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Super mostra su Bellini e Mantegna: a Bergamo dopo Berlino grazie alla “Resurrezione” ritrovata

Bergamo con il Mantegna ritrovato e l'unione con la parte sottostante venduta a New York si prepara ad subissare il successo della mostra londinese e berlinese.

L’annuncio lo ha dato il sindaco di Bergamo Giorgio Gori: “Stiamo lavorando ad una grande mostra per il prossimo anno”. Nulla di più. Anche se dall’Accademia Carrara arriva la conferma che dopo la grande attenzione che ha suscitato l’attribuzione della “Resurrezione” attribuita a Mantegna, i grandi musei europei hanno manifestato il desiderio di avere la “Resurrezione” di Mantegna per una grande mostra che si sta allestendo per il 1 ottobre 2018 alla National Gallery di Londra per poi trasferirsi alla Gemäldegalerie di Berlino ai primi mesi del 2019.

I due musei hanno offerto in cambio la parte sottostante del Mantegna, “La discesa agli inferi” acquistata per 28 milioni di dollari in un’asta a News York.

Per l’allestimento di Londra, l’Accademia Carrara ha già detto no, prima è necessario un accurato restauro che sarà possibile ammirare in una sala dedicata della stessa pinacoteca di Bergamo. Per Berlino invece pare che gli accordi si stiano definendo, il Mantegna ritrovato andrebbe a Berlino in cambio la Carrara beneficerebbe della parte sottostante della tavola venduta a New York.

Il sindaco Gori ha sottolineato che “si sta lavorando”, la grande attenzione scientifica riscossa a livello mondiale permettono però alla Carrara di vantare un grande credito di fronte a prestigiosi istituzioni come la National Gallery e la Gemäldegalerie di Berlino.

Si deve solamente attendere, mentre a Venezia, la Fondazione Querini Stampalia ha mobilitato nientemeno che l’architetto Mario Botta per l’allestimento che vede il confronto tra due capolavori della storia universale dell’arte, l’uno di mano di Giovanni Bellini, l’altro di Andrea Mantegna, con soggetto la Presentazione di Gesù al Tempio.

Una grande e raffinata mostra, a cura di Brigit Blass-Simmen, Neville Rowley e Giovanni Carlo Federico Villa, che affianca due “personalità diversissime” che si sono cimentate sullo stesso tema, a distanza di dieci anni circa. Una gara alla massima eccellenza tra due grandi pittori che si conobbero di certo, visto che Mantegna sposò la sorellastra di Bellini.

È un caso probabilmente irripetibile quello che consente, per la prima volta nella storia dell’arte, di ammirare le due opere l’una a fianco dell’altra. E Bergamo con il Mantegna ritrovato e l’unione con la parte sottostante venduta a New York si prepara ad subissare il successo della mostra londinese e berlinese.

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