembre, un voto a Santa Giulia come “Luogo del Cuore” è un piccolo, grande passo verso la realizzazione di un progetto di recupero, sensibilizzazione, valorizzazione e conoscenza: “La candidatura della Basilica di Santa Giulia al censimento FAI – sottolinea il sindaco di Bonate Sotto Carlo Previtali - rientra in un più ampio progetto di valorizzazione culturale del luogo iniziato tre anni fa per promuovere una delle bellezze architettoniche dell'Isola bergamasca che, per importanza, si colloca a pieno titolo tra le testimonianze romaniche più rilventi dell'Italia settentrionale. Portare le persone alla conoscenza della sua esistenza, farla vivere attraverso visite guidate, eventi culturali dedicati e portare a compimento l'importante "Progetto di restauro e valorizzazione" composto da cinque lotti, sono gli obiettivi che come Amministrazione Comunale ci
siamo prestabiliti”.

Per questo, in occasione della candidatura, il Comune formula per l’estate la proposta di una visita a Santa Giulia all’insegna di natura, misticismo e storia, rivolgendosi a tutti quei moderni pellegrini che sono alla ricerca di destinazioni ancora poco note al turismo di massa e ai classici circuiti della città d’arte, ma che proprio per questo mantengono intatto tutto il loro fascino antico e misterioso.

Due i testimonial d’eccezione, per i quali Santa Giulia è già un Luogo del Cuore. Eugenio Finardi e la Basilica, infatti, si sono scelti a vicenda, sul filo di uno speciale “ritorno a casa”, visto che genitori del cantautore riposano in pace proprio accanto a Santa Giulia. Originario dell’Isola bergamasca, l’attore Maurizio Donadoni sarà protagonista di un intervento teatrale in Basilica: ammaliante, proprio come le “rovine” del grandioso edificio sacro.

Tutto è unico intorno a Santa Giulia, dalla storia alla leggenda. C’è quella che vuole che qui, sulle sponde del Brembo, fossero approdate le spoglie della Santa cartaginese, ma quella più amata attribuisce la fondazione della chiesa alla regina Teodolinda, complice la piccola urna cineraria, posta su una colonna, che dichiara di custodire i resti di una fanciulla dodicenne di nome Tiziana.

Teodolinda, in visita a Bonate Sotto, morendo la giovane figlia avrebbe deciso di farla qui tumulare, facendo erigere in suo onore la Basilica. In realtà, la maestosa Basilica romanica fu fondata nel XII secolo ed è oggi l’ultima memoria dell’antico abitato, risalente al Neolitico, citato dalle fonti come “Castrum Lisina”, raso al suolo intorno al
1200. Tra gli aspetti che ancora sono oscuri c’è anche quello del destino della costruzione: il cantiere è stato completato e poi distrutto, oppure non fu mai davvero portato a termine?

Certo è che la grande Basilica era già in rovina alla metà del XIV secolo e che nell’abbandono fu lasciata per molti secoli a venire, fino ad essere trasformata nell’Ottocento in area cimiteriale. Tutto intorno, invece, fogliavano le viti dalle quali si produceva la “Vernaccia” di Santa Giulia, un ottimo vino bianco.

E dopo l’abbandono anche la sottrazione, dato che certamente i “ceppi” che tessevano i muri di Santa Giulia furono reimpiegati per la costruzione di altri edifici nella zona, come il campanile della parrocchiale. Ciò che oggi rimane, tuttavia, evoca non solo quella che doveva essere la grandiosa architettura dell’edificio ma anche l’eleganza decorativa.

Della struttura originaria – a tre navate con absidi semicircolari e cinque campate – rimangono parte del muro perimetrale, le tre absidi e la prima campata.

La struttura architettonica ancora oggi esibisce maestosità ed eleganza, con i suoi contrafforti e la decorazione esterna delle absidi, con archetti in mattoni su mensole in pietra e la copertura in lastre d’ardesia, tipicamente romanica. All’interno invece, i capitelli animano una piccola galleria di forme zoomorfe, antropomorfe, geometriche e floreali.

Tutte le info e le modalità per votare la Basilica di Santa Giulia come il tuo “Luogo del Cuore” 2018:
Instagram #SantaGiuliaLaBasilica
FB @SantaGiuliaLaBasilica

Orari di apertura della Basilica di Santa Giulia (Bonate Sotto – Bergamo, via San Pietro):
Estivo: da lunedì a sabato dalle 8.30 alle 19; domenica dalle 8 alle 19
Invernale: tutti i giorni 8.30-17

Per visite guidate e informazioni:
Biblioteca Bonate Sotto, tel. 035.4996028 > biblioteca@comune.bonate-sotto.bg.it

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