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Ex Centrale di via Daste e Spalenga, affidata ad un futuro di cultura, cinema e formazione

Saranno Lab80, Nutopia, OpenArch, Unione Professionisti e Associazioni Culturali e Cooperativa Sociale Ruah a gestire, tutti insieme, lo spazio da oltre 3mila metri quadrati della ex centrale nel quartiere di Celadina

Prende forma il futuro della ex Centrale di via Daste e Spalenga: un futuro fatto di cultura, arte, lavoro e formazione grazie all’assegnazione a una serie di associazioni di uno degli spazi dismessi più grandi di proprietà del Comune di Bergamo. Saranno Lab80, Nutopia, OpenArch, Unione Professionisti e Associazioni Culturali e Cooperativa Sociale Ruah a gestire, tutti insieme, lo spazio da oltre 3mila metri quadrati della ex centrale nel quartiere di Celadina.

Cinema, attenzione ai temi del sociale, coinvolgimento delle associazioni e delle realtà del territorio, musica, arte contemporanea e molto altro ancora sono i punti di forza del progetto presentato dalle cinque realtà bergamasche che saranno chiamate a far vivere lo spazio al termine degli imminenti lavori di sistemazione degli impianti. Realtà diversificate unite insieme per portare alla rigenerazione urbana di un luogo abbandonato e che porta con sé le problematiche di quartieri rimasti a margine della città, prendendo a modello i centri del panorama urbano europeo che sono riusciti con successo a diventare luoghi di crescita sociale e culturale (come la Friche di Marsiglia o Piramide Feltrinelli a Milano). Una cooperazione all’insegna della cultura e della condivisione. Perché, dopotutto, associazioni culturali e associazioni sociali nascono entrambe per raggiungere un unico scopo: abbattere le barriere tramite il potere delle parole e delle immagini, creando una società più coesa e unita.

“L’esito positivo – ha sottolineato il Sindaco Giorgio Gori – per nulla scontato, di questo bando è un’ottima notizia per l’Amministrazione, per il quartiere e per la città nel suo insieme. Quattro anni fa al ex centrale di Daste era solo un bel edificio vuoto e senza futuro. In questi anni non solo abbiamo trovato 4 milioni di euro per rimetterlo in vita ma, ora, anche un progetto di gestione per uno spazio di 3 mila mq, che sembrava essere impraticabile e che adesso si è fatto realtà. Finalmente possiamo parlare di periferia non solo come problema ma come luogo in cui cultura e progettualità sociale, lavoro e intrattenimento per i giovani si fondo in qualcosa che sa guardare anche oltre la dimensione”.

La Centrale, grazie alla collaborazione dei vari partner, proporrà una programmazione culturale 365 giorni all’anno. Oltre alla programmazione cinematografica ordinaria – affidata a Lab80 che aprirà in via Daste e Spalenga una nuova sala cinematografica che integrerà la storica attività realizzata all’Auditorium di Piazza Libertà, come ha raccontato Angelo Signorelli – saranno organizzati eventi culturali all’insegna della varietà dei generi e dei pubblici con l’obiettivo di creare una sinergia tra socializzazione, servizi e consumo culturale, in cui i confii dell’uno possano sfumare nell’altro.

 Daste e Spalenga

La strategia prevede di rendere la Centrale, grazie alle sue caratteristiche e ai servizi integrati, un polo di attrazione specialmente per giovani, grazie, sopratutto, al fondamentale apporto del mondo giovanile di Nutopia, che dal 2009 gestisce lo spazio giovanile Edoné: “L’esperienza della gestione di Edoné – ha dichiarato Alberto Cattaneo – ha rappresentato e continua a rappresentare un’esperienza riuscita non solo a livello di aggregazione giovanile, ma anche e soprattutto come modello di imprenditoria capace di coniugare obiettivi di profitto ed obiettivi socio-aggregativi. Siamo molto felici di prendere parte a questo progetto e vogliamo mettercela tutta nel costruire un vero e proprio centro d’interesse sociale autonomo con la creazione anche di un punto bar e ristorazione”.

Un entusiasmo che caratterizza anche i ragazzi dell’Associazione OpenArch che dedicheranno i loro spazi ai giovani che vogliono conoscere il mondo del lavoro, cercando di rendere il momento del lavoro un’opportunità di crescita collettiva: “Saranno importanti, come per Nutopia, i contatti con le scuole con cui stiamo creando dei legami di collaborazione specialmente in relazione ai tirocini di Alternanza scuola-lavoro e in relazione agli spazi offerti alle attività ludiche e di formazione organizzate dagli istituti bergamaschi”, ha affermato Luca Cerinzia. Dare una nuova visione del lavoro e specialmente dell’ Istituzione Ordinistica è lo scopo anche dell’Unione Professionisti ed Associazioni Culturali che “nel centro in via Daste e Spalenga proporranno iniziative volte alla divulgazione delle peculiari attività di ciascuna professione al pubblico, favorendo una migliore comprensione del ruolo che ciascuna svolge in ambito sociale e pubblico. Le possibilità di relazione non solo con altri professionisti, ma anche artisti, scrittori e gente comune provenienti dal quartiere Celadina, permettendo quelle condizioni di interscambio che oggi più che mai costituiscono le modalità indispensabili per potere esprimere e sviluppare la professionalità di ciascuno”, ha affermato Stefano Faverzani.

Altra realtà fondamentale in termini di sensibilizzazione sociale e culturale è la Cooperativa Impresa Sociale Ruah: “Bergamo si può definire città multiculturale: i dati dell’annuario demografico del 2016 mostrano una presenza di residenti di origine straniera pari al 16% della popolazione nativa – ha dichiarato Daniela Meridda – e all’interno della ex centrale Ruah offrirà un pluralità di servizi, come corsi di italiano per stranieri, laboratori artistici culturali e la prima scuola superiore in bergamasca per mediatori linguistici, per la formazione di figure professionali che possano mettere le loro capacità al servizio di molteplici ambiti e settori”.

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