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Treviglio, altro no alle commissioni: "Si sono dimostrate una perdita di tempo" - BergamoNews
Il caso

Treviglio, altro no alle commissioni: “Si sono dimostrate una perdita di tempo”

La maggioranza vota compatta contro la proposta dell'opposizione che attacca: "Treviglio caso unico a livello lombardo".

Commissioni consiliari, altro no da parte dell’amministrazione trevigliese. Un mese fa i consiglieri comunali di minoranza avevano abbandonato l’aula del Consiglio comunale (nella foto) per protestare contro la mancanza di quelle commissioni consiliari tanto richieste e mai restituite dall’amministrazione dopo la loro abolizione da parte del Commissario prefettizio Alfredo Nappi.

Martedì sera, a distanza di un mese, le forze politiche di minoranza hanno mantenuto la promessa fatta e hanno presentato una proposta di modifica dello Statuto comunale chiedendo la reintroduzione delle commissioni. Missione fallita a quanto pare, con la maggioranza che ha rispedito al mittente la richiesta portata in assemblea cittadina.

“In tutti i comuni della Lombardia tra i 15 e i 30 mila abitanti sono presenti le Commissioni consiliari – ha esordito Stefano Sonzogni, consigliere comunale di minoranza per il PD di Treviglio – Il caso di Treviglio lo rende una assoluta singolarità a livello lombardo. Assieme al comune milanese di Magenta penso si tratti dell’unico caso in tutta la Lombardia che si distingue per l’abolizione di tali commissioni. Noi li riteniamo imprescindibili e non vanno confuse con i gruppi di lavoro”.

Pronta la risposta del sindaco, Juri Imeri, che rispondendo a Sonzogni spiega: “Lo scorso Consiglio comunale è stato fatto un teatrino che si poteva evitare, ritengo sia superfluo andare oltre nella discussione ribadendo che per quanto riguarda l’amministrazione si continua con l’attuale statuto e poi, dato che siamo sopra i 30 mila abitanti, quando sarà obbligatorio avere le commissioni saranno di nuovo istituite – e Imeri aggiunge – per quanto ci riguarda la nostra intenzione è quella di non stravolgere quello che è l’impianto dei gruppi di lavoro già esistenti, impegnandoci a rafforzare questo strumento che in un anno ha dato ottimi spunti”.

Nel dibattito interviene il consigliere di minoranza Gianluca Pignatelli (Forza Italia) che si domanda: “Non c’è davvero motivo per non ripristinare le commissioni anche in una forma semplificata che non preveda il voto ponderale, che non preveda nemmeno l’espressione di un parere, ma che consenta comunque l’attività istruttoria precedente all’attività assembleare del Consiglio?”

Piccata, come sempre, la replica del “grande avversario” di Pignatelli in Consiglio comunale, Franco Giussani (Lega), che prendendo parola attacca: “Condivido quanto ha detto il sindaco. Ho vissuto le precedenti commissioni in prima persona ed era solo un momento per l’amministrazione di allora – guidata dal centro sinistra di Ariella Borghi ndr – per fare ‘casino’ e prepararsi al Consiglio comunale”.

Alle parole di Giussani risponde la piddina Laura Rossoni: “Anche stasera la grande delusione è perchè nessuno ci dice il motivo di questa volontà di non reintrodurle, forse lo ha accennato proprio Giussani, quando ha detto che poi verrebbero utilizzate per ‘rompere le scatole’. Forse questa è la motivazione vera che è emersa nel dibattito”.

Risposta di fuoco quella del leghista che sbotta: “Le commissioni si sono dimostrate delle perdite di tempo. Se volete verificare i documenti avete già tutti gli strumenti, non capisco perchè dobbiamo fare due volte lo stesso lavoro: è una perdita di tempo”.

A supporto degli altri consiglieri di minoranza gli interventi del pentastellato Emanuele Calvi che ha definito la cancellazione delle commissioni come “lesiva dell’espressione democratica” e dell’ex candidato sindaco Erik Molteni (Lista Molteni Sindaco) che ha affermato che nonostante si sapesse che quella delle commissioni fosse “una battaglia persa in partenza” ad oggi è ancora difficile comprendere la decisione presa dal Commissario prefettizio.

Al termine delle discussioni la modifica della Statuto comunale non è stata approvata con l’intera maggioranza che ha votato contro la proposta.

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